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Una questione di sicurezza

Creato il 02 maggio 2018 da Propostalavoro @propostalavoro

Una questione di sicurezzaBy Michael Coghlan from Adelaide, Australia – Helmets on Hooks, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57085493 La scorsa domenica, 29 aprile, si è tenuta la Marcia Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro, manifestazione nata per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sui temi della salute e della sicurezza sul posto di lavoro.

Non è un tema di secondo conto, anzi: nel nostro Paese, purtroppo, sono in tanti i lavoratori che, con maggior frequenza, hanno a che fare con un lavoro poco sicuro. Troppi gli incidenti sul posto di lavoro, in Italia: non è, quindi, un caso che Lavoro poco sicuro sia proprio il titolo dell'indagine che, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha presentato il giorno precedente la maifestazione, tenutasi a Isola del Gran Sasso, ovvero il 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro, voluta dall'ILO.

L'indagine, che analizza un arco temporale che va dal 2012 al 2016, lascia pochi dubbi: nel 2016, infatti, ben 642 mila lavoratori (il 2,6% del totale) ha avuto un incidente sul posto di lavoro (l'84,7%) o nel tragitto casa-lavoro (15,3%) e di questi, purtroppo, oltre mille casi (1130, per la precisione) hanno avuto esiti mortali. A detenere il triste primato di zona a più alto tasso di rischio è la provincia di Avellino, con il 4,2% di infortuni con conseguenze gravi o mortali, ma è, in generale, tutto il Sud Italia a patire un tasso di infortuni più alto (1,5%), rispetto alle altre aree del Paese.

Nel 2017, poi, le cose non sono cambiate: secondo l'Inail, infatti, nel corso dell'anno passato, ci sono stati oltre 635 mila incidenti sul lavoro, con una leggera flessione dello 0,2%, rispetto al 2016; un piccolo calo funestato, però, da un aumento delle morti bianche, cresciute dell'1,1%.

Una situazione, insomma, sostanzialmente invariata, rispetto agli anni precedenti, segno che, in questo campo, si è fatto poco o nulla e la colpa è di tutti, secondo l'ANMIL, l'Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi dal lavoro: delle istituzioni, che non vigilano a sufficienza sul rispetto delle norme, prediligendo le formalità burocratiche ai controlli sostanziali; delle aziende, che investono sempre meno in sicurezza e formazione del proprio personale; dei lavoratori, spesso i primi a non prestare attenzione ai rischi.

E colpa dello stesso mondo del lavoro, un sistema sempre più parcellizzato e competitivo, dove l'unica cosa che conta è produrre, per tenere il passo nella gara della globalizzazione, per non perdere il posto di lavoro, per rispondere agli ordini via app: un sistema sempre meno a misura d'uomo, che considera secondaria la questione sicurezza.

Danilo


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