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Una torta di compleanno in pasta di zucchero e sotto l’albero di Natale la ricetta semplice della crema al latte.

Da Idabricioleincucina

pettirossocake

Un’amica mi ha chiesto una torta per il primo compleanno del primogenito: “Ida, sai, di quelle torte moderne con i pupazzetti, ma la vorrei semplice, natalizia e un po’ diversa dal solito”. La mia traduzione mentale simultanea, la voce sintetica femminile di google translate che è in ognuno di noi, mi ha suggerito: copertura in pasta di zucchero, minimalista e niente supereroi della Marvel. Anche se Batman con la barba bianca sarebbe stato molto carino secondo me. La riserverò a qualche altra amica dagli sfrenati riti pagani. Un ricordo per un attimo ha attivato il mio lato tenero, tutto sorrisi e occhietti da cerbiatta: la storia del pettirosso che qualcuno, forse mia madre, mi raccontava in questo periodo quando un anno, vista l’ora, stava per finire e un nuovo anno stava per cominciare e in mezzo capitava pure Natale. In quell’epoca in cui nevicava seriamente nella mia regione e c’era la possibilità di scorgere tra i rami merlettati di bianco una macchia rossa con un uccellino intorno: l’ Erithacus rubecula.

Pettirosso cake - torta in pasta di zucchero

 Il solitario, agguerrito e spavaldo passerotto mi chiedo se sia consapevole della sua fama dovuta ad una semplice macchia rossa. Nemmeno il pappagallo più colorato ha ispirato  nei secoli tanti miti e leggende. Oltre alla leggenda più famosa che lo vede legato alla corona di spine di Gesù sulla croce, facendolo diventare simbolo di generosità, e a vari altri miti più pagani che lo legano al concetto di anno nuovo, quindi lo caricano del significato della rinascita, ho scoperto che ha a che fare anche con l’usanza dell’albero di Natale. L’avete fatto? Io ancora no. Qui al Sud lo guardiamo ancora un po’ diffidenti, affezionati al caro presepe. Invece no. Abituiamoci all’idea che è un simbolo sacro anch’esso. Un abete rosso che punta verso il cielo, addobbato di palline che ricordano le mele del peccato originale e illuminato a dovere per rischiarare le lunghe notti a cavallo del solstizio. Giovanni Paolo II fu il primo a farlo nella piazza cristiana più rinomata. Non dimentichiamolo qui giù. Spesso in passato invece dell’abete si usava addobbare le case solo con l’agrifoglio, simbolo dell’anno nuovo e la leggenda vuole che tra i suoi rami spinosi un piccolo pettirosso lottava contro lo scricciolo della quercia, simbolo dell’anno calante. Storie celtiche, indoeuropee, discese poi in tutta Europa, o quasi, sono legate all’albero di Natale. E io che pensavo ad un’ origine americana! Ultima curiosità, in Italia l’albero è arrivato grazie alla regina Margherita nella seconda metà dell’ Ottocento.

pettirosso cake- torta in pasta di zucchero

Sì, ma che gusto ha questa torta? Un “semplicissimo” e morbidissimo pan di Spagna al cacao, la mia base preferita, ripieno di crema al latte addolcita con del miele per venire incontro ai gusti del festeggiato. Trovo che la crema al latte sia un tipo di farcitura molto versatile. Una base perfetta, tra l’altro per creme di vari gusti. Basta scioglierci del cioccolato per avere una crema golosissima. Una ricetta molto semplice: per ottenerla, sciolgo 20 g di amido di mais e 50 g di zucchero semolato in 200 ml di latte intero (aromatizzo magari con della vaniglia, o con del miele), mescolo con cura per evitare la formazione di grumi e pongo su fuoco medio fino a addensamento, sempre mescolando. Faccio raffreddare in frigo e poi delicatamente aggiungo circa 200 ml di panna fresca montata non zuccherata. Dico circa perché dipende un po’ dalla consistenza che voglio ottenere. Questa dose va bene per farcire uno strato di una torta da 24 cm di diametro oppure due strati di una torta da 15 cm di diametro come questa per 6-8 persone.

Il pan di spagna così farcito è stato poi stuccato con della crema al burro meringata e, una volta solidificata quest’ultima, ricoperto di pasta di zucchero e amore.

Pettirosso cake - torta in pasta di zucchero

Buon compleanno al festeggiato nato in uno dei periodi più intensi dell’anno, carico di emozioni contrastanti e di tradizioni da scoprire, riscoprire, raccontare e, perché no, da inventare. Come madre mi auguro di riuscire a trasmettere la magia del Natale ai miei figli e come donna di meritarmene un po’.

A presto.


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