Magazine Cinema

"Unsane" di Steven Soderbergh

Creato il 20 luglio 2018 da Stories2358

Un film di Steven Soderbergh con Claire Foy, Joshua Leonard, Jay Pharoah, Juno Temple

Genere: horror, psicologico

Ambientazione: Stati Uniti

Un lavoro in un anonimo ufficio di un'anonima città può essere il punto da cui ripartire rimanendo lontani da tutto e da tutti. Questa è l'idea di Sawyer ( Claire Foy), vittima di stalking, che, tuttavia, non riesce a sfuggire dai fantasmi dei suoi ricordi e delle sue paure. Ogni specchio, ogni volto e ogni momento della sua giornata le ricorda costantemente le sensazioni vissute in passato. Quando nemmeno la soluzione più drastica sembra aiutarla, la ragazza decide di rivolgersi ad un esperto. L'incontro, però, la porterà ad essere soggetta ad un trattamento presso una clinica psichiatrica specializzata. In un luogo dove realtà e follia si fondono e confondono, le peggiori angosce aleggiano liberamente tra i corridoi...

L'etichetta di questo esperimento cinematografico targato Soderbergh è quella di un film horror, la messa in scena, però, si aggira più dalle parti di un thriller con forti venature psicologiche. Unsane non può vantare alcuna struttura narrativa particolarmente ma può saldamente contare su un'assoluta protagonista e una scelta prospettica insolita. La particolarità di questo film è proprio quella di essere stato filmato interamente con un iPhone 7 Plus. Sì, quello che la maggior parte degli utenti utilizza convulsamente per giocare a Candy Crush o per aggiornare la home di Instagram. Poteva essere una semplice trovata pubblicitaria e invece si è rivelata essere anche un valore aggiunto...

L'occhio della modesta telecamera del gioiellino di casa Apple ricrea l'atmosfera claustrofobica che ben si addice alla storia narrata. La vera trovata risiede in quelle inquadrature così ravvicinate e tremendamente inquietanti che tanto spaventano quando, usando il proprio smartphone, si attiva involontariamente la fotocamera frontale. Ecco, così si percepisce quella strana e indescrivibile sensazione di fastidio, quasi nausea. Qui è voluta, certo, ma spesso viene fin troppo calcata la mano su questo aspetto.

Il fulcro della storia è la difficoltà nel percepire la realtà distinguendo le paure più radicate da ciò che è vero. L'aspetto più complesso ma autentico, più di inutili moralismi o riflessioni un po' frettoloso sullo stalking e sulle condizioni dei pazienti di questi centri, è la messa in scena di quella profonda incomprensione, quella difficoltà di comunicazione. Claire Foy, ritirati i panni regali della regina Elisabetta II, regala un'interpretazione al limite molto buona che regge da sola l'intera durata del film, oscurando completamente comprimari piuttosto spenti. L'attrice inglese non si risparmia e, mettendosi in gioco a 360 gradi, conferma di essere un talento non solo sul piccolo schermo ma anche su quello grande.

Un esperimento riuscito che, però, non si può considerare davvero indimenticabile.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazines