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Una Favolosa Estate di Morte – Piera Carlomagno

Da Gialloecucina

Una Favolosa Estate di Morte – Piera Carlomagno

Trama

Accadono fatti terribili nella terra di mezzo tra Matera e Potenza, frontiera selvaggia che si ripiega su se stessa come le ripide gole che la solcano. E così una notte di giugno, nei calanchi vicino Pisticci, un uomo e una donna vengono assassinati brutalmente. Lui è Sante Bruno, architetto con entrature che contano. Lei, Floriana Montemurro, una ragazza bellissima, figlia di un potente notabile. II duplice omicidio scuote la monotonia di una provincia in cui il pettegolezzo vola di bocca in, bocca e le lingue sono affilate come rasoi. Indagare sul caso tocca a Loris Ferrara magistrato in crisi che vuol rifarsi una vita, e all’anatomopatologa Viola Guarino. Abilissima nel leggere la scena del crimine, convinta sostenitrice dei metodi scientifici d’indagine, la Guarino ha un sesto senso prodigioso. “Strega” la chiamavano da bambina. “Strega” pensano oggi di lei i suoi concittadini. E del resto, è la nipote di Menghina, celebre lamentatrice funebre della Lucania, una che ha trasformato la morte in professione e di stranezze se ne intende. Turbata dai sentimenti che prova per l’ombroso Ferrara, Viola si getta a capofitto nell’inchiesta. Mentre incombono i preparativi per Matera 2019 Capitale della Cultura e il futuro si porta appresso milionarie speculazioni sugli antichi Sassi, dovrà confrontarsi con i misteri di un Sud in cui tutto sta cambiando anche se nulla cambia mai davvero.

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Recensione a cura di Adriana Rezzonico

Il frastuono del centro storico di Matera è il fulcro del nuovo romanzo di Piera Carlomagno. Il clamore mediatico è all’apice, chi sono quelle creature vestite di nero con scialli frangiati come  Margherita Turi che attira la mia attenzione, la reclama proprio come quando danza intorno alla bara. Lei che ama brandire anime anche per le famiglie facoltose senza badare all’afrore della morte che predilige ad un costoso effluvio…Nel momento in cui la luce si affievoliva e si colorava di rosa, tutto attorno era argilla friabile di morbide onde che si allungavano verso la base (cita l’autrice). Come rimanere insensibili davanti a questo paesaggio? La penna dell’autrice ci accompagna in questi scenari in soliti e sceglie di prelevare il lettore e di condurlo nelle varie piazze. Sento i ticchettii dei passi riecheggiare e sono ammaliata. La scrittrice reclama la sua voglia di raccontare la città, ne sente l’esigenza, ama l’evolversi costante, quella metamorfosi abbagliante di questo lembo di meridione poco noto. A turbare un simile idillio ci sono le cosche che intravedono un lauto guadagno e la Collana Nero Rizzoli è abile a scandagliare questo genere di narrativa. All’autrice preme dar risalto al mondo femminile  ancora sottomesso a continui ricatti morali, anche Viola Guarino medico forense e protagonista, dovrà addentrarsi in questa realtà e rapportarsi con cautela. Lei che si considera una donna patetica e titolare dell’inchiesta che le viene assegnata. Chi sono gli amanti di Tinchi, che vengono trovati esamini  e abbracciati nella notte della luna rosa? Sono fondate le voci che ritengono Sante Bruno colluso con l’intero potere dall’amministrazione al più comune cittadino che lo riteneva un viscido arrampicatore? Quante sono le donne come Floriana Montemurro, pronta a gestire la loro libertà senza aver nessun vincolo e decise a non farsi reprimere?

Avrei preferito una trama più intricata, nelle prime pagine ho faticato a trovare la sintonia necessaria, ma credo che l’autrice voglia continuare ad approfondire questo nuovo personaggio, spero di ritrovarla presto. Il sud ha bisogno di “Streghe” come lei

Recensione a cura di Livia Frigiotti

Matera, ombrosa e sconosciuta, ci accoglie misteriosa e silenziosa tra le pagine di questo romanzo.

Una città che non ha ancora mostrato il suo lato, sembra deserta, lontana dal chiasso delle metropoli, dalla vita frenetica delle capitali del mondo.

Eppure non è immobile. Sottopelle i suoi cittadini vivono una vita che sembra non scorrere ma iniziano anche a fare i conti con il progresso del mondo. Matera diventa Capitale europea delle Cultura ed esce allo scoperto arrivando alla ribalta e allo sguardo curioso di chi pensava che i sassi fossero dimenticati e abbandonati.

“Una favolosa estate di morte” è il romanzo di esordio per Piera Carlomagno in una collana di tutto rispetto, il grande passo nell’editoria maggiore. Con Nero Rizzoli l’autrice ci regala l’opportunità di conoscere Viola, il suo personaggio protagonista di questo giallo molto intrigante. Lei è un’anatomopatologa che investiga su un duplice omicidio. E’ materana e in lei vive proprio quel mistero quasi esoterico che caratterizza la sua città. Al suo fianco il magistrato Loris Ferrara che vive un momento di forte crisi personale. Scopriranno quanto la malavita sia già radicata in questo territorio che sembra ancora così inesplorato e sconosciuto.

Il giallo ha il suo intreccio ben fatto e con una soluzione che resta complessa fino al termine; ma il romanzo è vincente proprio nelle descrizioni di Matera. Il lettore ha la possibilità di sentirla viva dentro, di poterla immaginare, quasi sfiorare con il proprio sguardo. La sensazione di camminare per quelle strade tra i famosi Sassi è netta, si respira l’aria che la avvolge, il clima, le ore che sembrano passare lente. Piera Carlomagno ci mette passione nel descrivere la sua Matera, la sua terra di origine così poco nota ancora a molti.

Un’indagine complessa, i sentimenti contrastanti di Viola e di Loris percorrono le strade tra i Sassi. Anche per i personaggi le descrizioni sono dettagliate e precise, si possono immaginare facilmente.

Non è il primo romanzo di Piera che aveva già deliziato il suo pubblico con altre produzioni minori (minori come editori, ma non certo come qualità), ma è appunto il grande salto. Un salto che non è assolutamente nel buio, anzi. Piera ha la possibilità di mostrare la sua grande maestria nelle descrizioni soprattutto ambientali. Ci riesce e anche bene, realizzando un prodotto dal grande fascino che stuzzica la curiosità del lettore verso il giallo e verso la città di Matera.

La città nelle mani sapienti dell’autrice sembra respirare, non è materia inanimata, non è “i Sassi” ormai abbandonati. E’ una città che grida la sua esistenza, rivendica il suo ruolo nel mondo, si esalta per la sua particolarità di essere costruita nella dura roccia.

Dettagli

  • Copertina flessibile:300 pagine
  • Genere: Gialli e Thriller
  • Editore:Rizzoli (28 maggio 2019)
  • Collana:Nero Rizzoli
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8817129984
  • ISBN-13:978-8817129985

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