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Creato il 09 marzo 2013 da Einzige

Qualcuno dei colleghi slash amici di blogosfera l'aveva detto, e predetto, e difatti è avvenuto.
La commedia non è finita, m'avevano detto.
Al massimo, è in pausa intervallo ricreazione, quando passa la maschera dopo che hanno acceso la luce e tu ti guardi attorno come dopo un sogno lungo e ispiratissimo.
Esattamente così. Non c'è dubbio, avevano ragione.
Certo, c'è da dire che prima di riaffacciare la testa ho cambiato un po' tutto.
A partire dal titolo, talmente distante da quello precedente che ho sentito di doverlo mettere nero su bianco, il perché.
Avevo pensato di aver finito le cartucce quando, proprio quando meno te l'aspetti, càpita che arriva uno qualunque, uno che non conosci e non hai mai visto, che ti dà una pacca sulla spalla e ti pubblica in un libro tutte quelle boiate che scrivi da quando hai 7 anni. Viene così alla luce Io sto bene.
Questo non cambia nulla, ché sono sempre io. Cambia soltanto l'esteriore, quel che si vede e si può commentare e si può leggere.
I contenuti non cambiano, perché (e i colleghi di blog lo sanno), di cinema non mi riesce proprio di smettere di parlarne. Avrò pure perso metri cubi di intelligenza, ettolitri di sangue sfidando il risiko della vita, quella vera senza trucchi, che è anche più bella, ma il non-talento m'è rimasto.
Solo che si diversifica, ed ora si diventa anche un blog letterario.
Ci saranno squarci di scritture illegibili e pronunciate male, perché è questa l'unica cosa che so fare: scrivere scrivere scrivere. Scrivere male.
In più, non rinuncerò ai miei soliloqui a.k.a. pipponi sullo stato sociale politico economico di questo treno farcito di immondizia e ammantato di glamour che è la Civiltà.
Perciò chiedo perdono in anticipo se vi annoierò, ma non vivo in un paradiso fiscale e non posso né voglio scappare.
Ovviamente questo upgrade è per bearci tutti noi della sfrontatezza come concetto, e continuare a discutere e parlare e ballare attorno alle parole. La cosa che ci riesce meglio, e per la quale siamo tutti indispensabili.
Non è un caso, se la cosa che mi piace di più fare è scendere e fare colazione giù al baretto e sentire che cazzo si dicono bocche e orecchie giù, nella strada, tenere il polso delle cose e vedere quanto pericolo corre lungo i binari.
Grazie a tutti, se ci siete ancora.
Grazie ai nuovi e ai vecchi, e alla tivù che ci annoia tutti e ci fa stare sull'internet.

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