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Usa 1: Partire non è mai facile

Creato il 02 novembre 2017 da Enricobo2
Usa 1: Partire non è mai facile
Ormai è più di una settimana che sono tornato e il nervoso ancora non sbollisce, quindi posso cominciare a buttare giù qualche cosa, tanto ormai ho capito come va a finire. Mai fidarsi di chi ha buona fama per tradizione, sono quelli che ti fregano meglio, sarebbe la morale della favola. Quindi cominciamo pure dal principio. Questa volta il viaggio aveva diverse motivazioni. Un anniversario importante da festeggiare, cosa che induceva ad una meta decisamente più onerosa di quelle mie consuete, il fatto che coincidesse col momento del famoso "foliage" di cui tanto ho visto in foto e di cui tanto ho sentito parlare, un insieme di componenti diverse ma tutte stimolanti, l'atmosfera del New England e del vicino Halloween, il favoleggiato Canada francese e non ultima la chicca di una scappata a Nashville, per una immersione total body nella culla della musica country. E poi sempre questo oriente, basta, andiamo un po' in giro per il mondo civile. Insomma un bel mix che mi aveva convinto da tempo nonostante non avessi trovato adepti ad unirsi a me, che non volessero lasciarci soli in una terra straniera dal linguaggio particolarmente ostico e in cui mi trovo sempre in grande difficoltà a capire e a farmi capire, si sa, con le lingue sono sempre in difficoltà, faccio fatica anche con l'italiano. 
A maggior ragione avevo deciso per il volo di affidarmi ai tedeschi, tanto per essere più tranquillo, snobbando un altra compagnia di cui non farò il nome per carità di patria e che tra l'altro mi sarebbe costata anche una ventina di eurini in meno e non mi avrebbe obbligato a partire da Linate cosa che mi ha succhiato altri 40 eurini in più di parcheggio. Ma cosa sono pochi soldi di fronte alla sicurezza! Dunque, ali germaniche sulla cui efficienza e serietà non si mette dubbio. Allora vai con Air Berlin che, sebbene messa in difficoltà dai biechi petrolieri mediorientali non tradisce di certo le sue radici teutoniche. Forte di questa convinzione mi presento all'ora convenuta al bancone del check in con il mio bel biglietto in mano. Qui una spaesata fanciulla controllando il monitor mi pronuncia la fatidica frase: -Temo di doverle dare una brutta notizia. Il suo volo è stato annullato. - Basito e incapace di pronunciare alcunché ascolto la telefonata che rivolge ad altro ufficio annuendo con aria grave, dopodiché allargando le braccia recita: -Temo di non poter fare nulla per lei. La compagnia non può riproteggerla su alcun altro volo e credo, sebbene non sia ancora ufficiale, che anche il suo volo di ritorno sarà annullato. Per cui se vuole partire, vada a comprarsi un altro biglietto dove vuole e poi "sicuramente" la compagnia la rimborserà.- In pratica come si suol dire sono affari suoi. 
