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Una giornata in “tre” senza passeggino – Stokke MyCarrier

Da Mammachevita @mammachevita_g

Nell'ultimo periodo la salute non ha bussato spesso alla porta di casa nostra e in contemporanea al mio primo trimestre di gravidanza un pò travagliato, ho avuto a che che fare con i continui malesseri che hanno colpito i miei bambini. Fortunatamente i "classici" fastidi della gravidanza hanno fatto il loro corso facendomi lasciare alle spalle stanchezza e nausea ma, come fortuna vuole, i miei bimbi hanno comunque continuato ad ammalarsi di frequente.
Questo ha implicato spesso e volentieri lo stare chiusi in casa per diversi e numerosi giorni consecutivi solo per la sottoscritta visto che come è consuetudine, i fratelli si ammalano sempre a turni alterni.

Diciamo anche che non ho avuto particolari rimpianti nello stare chiusa in casa. Tra il tempo che era quello che era e tra il fatto che onestamente non è qui ci sia dove spaziare come luoghi adatti per bambini (soprattutto con la pioggia) le attività tra le quattro mura di casa erano le nostre preferite.
Ci siamo divisi tra pastelli e fogli bianchi, pennarelli e muri scritti, supereroi e combattimenti di pupazzi canterini. Questo a che finalmente non sono iniziate a presentarsi le prime soleggiate giornate di primavera.
In questi casi però anche un uomo ameba avrebbe lo sconforto a stare in casa: una bella passeggiata in spiaggia o sul lungo mare, una camminata passeggino alla mano e una semplice scorrazzata con la palla nella piazza centrale... cose che richiedono quel minimo sforzo per fare qualcosa di diverso insieme ma che sia all'aria aperta.

Vedere quindi che i miei bimbi hanno continuato a stare poco bene anche quando era ora di guarire ha iniziato ad essere un pò noioso. Soprattutto contando che da amante dei passeggini (e anche questa non è un novità) avevamo da sperimentare il nostro nuovo marsupio per un periodo di tempo tale da poter effettivamente essere certi che fosse un prodotto valido, potendo anche così ricredermi almeno un pò sulla mia passione più forte.
Nell'attesa del tanto desiderato giorno X non siamo certo rimasti a guardarlo però! Abbiamo utilizzato il nostro nuovo Stokke MyCarrier in tutti gli angoli di casa e per qualsiasi motivazione (visto soprattutto che non avevamo grandi alternative).

Come probabilmente in ogni casa dove la presenza di un bambino sotto i tre anni regna sovarana, credo che tutti i genitori entrino nel panico nel momento in cui si debba cucinare, utilizzare il pc o quando c'è da passare l'aspirapolvere (e per quest'ultima è un dato di fatto che potrebbe persino essere scientificamente provato). BigV infatti è un vero e proprio amante di queste tre cose e in particolare cerca con tutto se stesso di poterle fare da solo o, ancor meglio, di impedire a me o a mio marito di poterle fare con una certa tranquillità.
Il nuovo marsupio è stato quindi per noi una benedizione. Abbiamo iniziato ad usarlo mentre eravamo in cucina anche per evitare che di soppiatto nostro figlio prendesse una sedia e si avvicinasse ai fornelli.
Nell'attesa tra un mescolamento e un assaggio lo si è sfruttato per ballare le tarantelle o cantare a squarciagola, fino a che stremata non provavo a sfilarmi marsupio e bambino per riposarmi un pò dallo sfiancamento nanesco... ma chi ci riusciva? Al pensiero di scendere dal suo MyCarrier Vincy iniziava a sbraitare come un pazzo proprio perché, alla fine, il meccanismo del "fai tutto tu mentre io me la sciallo" lo aveva coinvolto al 100%.
Dal suo punto di vista il fatto di essere protagonista in tutto facendo si che lo sforzo maggiore lo facessero mamma e papà era un grande passo avanti.
Ha sempre visto e partecipato a tutto grazie alla tecnica del portare con l'unica differenza che invece di portarseli da solo, i quasi 14kg di figlio erano tutti sulle mie spalle nel vero senso della parola.

Inizialmente il fatto di essere in dolce attesa mi aveva lasciato un pò titubante ma nonostante sia a meno di una settimana dal quinto mese, usare il marsupio è stata fino ad oggi sempre una passeggiata e soprattutto molto meno stancante del chinarsi di continuo per sollevare quel ciccione di mio figlio.
Con le esperienze avute in passato con altri prodotti lontanamente simili, ammetto anche che la paura di poter soffrire di mal di schiena era davvero forte (perché si, esistono marsupi che ti aprono la spina dorsale a metà già dopo due minuti che li usi anche con bambini decisamente più leggeri del mio) ma non ne ho mai sofferto. E per mai intendo mai!
Questa è stata una cosa per me molto importante da trovare in un supporto per bambini, perché quando si sceglie un prodotto come questo oltre che salvaguardare la loro salute si deve salvaguardare anche la nostra.

Abbiamo quindi usato fino alla nausea e allo stremo il nostro Stokke MyCarrier front and back fino a quando dopo un paio di passeggiate veloci in quei rarissimi giorni di quasi guarigione, siamo riusciti a stare fuori un intera mattinata per scoprirne tutte le caratteristiche nel lungo utilizzo ma, soprattutto, l'effettiva comodità. Volete sapere com'è andata?
Vi lascio allora al video che vi farà vedere quanto sia stato semplice,e nonostante la panza e il peso di mio figlio, riuscire a gestire una passeggiata in giro per il nostro paesino con tutti i piccoli dettagli di una giornata tipo in compagnia di un bambino.


Un breve racconto di come può essere semplice portare i nostri figli e di quanto loro possano essere coinvolti comunque in ogni passo e in ogni situazione, avendo le mani libere e senza il bisogno di quel passeggino che a casa nostra adoriamo tanto (e che nonostante tutto non abbandoniamo).
Una mattinata diversa ma piena di bei momenti apprezzati sia da me che mio figlio.

Una giornata in “tre” senza passeggino – Stokke MyCarrier
Una giornata in “tre” senza passeggino – Stokke MyCarrier
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