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Urge Misericordia/Al Consolata Mission Centre di Bunju (Tanzania) si dibatte sul tema in vista del Giubileo e delle prossime elezioni politiche del Paese africano

Creato il 29 settembre 2015 da Marianna06

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L’architrave che sorregge la vita della Chiesa universale è la misericordia.

Tutto nella sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto da tenerezza misericordiosa.

E nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può esserne privo.

La credibilità della Chiesa passa esclusivamente attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole.

Queste le parole di Papa Francesco nel documento pontificio “Misericordiae vultus”, redatto per l’apertura del Giubileo della Misericordia ( 2015-2016), che avverrà l’8 dicembre prossimo.

Ma la pratica della misericordia non riguarda solo l ‘operato Chiesa quanto e soprattutto la quotidianità di ciascuno di noi.

Il mondo tutto, infatti, di questi tempi, ha davvero un grande bisogno di misericordia.

E’ triste- si legge sempre nello stesso documento -il dover constatare come l’esperienza del perdono(il perdono scaturisce da un atteggiamento misericordioso nei confronti dell’altro) nella nostra cultura, oggi giorno, si faccia sempre più diradata.

Perfino la parola stessa “perdono” in alcuni momenti pare addirittura essere scomparsa dal linguaggio corrente.

Senza la testimonianza della capacità di perdono, la vita di tutti e di ciascuno è solo una vita infeconda e sterile - dice il Papa - come se la persona vivesse in un deserto desolato.

È giunto per la Chiesa (e non solo per essa)- ci esorta Francesco - il tempo dell’annuncio gioioso del perdono.

È il tempo del ritorno all’essenziale per farci carico delle debolezze e delle molteplici difficoltà di tanti altri nostri fratelli.

E non è impossibile.

Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza.

Di questo  bisogna che ci facciamo testimoni.

Misericordia è capacità di rendere il nostro cuore piccolo, semplice, accogliente.

Come può esserlo quello di un bambino, per poter combattere senza timore le sofferenze e  le ingiustizie nel vicino e nel lontano.

Quelle prodotte dalla cultura dello scarto, che milioni di persone nel mondo subiscono, loro malgrado, senza poter opporre difesa alcuna.

L’Africa, i tanti migranti africani e no, che arrivano in Europa, coloro invece che restano, quelli che nei loro Paesi vivono dittature inenarrabili con tutto il carico di vessazioni e di disagi possibili e immaginabili, hanno bisogno di misericordia.

Misericordia che sia praticata certo dai loro pastori, dalle loro guide spirituali. Ma pure dai loro politici che, invece, sono egoisticamente bramosi quasi sempre  di potere e di ricchezza.

Lo ha narrato la storia del passato. Ce lo raccontano le cronache dei nostri giorni.

Misericordia è, e lo è in particolare per questi uomini e queste donne in sofferenza, quella “carezza” del Padre nostro, di cui farsi latori e a cui tutti ricorriamo in alcuni particolari momenti della nostra esistenza, a prescindere dalle latitudini, quando ci sentiamo fragili e bisognosi di riacquistare fiducia e coraggio per poter andare avanti.

Quest’oggi, al Consolata Mission Centre di Bunju, periferia urbana della popolosa Dar es Salaam (Tanzania),ospiti dei Missionari della Consolata,  presente l’arcivescovo dell’arcidiocesi cittadina, cardinale Polycarp Pengo, alcuni vescovi, preti, suore e laici,  si è dibattuto proprio di Misericordia.

O meglio di urgenza di Misericordia per i nostri tempi.

Un richiamo importante, la scelta del tema, legato non soltanto all’imminenza del Giubileo ormai prossimo quanto, nello specifico, all’attuale vita politica del Tanzania che in ottobre rinnoverà, con le elezioni presidenziali e legislative, la propria classe dirigente.

E il nuovo scenario, necessiterà di certo di buoni attori formati ( tanto i cittadini  quanto i politici), capaci e di discernimento e di  perdono.

Se e quando, come è quasi certo che accada, le circostanze lo richiederanno. 

                        Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

In basso un'immagine del Consolata Mission Centre di Bunju(Tanzania) sede dell'incontro

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