Una vita sospesa

Creato il 08 marzo 2011 da Kata
Come passano i mesi, è sempre più forte in me la sensazione di avere una vita sospesa. La vita privata, intendiamoci. Ho fatto qualche amicizia in Svezia, ma sono ancora troppo attaccata ai legami che avevo già. Con l'aiuto di internet questo oggi è possibile. I miei rapporti umani si sono trasformati in rapporti virtuali. E io  mi ci sento legata ostinatamente. Forse perché la durata della mia permanenza in Svezia è incerta, forse perché a trent'anni è un po' più difficile ricrearti una vita in un paese straniero che a venti. Forse perché ho conosciuto delle persone preziosissime lungo la mia strada che sono difficili da dimenticare.
Le mie amicizie a Örebro, tre ragazze molto simpatiche, non sono svedesi (cioè in realtà una di loro è metà svedese e metà italiana...), sebbene in Dipartimento fossi circondata da svedesi solamente (a parte il mio collega italo-svedese bilingue e una collega finlandese che parla benissimo lo svedese). A casa spesso mi chiedono come sono gli svedesi, se sono freddi come lo stereotipo vorrebbe. E io rispondo sempre che no, non lo sono affatto. Anzi, sono persone molto amichevoli, aperte e spesso anche spiritose. Sono io che risulto un po' asociale... In Italia avevo proprio scoperto il mio lato socievole, e adesso in Svezia mi devo rivelare asociale? Da tempo che sto riflettendo su questa cosa. Credo che la ragione stia in diverse circostanze. Prima di tutto la lingua. I colleghi svedesi giustamente chiacchierano in svedese, cosa che potrebbe anche tornarmi utile per praticare la lingua, ma in realtà mi unisco poche volte a loro (a volte per pranzo, raramente per la pausa caffè). Per il pranzo è anche una questione di orari. Faccio ancora fatica a farmi venire fame a mezzogiorno. Ma ognitanto mi sforzo. Per le pause caffè (le famose fika in svedese) invece è più una questione di tempo e voglia. E' brutto dirlo, ma mi sembra un po' una perdita di tempo. Il lavoro da fare non manca mai e poi riduce il tempo che posso dedicare invece ai miei rapporti virtuali (Gabriele, famiglia, amici) e ad altri interessi. E poi in quei momenti di pausa cercare di decifrare le chiacchere dei colleghi in questa nuova lingua non è affatto riposante, ma è un impegno mentale.
Un'altra circostanza da non trascurare, anzi, fondamentale è che sono in attesa di Gabriele che si trasferirà in Svezia nel giro di qualche mese. Credo che poi insieme sarà tutta un'altra vita. Sarà una vita vera di nuovo. Risparmierò anche tutto quel tempo che adesso passo su Skype a parlare con lui, e lo potrò dedicare ad altro, tra cui a nuove amicizie che potremo costruire insieme. La durata della mia permanenza in Svezia dipende in gran parte da lui. Deve trovare un nuovo lavoro, e dobbiamo sentirci a nostro agio qui. Credo che la Svezia abbia tutte le carte per offrire una vita serena e felice a due giovani, anche se la lontananza dai cari sarà sempre una mancanza nella nostra vita, ma in parte rimediabile grazie ai voli low-cost e ai numerosi mezzi di comunicazione.
Insomma, sono in Svezia già da sei mesi, ma sono sempre in attesa che ricominci la vita nuova...

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