È, fuor di discussione, uno di quei lungometraggi destinati a dividere: o lo si ama o lo si odia. Da queste parti, in ragione d'un indubbio favore per l'opera di partenza, si è riusciti ad apprezzarlo senza troppe riserve - pur con qualche fatica nel finale - soprattutto per il tocco notturno e avvolgente del regista (tra le sue opere, video di assoluto culto anni ’90 quali Karma Police, The Universal, Karmacoma, Street Spirit, Into My Arms e Rabbit in Your Headlights), ma non nascondiamo che il magnetismo animale della protagonista - la sempre valida Scarlett Johansson - ha fatto bene la sua parte permettendoci di venire rapiti con nonchalance dagli andirivieni predatori del suo personaggio, una misteriosa extraterrestre (che qui non ha nome, mentre nel libro si chiamava Isserley) la quale ben presto assurge a mero pretesto per raccontare il nostro mondo e l'umanità da un punto di vista «altro».
È, fuor di discussione, uno di quei lungometraggi destinati a dividere: o lo si ama o lo si odia. Da queste parti, in ragione d'un indubbio favore per l'opera di partenza, si è riusciti ad apprezzarlo senza troppe riserve - pur con qualche fatica nel finale - soprattutto per il tocco notturno e avvolgente del regista (tra le sue opere, video di assoluto culto anni ’90 quali Karma Police, The Universal, Karmacoma, Street Spirit, Into My Arms e Rabbit in Your Headlights), ma non nascondiamo che il magnetismo animale della protagonista - la sempre valida Scarlett Johansson - ha fatto bene la sua parte permettendoci di venire rapiti con nonchalance dagli andirivieni predatori del suo personaggio, una misteriosa extraterrestre (che qui non ha nome, mentre nel libro si chiamava Isserley) la quale ben presto assurge a mero pretesto per raccontare il nostro mondo e l'umanità da un punto di vista «altro».