Magazine Cucina

Uva: proprietà, benefici e controindicazioni

Da Giulioplay @ricettenonna
Ricette » Ultime ricette » Uva: proprietà, benefici e controindicazioni

Il frutto di bacco, la vera protagonista dell’autunno, l’ingrediente essenziale del vino: parliamo ovviamente dell’uva, un frutto dalle caratteristiche incredibili.

L’uva è un frutto, o per meglio sarebbe dire un’infruttescenza poiché racchiude in un singolo grappolo più frutti (da poche unità fino a centinaia di singoli chicchi), della Vitis vinifera.

La vite comune, altrimenti detta vite euroasiatica, è una pianta a stato di conservazione ottimale, diffusa su pressoché tutto il globo a eccezione dei due poli, ma con areale prevalente nel Mediterraneo, nel Medio Oriente, in Sudafrica, sulle due coste statunitensi e nel quadrante meridionale dell’America Latina, nonché in Australia e Nuova Zelanda.

La coltivazione della vite viene fatta risalire addirittura al Neolitico, probabilmente nella zona caucasica, ma è in Egitto che il vino assume caratteristiche simili a quelle contemporanee, ottenendo un immediato successo tra i Greci e Romani e, fatta eccezione per il crollo dell’Impero romano, continuando a espandersi progressivamente in tutto il mondo.

uva

Proprietà e profilo nutrizionale dell’uva

Dopo aver parlato della storia, concentriamoci ora sul profilo nutrizionale dell’uva. 100 grammi di parte edibile di questo frutto apportano all’organismo circa 60 kcal, un dato in media se prendiamo in esame la varia frutta fresca.

Dal punto di vista dei macronutrienti, la suddivisione è quella che segue:

– Carboidrati 95,2%
– Grassi 1,48%
– Proteine 3,28%

I grassi contenuti, pari ad appena 0,1 grammi, sono lipidi insaturi. Non è tuttavia presente colesterolo, alcool o carboidrati complessi. I carboidrati sono tutti sotto forma di zuccheri solubili non complessi (15,6 grammi ogni 100).

I minerali presenti nell’uva sono quasi tutti in quantitativi molto scarsi, a eccezione del rame che rappresenta il 27% della dose giornaliera raccomandata in una alimentazione standard.

Scarso il profilo vitaminico, che vede una presenza prevalente del beta carotene (vitamina C) pari al 7% della RDA, seguita dalla vitamina B3 o niacina, dalla riboflavina (B2) e dalla tiamina (B1). Pressoché assenti le vitamine E, B6 e B12.

Benefici derivanti dall’assunzione dell’uva

Nonostante il non esaltante profilo nutrizionale, e vitaminico nello specifico, il consumo dell’uva è tuttavia consigliato sotto diversi punti di vista, all’interno di una alimentazione varia e controllata che sottende ai principi della dieta mediterranea.

Mangiare uva apporta all’organismo buone quantità di potassio e calcio, che permettono un significativo miglioramento delle funzionalità celebrali e mantengono sane le ossa.

Essendo ricca in acqua e zuccheri, è inoltre consigliata per chi soffre di digestione difficile, poiché non è fonte di pesantezza. Per contro, è un ottimo alleato contro la stipsi e la difficile peristalsi intestinali: se consumata in quantità abbastanza significative può essere considerata un ottimo lassativo, particolarmente la varietà bianca.

Inoltre, aiuta a combattere i problemi relativi all’apparato urinario (calcolosi urinaria e delle vie biliari) ed è indicata anche per chi soffre di emorroidi, ammorbidendo la massa fecale e alleggerendo il lavoro dello sfintere.

Se consumata sotto forma di succo, l’uva può avere successo come antiossidante, rallentando il deperimento cellulare e avendo effetti depurativi importanti. Grazie alla presenza di vitamina C è un antivirale e antinfiammatorio naturale e può aiutare a prevenire i primi malanni di stagione.

La si utilizza, inoltre, come rinfrescante e rimineralizzante (utile ad esempio per gli sportivi poiché riequilibra i sali perduti durante l’attività fisica) e ha un significativo valore nella protezione e nel corretto funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio.

Controindicazioni legate al consumo dell’uva

L’uva è un frutto a indice glicemico moderato: a seconda della maturazione o dello stato di conservazione, fresca o secca, può oscillare tra i 46 e i 59 (un valore moderato è tra i 30 e i 64, n.d.a.). Per questo motivo, il consumo per i soggetti diabetici o con iperglicemia è fortemente ridotto, se non addirittura vietato.

Anche per chi non soffre di queste patologie, il particolare profilo glicemico ne suggerisce un consumo controllato, che si limiti a 2-3 porzioni la settimana o comunque a quantitativi ridotti.

Trattandosi poi di un frutto potenzialmente lassativo, che riattiva la peristalsi, è bene consumarlo con attenzione pena avere un eccessivo effetto sul transito intestinale. Per chi soffre di colon irritabile e colite se ne raccomanda un consumo attento e limitato, eliminando ove possibile la buccia, che irrita le pareti dell’intestino.

Non è vietata invece nelle donne in stato interessante, ma a patto di evitarne il consumo nelle ore serali, dato che può generare una eccitazione del feto.

Stagionalità dell’uva

Il periodo della raccolta dell’uva, e dunque della vendemmia, va generalmente dalla fine di agosto al mese di novembre. Differenze si possono trovare sia a livello geografico (nelle zone calde la maturazione delle uve avviene in anticipo) che a seconda della varietà dell’uva, ovvero con le specie primiziali o tardive.

A prescindere dalla lavorazione per la produzione del vino la si trova in commercio nella variante da tavola nei mesi di agosto, settembre e ottobre, ma in alcuni casi anche fino a dicembre (non è raro consumarla sulle tavole delle festività natalizie).

Varietà

Data la sua enorme diffusione, l’uva è presente in tantissime varietà diverse. Se ne possono contare potenzialmente centinaia, ma almeno sul mercato italiano se ne trovano tendenzialmente una ventina, da quelle classiche alle più moderne frutto di incroci botanici.

La Alphonse Lavalée è un’uva bianca con grappoli molto grandi e acidi succosi. La Apulia Rose è una rossastra senza semi, coltivata come ricorda il nome in Puglia, mentre la Cardinal è una nera precoce con acini mediamente grandi ed estremamente succosi. Tra le senza semi citiamo anche la Centennial e la Crimson, mentre l’uva fragola è una variante molto dolce, originaria del Nordamerica.

La più diffusa è sicuramente l’Uva Italia, introdotta a inizio Novecento e ora coltivata in quasi tutto il mondo per la sua ampia resa, sia da tavola che da vino. Molto importanti anche le uve da Moscato (d’Amburgo e di Terracina), la pizzutello e l’Uva Regina.

Curiosità

Anche dell’uva si mangia tutto: con le foglie della vite, perfettamente commestibili, si possono preparare dei deliziosi involtini di carne, molto diffusi nella cucina greca, libanese e romena.

E’ uscito il libro di Ricette della Nonna

Uva: proprietà, benefici e controindicazioni
Acquistalo su Amazon ad un prezzo incredibile

500 tra le ricette più belle di Nonna da conservare finalmente nella tua libreria. Lo potete trovare in libreria e nei maggiori portali di ecommerce in formato elettronico oppure in copertina rigida.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog