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Una vita di valore

Creato il 07 ottobre 2019 da Cultura Salentina

Discutere sul tema-ossimoro " Dialogo salentino a una voce per una vita di valore" equivale a confabulare con se stessi direi quasi su qualcosa pleonastico; infatti, è implicito che, per un essere umano, una vita non è vita se non è di valore e un valore non è un valore se non è funzionale o visto in relazione alla vita. In realtà, esistono, in particolare in microbiologia, anche forme di vita molto semplici e poco organizzate, ma nessuna di esse è priva di valore; nello stesso tempo, esistono valori - per definizione assoluti, eterni, senza età -, ma che in realtà sono tali solo perché sono in stretta relazione con una o più forme di vita (es. i raggi solari rappresentano un valore assoluto, essenziale per la vita delle piante e, per estensione, di tutti gli esseri viventi, perché assicurano la sintesi clorofilliana).

Ma cos'è, in definitiva, la vita? E cos'è, il valore?

Per rispondere in modo corretto, mi sono avvalso del prestigioso Vocabolario Treccani, nella sua versione online. In sede di premessa, occorre sottolineare che la definizione dei due concetti varia in base al punto di osservazione, cioè alla specificità della disciplina del sapere che li prende in esame.

* La vita

Il Vocabolario Treccani afferma che la vita è, in senso lato, la proprietà o la condizione specifica che definisce la natura stessa di alcuni sistemi (i sistemi viventi), caratterizzati da un modello di organizzazione complessa. Il concetto, però, si modifica notevolmente in relazione alla disciplina che lo prende in esame (la scienza, la filosofia, la fede, ecc.).

* Il valore

La più semplice definizione di valore è la capacità di un bene di soddisfare un bisogno, ma anche il pregio che un'opera, specialmente d'arte o dell'ingegno, ha indipendentemente dal prezzo che gli è stato attribuito. Anche questo concetto, però, si modifica in relazione alla disciplina che lo prende in esame; a titolo d'esempio, approfondisco il punto di vista del concetto valore da parte dei cultori di sanità pubblica. In campo sociale, il valore è la capacità di soddisfare i bisogni primari dei destinatari delle scelte dei decision maker, come nel caso della salute della popolazione; in questo senso, a tutti coloro che fossero interessati a conoscere a fondo le dinamiche delle politiche sanitarie e sociali e i rudimenti del management sanitario e socio-sanitario, consiglio la lettura di un autentico caposaldo di due autentici guru della sanità pubblica, Walter Ricciardi e Muir Gray. Il titolo della piccola, ma fondamentale pubblicazione è " Per una sanità di valore" e mi fermo qui.

* Per una vita di valore o per il valore della vita?

Abbiamo già visto, nella nostra confabulazione, che la definizione dei concetti di vita e di valore rispondono a un criterio di relatività, perché essi tendono a modificarsi, anche profondamente, in base al mutare del punto di osservazione; perciò, coloro che si ostinano dogmaticamente a proporre una definizione assoluta, in termini di statica immanenza parmenidea, e tale da restare valida nel tempo e nello spazio, urbi et orbi, sono destinati a compiere quello che in geografia astronomica è definito " errore di parallasse ".

Partendo da tali premesse, per parlare di vita e di valore - e per una vita di valore piuttosto che per il valore della vita (che di per sé è un valore assoluto) -, ho pensato, di utilizzare lo strumento, spesso perverso, dei social in modo virtuoso, trasformando il mio monologo in un dialogo a più voci con l'ascolto di più pareri e, per far ciò, sono andato a cogliere gli spunti che ho ritenuto più interessanti per la definizione dei due concetti.

Ecco, di seguito, le riflessioni più interessanti raccolte su Facebook tra i post di amici e conoscenti, che per doveroso rispetto di privacy riporto anonimi.

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di apprezzare ogni forma di vita, non solo quella della specie umana, ma pure di tutti gli esseri viventi, a partire da quella degli animali che vivono organizzati in comunità "solidali", fino agli insetti e non mi riferisco solo alle preziose api o alle laboriose formiche, ma anche a quelli più molesti, come la mosca e persino la zanzara.

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di apprezzare e tutelare anche gli elementi inanimati, ma assolutamente essenziali per la vita, prima fra tutti l'acqua, in tutte le sue forme, come la rugiada, come la pioggia, come la neve e persino come la grandine.

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di apprezzare tutti i doni della natura, dalla frutta ai prodotti alimentari dell'agricoltura (e qui si alza un grido di dolore per i poveri ulivi salentini vittime della xylella o di chissà quale altro arcano sortilegio, attentato, complotto o macchinazione); è pure la capacità di amare il mondo vegetale, dagli alberi ad alto fusto ai cespugli della macchia mediterranea, compresi i rovi spinosi posti ai lati delle stradine sterrate di campagna, senza dimenticare la stupefacente fantasmagoria dei colori e il soave profumo dei fiori e il "romantico" fruscio dell'erba sotto l'azione ondulatoria del vento.

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di apprezzare e conoscere i principi elementari della fisica e della chimica, le meraviglie degli elementi e del regno minerale, lo splendore dell'assemblea sfavillante delle stelle, la maestosità del buio infinito, tempestato da miliardi di microscopiche galassie; ma pure la storia, la matematica, la filosofia e tutto lo scibile umano.

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di apprezzare la gioia di una cenetta in famiglia o tra amici, il sapore intenso e aspro di un negramaro o di un corposo primitivo di Manduria finché dura il pasto (purché duri poco, però, altrimenti si corre il rischio di abusarne e sono guai); ma è pure capacità di rispondere con un sorriso spontaneo a un sorriso involontario (che poi in realtà del tutto involontario non lo è mai), di apprezzare l'orgogliosa stanchezza di chi ha dato tutto se stesso e non si è risparmiato neppure per un istante, di stupirsi e di emozionarsi osservando la tenerezza di due anziani che si amano ancora, tenendosi per mano sulla panchina del parco.

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di apprezzare quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco o niente e che domani acquisterà valore; ma anche di non disprezzare e stimare ciò che non vale oggi e che magari non varrà, a nostro avviso, neppure domani, perché fa parte, comunque, del creato.

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di riuscire a metabolizzare la sofferenza di tutte le ferite, non solo di quelle dell'animo, ma anche di quelle fisiche profonde, croniche e torpide, che sono molto difficili da curare, perché esse ci temprano lo spirito e ci aiutano a saper guardare dentro e a non fermarci all'apparenza.

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di risparmiare acqua, di liberarci dalla schiavitù della plastica e dei materiali non riutilizzabili, di risuolare un paio di scarpe, di rammendare un paio di pantaloni o una camicia; ma è anche la capacità di tacere per tempo, di accorrere a un grido d'aiuto, di chiedere permesso prima di sedersi, di non sbandierare, come dice un proverbio salentino ( fane bene e scordate) gli atti di altruismo, e di provare gratitudine verso il prossimo senza ricordare per quale motivo (o, forse, per il solo loro far parte della società).

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di capire, nel chiuso di una stanza, nel mezzo di una strada o in un luogo sconosciuto, dove sono i punti cardinali, o qual è il nome del vento che ti sta rinfrescando le membra e lo spirito (sapere quello che ti fa sudare sarebbe molto più facile, infatti).

* Valore della vita (e vita di valore) è la capacità di capire fino in fondo le vere motivazioni del viaggio senza sosta e senza meta apparente del vagabondo (meglio, del pellegrino per scelta - e in tal senso ricordo il lungo cammino di Santiago compiuto dal mio amico Gianfranco e documentato dalle sue straordinarie testimonianze fotografiche); non solo, è la capacità di capire il significato profondo del sereno scorrere del tempo della monaca in clausura (anche lei per scelta volontaria, lassù, nella serena e silente solitudine del chiostro del Monastero delle Clarisse del Colle del Martiri - o della Minerva - di Otranto), ma pure il dolore sordo e la rassegnata pazienza del condannato (non per scelta volontaria, ma per sua diretta responsabilità), qualunque sia stata la sua colpa.

* Ma i veri, autentici valori della vita (e i caratteri di una vita di valore per antonomasia) sono la capacità di saper sperimentare la magia dell'amore (e di saper usare solo in modo appropriato il verbo amare), nonché di professare una fede religiosa tutt'altro che cieca, ma intima, profonda e rasserenante per l'ipotesi/certezza dell'esistenza di un'entità superiore, del Creatore. Ed è su questi due punti (Amore e Dio) che credo sia necessario un approfondimento.

