Uva ursina

Creato il 10 dicembre 2012 da Giardinaggio @Giardinaggionet

Caratteristiche


L'uva ursina, il cui nome scientifico è Arcostaphylus uva ursi, è conosciuta anche con altri nomi, come ad esempio quello di uva orsina, uva selvaggia o uva dell'orso. Ad ogni modo, in qualsiasi maniera la si voglia chiamare, si tratta di una pianta arbustiva dalle ridotte dimensioni, che fa parte del grande gruppo delle Ericacee.

Stiamo parlando di una pianta che ha avuto origine nel Nordamerica e che è stata battezzata con questo nome per via del fatto che gli orsi ne mangiano davvero a volontà; ad ogni modo può contare su un'ampia diffusione sia nella zona da cui proviene che in Canada, ma anche nel Caucaso, nella regione della Siberia e all'interno del Vecchio Continente.

All'interno dei confini italiani si può trovare l'uva ursina con grande frequenza sopratutto nella zona delle brughiere delle Alpi e degli Appennini, fino ad arrivare ad un'altitudine pari a 2400 metri.

Questa pianta si sviluppa nel migliore dei modi nel momento in cui cresce all'interno di zone ombreggiate, ma anche all'interno di boschi, sottoboschi, zone particolarmente sassose o ricche di rocce.

La fioritura di questa piccola pianta arbustiva si caratterizza per essere compresa tra il mese di maggio e quello di giugno. Nel settore della fitoterapia, le varie dell'uva ursina che vengono impiegate maggiormente corrispondono alle foglie, che si possono raccogliere durante tutto il corso dell'anno.

In seguito alla raccolta, le foglie vengono collocate ad essiccare all'interno di ambienti ombrosi e ottimamente aerati e, in seguito, mantenuti all'interno di vasetti di vetro o di porcellana.

L'uva ursina si caratterizza per avere un tipico sviluppo arbustivo e per produrre delle piante che hanno una forma tipicamente arrotondata.

L'uva ursina ha una taglia davvero molto limitata, sopratutto in considerazione del fatto che può arrivare solo fino a 50 centimetri di altezza; nel corso della stagione primaverile, si caratterizza per colorarsi di verde-ross.

Le piante di uva ursina si caratterizzano per essere delle sempreverdi e, per tale ragione, conservano le loro foglie durante l'intero corso dell'anno.

Esposizione e terreno


Le piante di uva ursina, per potersi sviluppare nel modo più corretto, devono necessariamente essere poste all'interno di terreni che abbia un ottimo livello di drenaggio, in maniera tale da scagionare il pericolo di formazione di ristagni idrici.

E' importante che i terreni in cui vengono coltivate le piante di uva ursina abbiano anche un livello di ph piuttosto basso.

L'uva ursina viene coltivata in luogo particolarmente luminoso, potendo sfruttare i vantaggi derivanti da un'esposizione diretta ai raggi del sole.

Le piante di uva ursina non hanno assolutamente alcuna controindicazione ad affrontare le rigide temperature della stagione invernale, dal momento che sono in grado di garantire una buona resistenza, al punto tale che si può decidere tranquillamente di coltivarle all'aperto senza particolari problematiche.

Le piante di uva ursina lasciano “per strada” la parte aerea nel momento in cui arrivano i giorni più freddi della stagione invernale, mentre una volta che ritorna la stagione primaverile, ecco le piante iniziano nuovamente la produzione di fusti e di foglie.

Le piante di uva ursina non sono in grado, invece, di offrire un altrettanto ottima resistenza nei confronti delle stagioni estive caratterizzate da picchi di temperatura piuttosto elevati. Ecco spiegato il motivo per cui il consiglio è quello di collocare le piante di uva ursina all'interno di una zona semi-ombreggiata nel corso dei mesi maggiormente afosi della stagione estiva.

In Italia la pianta di uva ursina si può trovare con grande frequenza all'interno delle brughiere delle Alpi e degli Appennini. Questa pianta , come dicevamo in precedenza, ha bisogno per uno sviluppo corretto di terreni drenati efficacemente, ma che siano al contempo particolarmente ricchi di humus, con un ph acido.

In particolar modo, le piante di uva ursina sono in grado di adattarsi con grande rapidità ed efficacia ai terreni rocciosi: infatti, le rocce permettono di conferire al terreno un drenaggio più elevato e, nello stesso tempo, sono in grado di trattenere l'umidità nei pressi del suolo, in maniera tale che le radici della pianta siano sempre al fresco.

Annaffiatura e moltiplicazione


Le piante di uva ursina devono essere annaffiate con una frequenza saltuaria: è sufficiente provvedere con una frequenza di una volta ogni 10-15 giorni, utilizzando due o tre bicchieri di acqua.

Dopo aver annaffiato la pianta di uva ursina, sarà necessario attendere almeno due giorni in cui il terreno sia completamente asciutto prima di poter ripetere tale operazione.

Nel momento in cui si procede all'operazione di annaffiatura, è fondamentale fare una grandissima attenzione ad evitare qualsiasi tipo di eccesso, ma si ricorda come sia altrettanto importante prestare attenzione a bagnare con efficacia ed in profondità il terreno in cui vengono coltivate queste piante.