Ammetto che un caso del genere non mi era mai capitato e accuso violentemente il colpo. A questo punto si tratta di perdere tutto, prenotazioni, auto che aspetta a Boston e così via, quindi bisogna fare di necessità virtù e vado al bancone ticket dove con un largo sorriso da avvoltoi che aspettano la preda, mi servono su un piatto d'argento un bel biglietto sostitutivo andata e ritorno al doppio del prezzo che avrei a suo tempo pagato, con quella stessa compagnia allora snobbata. E' il karma che si abbatte con intento punitivo, è evidente. Rosicando amaro e rifiutandomi di farmi rovinare la festa dalla perfida valchiria, salgo col collo storto per la botta subita, offeso nell'onore e nel portafoglio, sul volo per Amsterdam, dove, data la ben nota efficienza nordica, i sistemi automatici per produrre la carta di imbarco non funzionano (se ancora non lo sapete ormai negli aeroporti bisogna farsi tutto da soli) e le bionde treccione parenti delle loro colleghe confinanti, che mi hanno fatto il pacco, dicono che non possono farci niente e se non mi posso imbarcare, saranno cavoli miei. Leggermente innervosito e rimpallato da un bancone all'altro per tre volte, come nel più becero ufficio anagrafe d'Italia, mi impunto e chiedo con una certa veemenza che mi venga fornito il titolo di imbarco che ho profumatamente pagato. Finalmente la cicciona dalle carni lattee, evidentemente troppo stressata dal lavoro, si decide a stamparmi l'agognato cartoncino (che ormai è ridotto ad un foglietto di cartaccia) con procedura manuale (come una volta diremmo), fatica improba che tuttavia ottiene il risultato voluto e così stanco e nervoso salgo sul velivolo che mi porterà a Boston, durante il quale, forse per compensazione morale, mi viene addirittura fornito del materiale edibile che si riesce a trangugiare senza farselo andare di traverso. 
Il paventato arrivo in terra americana sarà nuovamente pregno di difficoltà e problematiche? A tutta prima così sembra, dovendosi completare innanzitutto le operazioni di immigrazione, che potrebbero addirittura impedirti l'ingresso, di questi tempi e con queste facce distrutte dalla notte trascorsa sui comodi sedili della economy. Ma niente interrogatorio, anche qui tutto si fa ormai davanti alla impersonale macchinetta, sapendola usare naturalmente. Se no chiami l'abbondante mamie che ciondola a guardia di questa massa di questuanti barbari in arrivo da tutto il mondo e che dopo averti guardato con commiserazione (questi mediorientali ignoranti e forse terroristi, non sono neanche capaci a inserire informazioni in una macchinetta, oltre a non capire quello che con la mia chiara pronuncia gli dico), ficca il tuo passaporto nella fessura e preme un po' di tasti, tanto sembra che con la procedura ESTA per il visto ormai tutti i miei dati, incluse le mie dichiarazioni di non voler fare attentati o non avere intenzione alcuna di introdurre nel paese armi et similia, sono già nella macchina e quando arrivi davanti all'uomo nero che ti prende le impronte, ti dirà solo, squadrandoti dall'alto in basso se hai roba da mangiare nei bagagli e poi via libera. Oramai siamo negli States e anche se siamo un po' sversi, non ci ferma più nessuno.
SURVIVAL KIT
Parcheggio Linate - Costa quasi il doppio che a Malpensa. Io mi sono trovato molto bene con Rogoredo Park - 90 Euro per 24 notti (ma era in offerta). Servizio molto celere e preciso.
Volo - Come ho detto avevo scelto il volo AirBerlin LIN-DUS_BOS e ritorno per 430 Euro che è stato annullatosenza avviso ho dovuto comprare seduta stante un LIN-AMS-BOS a 870 Euro. Attualmente il Sito LolTravel con cui ho acquistato il volo ha iniziato la pratica dirimborso. Io ho anche scritto direttamente a Air Berlin che mi ha risposto con una mail che dice testualmente: Dear guests, airberlin has permanently discontinued its business. We would like to take the opportunity to thank all our guests and say “Tschüss, Auf Wiedersehen and Bye Bye”. Non ho parole per definire la correttezza tedesca. Già Lufthansa a suo tempo mi aveva fatto un odioso pacco per cuil'ho messa in black list, ma questo non me lo aspettavo. Se qualcuno ha qualche suggerimento in materia lo ringrazierò.
Visto - Per le visite turistiche è ora possibile la procedura on line ESTA. ad un costo di soli 20 Euro. Andare sul sito e seguire la procedura abbastanza semplice. Con questo pre-visto non arete problemi alla frontiera, perché in pratica siete già stati accettati. Con questo visto potete andare anche in Canada e poi rientrare. Se invece andate solo là dovete fare analoga procedura canadese, sempre on line.


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