* L'essenza dell'amore

In premessa, è necessario fare un distinguo tra innamoramento e amore: quando sentiamo sussultare il cuore dentro di noi, dobbiamo chiederci se quel fenomeno sia un sintomo specifico dell'amore o dell'innamoramento; infatti, spesso non riusciamo a capire di che cosa si tratti, poiché amore e innamoramento sono due entità molto differenti tra loro; perciò, colto da uno dei miei soliti, irrefrenabili e tipicamente "cambogiani" raptus poetici (sic!), ho ritenuto suggestivo specificare queste differenze in versi:

Innamoramento e amore
L'innamoramento è come la poesia,Istanti luminosi di magia,Intensi come folgori.È bagliore che acceca,Suono che stordisce,Follia che inebria,Fuoco che infiamma... L'amore è ben diversa cosa:È quotidiana e rilassante prosa,Aria che si respira,Acqua che ti disseta.È vita che pulsa dentro,Serenità che avvolge,Protegge e accudisce.È il sogno d'un gabbiano che garrisceNel suo bizzarro, arabescato voloSullo sfondo d'un arcobaleno arcanoChe ti sorprende, prendendoti per mano,Sopra i monti severi d'Albania.È dolce, assai tardiva primavera,A lungo attesa, che s'adagiaSugli stanchi gozzi verdastriDel porticciolo di San Vito...

Amore o innamoramento? Di quale valore si è trattato, per quella irresistibile pulsione che a volte si sviluppa verso qualcuno o qualcuna e tende a durare in eterno? La risposta non è facile e comporta una profonda analisi della situazione: se dall'esame viene fuori che la causa intime della pulsione è scaturita solo dall'osservazione estatica della perfezione dei lineamenti del viso, di un portamento signorile, o dall'evidenza di una classe innata, si è trattato di innamoramento. L'amore è ben diversa cosa e lo si percepisce soprattutto nei casi dei sogni irrealizzabili, perché solo i sogni irrealizzabili durano in eterno.

* L'esistenza di Dio

Milioni di filosofi e di scienziati, compresi i matematici, gli informatici e i più grandi ricercatori di fisica quantistica si sono arrovellati a cercare le prove dell'esistenza (o dell'inesistenza) di Dio. Nessuno di costoro, però, agnostico o credente che fosse, è riuscito nell'impresa. In realtà chi, come me, crede, decide in genere di orientarsi verso l'ipotesi più favorevole; al contrario, chi sceglie l'opzione opposta, nella maggior parte dei casi lo fa solo per evitare di essere considerato un credulone visionario, un sempliciotto o un imbecille. Io non temo di essere considerato un imbecille (e, in fondo, come si usa dire a Roma, " non me ne pò frega' de meno"), perché mi sento forte della mia fede, peraltro confortato da alcuni inspiegabili segni che ho avuto modo di sperimentare personalmente e che sono profondamente suggestivi o evocativi dell'esistenza di un qualcosa (o di un "Qualcuno") di insolito, di inusuale, di soprannaturale; non mi fermo qui a enunciarli singolarmente, anche perché, per utilizzare un esempio estremamente significativo, mi basta parlare dei tanti casi in cui, un meraviglioso angelo che Dio ha mandato sulla terra, è riuscito a risollevare al fango della palude tanti uomini (o donne) che si sentivano ormai persi, inzaccherati di fango fino al collo. Un giorno, un amico mi descrisse quella che era stata, per lui, la percezione di un angelo: " Quella sera, mentre tornavo a casa, estasiato dopo averla osservata pensare concentrata sul pezzo da muovere sulla scacchiera - e fu la regina, che pose termine alla contesa, dichiarandomi scacco matto -, sentii come un alito di vento intorno a me: era il battito delle sue poderose ali, quelle di un angelo invisibile e inarrivabile, che però da quel giorno ho sentito sempre intorno a me e dentro di me. Caro amico mio, tu mi hai detto che molti di questi valori non li hai ancora conosciuti: li conoscerai al momento giusto e sarà una sensazione davvero unica, credimi! Io ti dico, infatti, che i veri valori della vita ho imparato a conoscerli solo da quando ho conosciuto lei. E sai quel è, in fondo, il valore della vita in assoluto più prezioso, almeno per quanto mi riguarda? Semplice: la certezza di aver saputo che la donna che avevo sempre sognato esiste anche nella realtà! E questa certezza ha reso la mia vita davvero di valore. Concludo questo messaggio, amico mio, facendoti sapere come andò a finire. La seguii per la strada e feci finta di incontrarla per caso. La invitai a prendere un caffé e dopo alcuni giorni riuscii persino a dirle due parole, tanto semplici, quanto pesanti come un macigno: ʹTi amo!ʹ. E sappi che quelle due parole riuscii a dirgliele senza problemi solo perché anch'io, come hai detto tu, considero valore, un valore sommo e di importanza capitale, l'uso (solo se appropriato) del verbo amare. E sono assolutamente certo che, nei suoi confronti, appropriato lo è per davvero e durerà per sempre!".


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