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Ursula K. Le Guin: Words Are My Matter

Creato il 01 novembre 2017 da Martinaframmartino

Ursula K. Le Guin: Words Are My MatterAlcune parti di Words Are My Matter mi sono sembrate poco interessanti. Ursula K. Le Guin ha strutturato il suo libro in tre grosse sezioni, la prima dedicata ai saggi veri e propri, la seconda alle introduzioni o postfazioni che ha scritto per libri di altri autori, la terza alle recensioni di libri che ha letto. Ovvio che io non ho letto tutti i libri di cui lei parla, perciò a volte ho faticato un po' a seguirla e altre volte mi sono ritrovata a distrarmi perché quei libri non mi interessavano. A volte però commenti come i suoi possono essere uno stimolo per leggere libri che ancora non conosco, come spero che siano i miei commenti qui: un dialogo con chi conosce le opere di cui parlo, un invito alla lettura per gli altri.

Di alcuni brani avrei potuto fare a meno e non ne avrei sentito la mancanza, ma quel che è interessante è davvero interessante. Quando avevo commentato I diari della principessa di Carrie Fisher avevo scritto che non era esattamente un libro da cinquina finale al Premio Hugo. La Le Guin il premio lo ha vinto, e capisco benissimo perché. Le altre due parti sono interessanti, la prima è straordinaria. Al suo interno Ursula riflette sulla forza dell'immaginazione, sul femminismo e sulla condizione delle donne, sui generi all'interno della letteratura e sui pregiudizi accompagnati ai generi, sulle tradizioni letterarie, sulle capacità empatiche sviluppate dalla letteratura, sulla capacità del fantasy di parlare a tutte le culture perché slegato da una realtà concreta e limitata, sulla nostra concezione di arte, su quel che i libri hanno da dire e su come lo dicono.

Non inserisco citazioni stavolta, dovrei citare troppo o rischierei di non essere capita, di non far capire quel che scrive la Le Guin. Leggetela.

To ask questions which must be asked yet cannot be answered, to create images which can be neither forgotten nor explained-this is the privilege of the most courageous artists.

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