Una fuga a Capo Verde alla ricerca dell’estate

Creato il 22 aprile 2014 da Nonsoloturisti @viaggiatori

Quando la voglia di vacanza si fa sentire e ti ritrovi nel grigio dell’Italia, è proprio allora che si inizia a sognare la partenza, il caldo, il sole e il mare, e se a questo si desidera aggiungere il divertimento serale, allora Capo Verde è la nostra destinazione ideale.

Approfitto dell’invito di un’amica e detto fatto, ci si organizza: volo di linea da Venezia con tappa a Lisbona, perché la mia amica sei ore senza fumare proprio non resiste!

All’arrivo nella capitale del Portogallo ci ritroviamo con cinque ore di attesa per il prossimo volo, così ne approfittiamo per visitare il centro della città, che non è lontano dall’aeroporto, quindi taxi e via. Lisbona mi sorprende con il suo castello che domina la città dall’alto della collina e con le sue vie ricche di negozi e bar che conducono al porto. Mi ricordano il centro di Trieste…

Saliamo di nuovo su un taxi e arriviamo in corsa verso l’aeroporto per prendere il volo che ci porterà sull’Isola di Sal, città di Santa Maria.

L’aereo atterra di notte a Espargos, cittadina a pochi chilometri da Santa Maria, ma per fortuna un amico ci attende. Il fuso orario ci fa spostare le lancette indietro di tre ore rispetto all’Italia, ma non subiamo alcunl jet lag e senza nessun programma prefissato iniziamo la nostra avventura.

Capo Verde è un arcipelago di dieci isole di origine vulcanica che sono state soggette alla colonizzazione portoghese. Ha raggiunto l’indipendenza nel 1975 e nel corso degli anni diverse etnie si sono mescolate tra loro, formando il popolo molto ospitale dei capoverdiani. La cui lingua locale è un creolo ben diverso da altri idiomi africani, ma l’isola di Sal è Africa pura, nelle sue costruzioni, nelle strade non asfaltate e nella distribuzione dell’acqua e dell’elettricità, che facilmente si interrompe con i temporali.

Capo Verde non offre le comodità di altre isole al largo del continente come Seychelles o Mauritius, ma le bellezze paesaggistiche non deludono: spiagge incontaminate di sabbia fine, un mare che si estende nei suoi colori dal blu intenso al verde smeraldo e pareti di roccia erose dall’acqua che crea incantevoli piscine naturali. Completamente diverso il paesaggio lontano dal mare, con terreni brulli, poca vegetazione e piccoli villaggi, dove casette tutte colorate si affacciano sulle vie principali.

Il turismo è arrivato da poco e la popolazione vive soprattutto con la pesca e l’estrazione del sale. Una visita alle salinas è stata una vera sorpresa: il sale viene estratto dal mare ancora in maniera artigianale. Consiglio di approfittare del centro benessere all’interno delle miniere o almeno di distendersi nell’acqua caldissima e ovviamente salata dei “laghetti” per godere di un metodo depurativo per la pelle efficace e naturale.

Un modo divertente per girare l’isola è l’utilizzo dei quad, molto facili da guidare e disponibili nei centri specializzati in città. Con le guide locali, invece potete visatere l’isola a bordo di furgoncini o auto familiari a prezzi contenuti.

Il popolo capoverdiano è sempre sorridente e la vita diurna si svolge fra le vie del centro e la caratteristica piazza dai palazzi colorati. Le scene di vita quotidiana sono rallegrate dai coloriti vestiti tradizionali e dalla gioia dei bambini, ma la vera anima dei capoverdiani emerge di notte, quando musica e danze caraibiche sono i protagoniste nei locali notturni. Il “Calema” è un luogo molto caratteristico, sulle cui pareti si esprime la grande passione dell’isola: il surf. Musica e spettacoli infiammano invece la discoteca “Il Pirata”, dove il divertimento finisce solo con il sorgere del sole.

Un ultimo consiglio: se potete, evitate di utilizzare i bagni nei locali notturni… non sono mai puliti e spesso utilizzano uno spray anti odore molto irritante!

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Appassionata di viaggi da sempre, ancora adolescente avevo già scelto il mio destino: lavorare nel turismo. Amo viaggiare libera da orari e itinerari per immergermi nella cultura e nelle abitudini dei Paesi che mi ospitano. Dopo aver vissuto a Napoli, Londra e in varie città friulane, ora abito a Torino.

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