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“Una storia d’accoglienza impressa sui muri a Marchirolo”. Le parole del sindaco Busti

Creato il 18 luglio 2017 da Stivalepensante @StivalePensante

A seguito della notizia degli scorsi giorni, che annunciava la scelta del comune di Marchirolo di aderire alla richiesta del Prefetto di Varese Giorgio Zanzi, finalizzata all'accoglienza di una decina di migranti, mamme e figli provenienti prevalentemente dall'Africa subsahariana, arriva nella giornata di oggi, da parte della neo insediata amministrazione, guidata dal sindaco Dino Busti, una nota, pubblicata su Facebook e rivolta alla cittadinanza, che spiega le motivazioni che hanno condotto a questa scelta.

La nota è apparsa nel pomeriggio di oggi sulla pagina del gruppo "Marchirolo in Comune" e si presenta come un invito alla riflessione capace di riportare la memoria a quelle che sono state le origini di Marchirolo. Una comunità che da sempre ha visto i propri cittadini migrare verso paesi come la Svizzera, la Germania, l'Argentina, alla ricerca di una migliore opportunità di vita ma che, al contempo, si è mostrata capace di accogliere chiunque abbia scelto di cercare proprio tra le sue strade, piazze e case, un futuro migliore per sé e per i propri figli.

Ecco le parole del sindaco Dino Busti.

" A scuola fin da piccoli studiamo Storia. Non lo facciamo tanto per sapere che l'Impero Romano d'Occidente è caduto nel 476 d.C. o che l'America è stata scoperta nel 1492. Impariamo il passato perché può esserci utile per il presente e per il futuro: per non ripetere gli stessi errori - spiega il neo eletto sindaco Dino Busti - . La Storia di Marchirolo è scritta sui suoi muri. Parla di Marchirolesi che, per cercare un futuro migliore per sé e per i propri figli, hanno lasciato la loro casa e sono andati ad abitare in Svizzera, in Germania o in Argentina. Parla di immigrati che invece hanno visto in Marchirolo una possibilità di benessere e delle opportunità che in Calabria, in Sardegna, in Puglia, in Abruzzo, in Sicilia o altrove non avrebbero avuto. Persone che comunque lasciavano le proprie case e i propri affetti: distacchi dolorosi e necessari.

Persone per bene per la grandissima maggioranza che hanno contribuito per la loro parte a migliorare il posto in cui sono andati ad abitare. Ma anche qualche farabutto che ha complicato la vita alle persone oneste che volevano solo lavorare e integrarsi nella nuova realtà. E parla anche di cittadini intelligenti che hanno saputo distinguere gli uni dagli altri e che hanno capito che le persone vanno valutate come singole e non come gruppo indistinto. Lo sappiamo bene noi Italiani quando andiamo all'estero quanto spesso veniamo trattati da potenziali mafiosi, senza che ne diamo il minimo motivo. E quanto questo faccia male.

La vicenda di questi giorni delle 5 mamme e dei 5 figli di casa Margherita - conclude Busti - è vecchia quanto Marchirolo. Persone che sono scappate da persecuzioni o dalla povertà. Persone che chiedono solo di avere la possibilità di essere accolte della nostra comunità, contribuendo, quando potranno, con il loro lavoro. Con diritti e doveri, come gli altri. Perché i Marchirolesi l'hanno sempre saputo (e l'hanno scritto sui muri): essere nati in un posto particolare è stata solo questione di fortuna. E dividere un pezzettino di questa nostra fortuna con chi non l'ha avuta fa bene sia a noi che a loro. Facciamo semplicemente quello che Marchirolo ha sempre fatto e di cui bisogna andare molto fieri ".

(Foto © ilvaresotto.it)


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