Bisogna tenere in considerazione anche del fatto che le piante perenni devono, per loro natura, attraversare un periodo di diversi mesi di riposo vegetativo: nel momento in cui la pianta di uva ursina sta attraversando questa fase, è importante smettere completamente con qualsiasi tipo di annaffiatura.

Nella maggior parte dei casi, durante la stagione invernale si può tranquillamente intervenire per prevenire possibili attacchi da parte di parassiti e insetti, con un'insetticida che operi ad ampio spettro, ma si consiglia anche l'uso di un fungicida sistematico, in maniera tale che possa prevenire l'attacco da parte degli afidi, così come la possibilità che si vengano a formare delle malattie di origine fungina, che spesso

Anche le concimazioni devono essere sospese nel corso dei mesi invernali.

La moltiplicazione della pianta di uva ursina si può verificare per seme; nel corso della stagione primaverile, si possono sfruttare i semi piccoli che si trovano all'interno delle bacche, ma prima si devono leggermente sfregare utilizzando la carta vetrata e devono essere collocati in acqua tiepida per circa 12 ore.

Ad ogni modo, bisogna considerare come questa pianta possa contare su uno sviluppo, tutto sommato, particolarmente lento e, per questa ragione, nella maggior parte dei casi viene suggerita la moltiplicazione per talea apicale.

Le nuove piante, che possono essere ricavate mediante la moltiplicazione per seme o per talea, si devono coltivare in vaso per due anni prima di essere collocate a dimora e, nel corso dell'impianto, è importante evitare di toccare il terriccio nei pressi delle radici, che sono molto delicate.

Nel caso in cui l'uva ursina venga seminata all'interno di terreni che abbiano un'elevata concentrazione di calcare, la principale minaccia può arrivare dalla clorosi ferrica: in pratica, si tratta di un pericolo che va a colpire e a bloccare l'attività di fotosintesi clorofilliana, trascinando pian piano la pianta di uva ursina alla morte.

Preparazioni


Le preparazioni che vengono, nella maggior parte dei casi, realizzate utilizzando l'uva ursina sono rappresentate dall'infuso, dal decotto e dal macerato freddo (in quest'ultimo caso, è necessario utilizzare ben tre grammi di droga secca all'interno di 150 millilitri di acqua), che si devono somministrare con una cadenza pari a quattro volte al giorno.

Ad ogni modo, le preparazioni a base di uva ursina hanno in comune il fatto di permettere una migliore assunzione di liquidi ed attività diuretica e, di conseguenza, permettono di svolgere un'attività dilavante sull'apparato urinario, andando a migliorare di gran lunga l'attività dell'arbutina che combatte i microbi.

Certamente è più facile comprendere i vantaggi derivanti dall'assunzione delle capsule realizzate a base di uva ursina, anche se con grande frequenza si possono trovare anche delle compresse in cui vengono inseriti degli estratti standardizzati in arbutina; queste capsule o compresse sono particolarmente facile da reperire sul mercato e devono essere assunte secondo quanto riportato dal produttore (nella maggior parte dei casi il suggerimento è per una dose quotidiana compresa tra 400-800 mg di derivati idrochinonici). Sia con le compresse che utilizzando le capsule, è importante assumere questi preparati a base di uva ursina lontano dai pasti.

Effetti collaterali


L'uva ursina si caratterizza per avere diverse controindicazioni nel momento in cui viene impiegata con delle condizioni fisiologiche del tutto particolari, come ad esempio la gravidanza e l'allattamento.

Inoltre, è particolarmente controindicata anche nel momento in cui si devono affrontare delle patologie come ad esempio l'insufficienza renale e l'allergia all'acido acetilsalicilico.

Inoltre, è importante evidenziare come l'utilizzo dell'uva ursina non è assolutamente suggerito a tutti coloro che hanno un'età inferiore ai dodici anni.

L'assunzione dell'uva ursina non dovrebbe proseguire oltre i sette giorni di terapia (o, in ogni caso, per più di cinque volte durante l'anno), senza che vi sia un consulto con il proprio medico curante.

E' fondamentale prestare una grande attenzione alle avvertenze che vengono riportate sull'etichetta dei vari prodotti con vengono realizzati a base di uva ursina ed è altrettanto importante fare in modo che non vengano superate le dosi di assunzione che sono state determinate dal produttore nel foglio che accompagna ogni prodotto.

L'uva ursina si caratterizza anche per rilasciare sull'urina una colorazione marrone, che poi diventa ancora più scura una volta che viene a contatto con l'aria.

Le foglie di questa pianta arbustiva presentano una ricca concentrazione di tannini (fino al 6-7%), ma ad ogni modo non raggiungono livelli toccati da tante altre piante che fanno parte del genere delle Ericacee. I tannini sono in grado di svolgere una tipica funzione irritante sulla mucosa gastrica: ecco spiegato il motivo per cui si suggerisce di evitare l'utilizzo prolungato dell'uva ursina (che è anche in grado di causare la nausea ed il vomito). Ad ogni modo, si tratta di un effetto collaterale che si riesce a controbilanciare provvedendo all'aggiunta di un ridotto quantitativo di foglie di menta piperita all'infuso realizzato proprio con l'uva ursina.


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