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UNA SOCIETA’ DI MORIBONDI, di GLG

Creato il 22 dicembre 2017 da Conflittiestrategie

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io gioco a fare l’ipocondriaco, mi diverte; non so perché, ma è così. Ritengo però ridicola (ma anche pericolosa) questa ossessione per i farmaci e per il sottoporsi a continua “prevenzione” con esami di tutti i generi. Li faccio quasi con lo stesso spirito con cui gioco al superenalotto (senza assiduità eccessiva). Non si sa mai e poi si prende una certa abitudine. Quanto ai vaccini sono pienamente d’accordo con Foa. Ricordo che tutti i miei amicucci bambini avevano preso il morbillo; nessuno di loro è morto (però un caso può certo capitare) e comunque i genitori non erano certo in preda alla preoccupazione, consideravano quella malattia un’assoluta normalità. E anzi si era convinti che fosse meglio prendere le malattie infantili da….. infanti (io ho avuto la varicella e gli orecchioni in età molto adulta con estrema noia; sarebbe stato meglio prenderli all’età “dovuta”).
Poi ci sono autentiche menzogne. Fin da ragazzino, ho sempre preso l’influenza quasi tutti gli anni. A un certo punto, una ventina d’anni fa, mi sono convinto (su consiglio medico) a vaccinarmi tutti gli anni; e tutto sommato, ho notato un miglioramento, cioè una diminuzione delle influenze prese (5-6 in vent’anni e solo un paio con febbre alta e forte malessere). Tuttavia, l’assunzione del vaccino ha quasi coinciso con la mia andata in pensione; per cui ho evitato il pendolarismo in treno con tutti i numerosi influenzati che vi circolano d’inverno. Lo stesso dicasi riguardo all’aula dei frequentanti i miei corsi pervasa da starnuti, soffiate di naso, ecc.; malgrado invitassi gli studenti a stare a casa quando avevano simili affezioni (per egoismo, ovviamente).
Tuttavia, ricordo benissimo che il medico mi consigliò il vaccino perché sarei diventato immune; non certo al 100% ma, secondo lui, con alta probabilità. Insomma, potevo frequentare gli “appestati” e avevo una buona possibilità di non diventarlo anch’io. Adesso, invece, sento sostenere che, se non si vaccina almeno il 90% (certi dicono il 95%) dei potenziali “appestati”, chi assolve questo compito ha poche possibilità di scampare al morbo. Mi dispiace, si sta dicendo una cosa del tutto diversa da ciò che mi aveva convinto a vaccinarmi. E’ per motivi solo economici? Questi medici sono al servizio della case farmaceutiche? Solo in parte, io credo. Il vero fatto è che ormai il medico attuale ha sempre meno a che vedere con la “professione” di Ippocrate. Vi è un’infinità di macchine e aggeggi vari. E si svolgono esami di tutti i generi. Credo siano anche utili e aiutino molto; tuttavia, forse si diffonde una certa pigrizia per quanto riguarda l’attenzione da prestare al rapporto tra il medico e i vari “singoli casi” legati alle diversità “essenziali” fra gli individui. Tutto è “serializzato” e ogni esperienza si somma alle altre in modo indifferenziato.
In fondo è come la “democrazia” elettorale. Una massa informe viene uniformemente trattata come depositaria della semplice capacità di tracciare una croce su un simbolo. La profonda convinzione, l’entusiasmo per certe scelte, l’indignazione verso chi si ritiene in malafede, la passione insomma che pervade ogni conflitto – sia pure tenuto entro i limiti di quella “corrente tra due poli” da cui nasce l’energia capace di imprimere movimento all’altrimenti inerte – sono annullati nella smorta scelta di chi sa chiacchierare meglio su cose rese (ad arte) poco comprensibili ai più. Una società ormai livellata, senza più alcun ideale, comandata da furbacchioni di una disonestà pressoché assoluta e solo concentrati sui propri interessi. Una società moribonda, che dovrebbe essere rivivificata da uno “scontro epocale”, di violenza inaudita, di cui però ancora non si percepisce alcun sintomo.
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