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Uno scapolo e un bebè

Creato il 02 aprile 2016 da Margheritadolcevita @MargheritaDolcevita

Non so se vi capita mai questa cosa: avere dei pensieri, delle teorie, dei percorsi mentali che nella vostra testa hanno perfettamente senso (e sottolineo il perfettamente), ma che poi quando li palesate a voce alta o per iscritto diventano istantaneamente delle scemenze illogiche e da tso. Sì, si potrebbe dire che questa è la storia del mio blog, infatti a me capita spessissimo. Ecco dunque il pensiero di stamattina.

Sono andata in biblioteca dal bibliotecario bello. Ma che dico bello, bellissimo. Il bibliotecario bellissimo non è solo bellissimo ma è anche gentile, educato, filosofo, poeta, scrittore, fa mille attività coi bambini, organizza gruppi di lettura, cordiale, ha un bellissimo sorriso e dei bellissimi modi, si avvicina all’essere umano perfetto. Quello da salvare sull’arca per un eventuale ripopolamento in caso di un nuovo diluvio universale. Io sull’arca non ci salirò per ovvi motivi e ci sarà questo saluto straziante al molo di Cervia che non vi dico.

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Io non avrò mai figli. Non voglio averne, non ho mai voluto averne, nonostante sia ancora relativamente giovane per averne e quindi per pensarci so, dentro di me, che non ne avrò mai. Per tanti motivi ma non è questo il punto. Non ho nemmeno il cosiddetto istinto materno, non mi sciolgo quando vedo un neonato in fasce, non mi verrebbe mai in mente di toccare la pancia di una donna incinta, non prenderei mai in braccio un bambino, non so mai cosa dire quando vedo un bambino piccolo di una persona che conosco, non potrei mai e poi mai fare la babysitter o la maestra, non capisco perché per gli altri è così importante sapere il peso alla nascita, e insomma non capisco tante cose e proprio non è un mondo che fa per me. Di buono c’è che non ci devo pensare molto, chi volete che possa anche solo provare a mettere incinta Jabba the Hutt? Appunto.

C’è una cosa che però fa vacillare equilibrio ed ormoni. Ed è quando vedo un uomo molto bello che gioca, scherza o che semplicemente tiene in braccio un bambino molto piccolo. Un uomo molto bello che “fa il papà” nel senso più estetico ed esteriore del termine. Stamattina in biblioteca c’era una mamma (non avete idea di come lo guardino il bibliotecario, le mamme, non avete idea, in confronto io non sono infoiata) con un bambinetto piccino che gironzolava e il bibliotecario bellissimo si è messo lì a giocare con lui, inchinandosi per essere alla sua altezza. Io lo guardavo come guardo il kebab che gira sullo spiedo. E’ come avere dentro di me un vecchio luna park dismesso e improvvisamente qualcuno ha acceso l’interruttore ed è ripartito tutto, otto volante, calcinculo, macchine che tirano lo zucchero, quei cosi dove devi prendere a pugni un coso e ti dice quanto sei forte compresi. Deve essere una cosa atavica, un istinto indipendente dalla volontà. Si smuove qualcosa e dio solo sa cosa (no, non è quello che pensate voi). Per cui in quel momento io avrei voluto rapire il bibliotecario e anche il bambino e portarli via. Dopo sarei rinsavita, naturalmente, avrei scaricato il bambino da qualche parte e mi sarei tenuta il bibliotecario, che ok l’istinto materno e paterno, ok la cosa atavica, ma alla fine è il bibliotecario che voglio, mica il bimbetto rompicazzo. Però in quel momento lì, per farvi capire la potenza della cosa, avrei rapito pure il bambino. Accidenti. E’ molto grave. Significa che dovrò andare in biblioteca molto più spesso per approfondire questo recondito aspetto della mia personalità. Scherzo. Il bibliotecario bellissimo va preso a piccole dosi, onde evitare di fare figure imbarazzanti con tanto di balbettio (io io io!) e risposte monosillabiche (presente!).

Ps. a Sandi il bibliotecario bellissimo non piace per niente. Intanto dice che non è affatto bellissimo e poi che ha il barbone e che quindi sembra babbo natale e stranamente questa cosa lo fa molto ridere. A me no. Però devo fare finta che abbia ragione, Sandi ha un ego smisurato che va nutrito costantemente. Per fortuna non legge il blog e non sa che in realtà non penso che lui sia più bello del bibliotecario bellissimo.



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