Naturalmente questa riforma, che arriva dopo quella della scuola, ha creato scalpore e rettori, studenti e sindacati sono scesi in piazza per protestare. L’intento probabilmente era quello di premiare il merito del candidato in maniera equa ma la riforma tutto è tranne che equa. Questa “Buona Università” premia solo alcune facoltà, aggrava la disparità tra Nord e Sud visto che la classifica della università al top non contiene neppure un ateneo al di sotto di Roma e naturalmente crea disuguaglianza tra gli studenti. Inoltre è bene chiarire che non tutti hanno la possibilità di studiare fuori casa, sostenere studi e casa a km di distanza e quindi automaticamente tutti i ragazzi che non possono andare al Nord sarebbero eliminati dai concorsi pubblici, cosa a dir poco scandalosa.
La conseguenza di questo decreto sarà che sempre meno gente si iscriverà agli atenei e il divario geografico diventerà in breve un divario sociale. Ma per chiarirci meglio le idee sulle università di serie A e serie B, analizziamo velocemente la classifica degli atenei considerati al top, al primo posto Padova, Trento, Milano, Verona, Bologna, Bolzano, Pisa e Torino, e siamo solo all’ottavo posto, la classifica continua così fino al ventesimo posto che vede Roma Luiss, unica facoltà più a Sud.