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Uvira (Rep.dem. del Congo) / Ragazze-madri congolesi rifugiate in Tanzania intendono rifarsi una vita lavorando la terra

Creato il 11 aprile 2014 da Marianna06

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La notizia-proposta del progetto”Ape"mi è giunta stavolta per posta e mi ha piacevolmente sorpreso.

Sorpresa in quanto non  attendevo una lettera dal Congo. E resa piacevolmente felice perché anche una garbata richiesta di aiuto, che puoi soddisfare secondo le tue reali possibilità, ti avvicina sempre più all’Africa che ami.

Ed è una forma di conoscenza, un entrare in punta dei piedi in una certa storia, che è troppo lontana da noi,  perché la si possa comprendere  per davvero e  a pieno.

E, pertanto, la considero  un bene.

Don Kyalumba Ngendo Frederic, prete congolese della diocesi di Uvira, da Magomeni, in Tanzania, chiede aiuto per delle ragazze madri congolesi anch’esse, delle rifugiate, dove le stesse hanno avviato un’attività agricola per poter condurre un’esistenza dignitosa dopo i fattacci di Goma e la disfatta dei ribelli dell’M23 con tutte le nefandezze che, nella circostanza, sono state messe in atto dagli uomini in armi (stupri, occupazioni, saccheggi, uccisioni).

Infatti a Uvira, dove vivevano, nella Rep.Dem. del Congo,  le loro case e le loro terre sono state occupate da altri. Gli stessi ex-ribelli.

E per questo e per altre motivazioni ancora, non è possibile tornare indietro.

Per continuare il lavoro dei campi a Kigoma, la loro nuova sede in Tanzania, occorre tuttavia del denaro, che le donne hanno deciso di guadagnare con l’acquisto di un “Ape”, il noto veicolo, la quale verrebbe utilizzata da un autista per il classico trasporto passeggeri e/o merce.

Ogni mese l’autista corrisponderebbe alle donne  una somma di denaro equivalente a quattrocento euro. In questo modo in un mese le donne avrebbero in tutto circa 2.400 euro.

L’acquisto di un “Ape”-spiega don Kyalumba-  s’aggira intorno ai 3000 euro e qualcosa in più ma le donne, in proprio, hanno già un risparmio di 1000 euro.

Perciò l’aiuto che richiedono  per l’acquisto è di 2000 euro.

Una richiesta che  mi pare dignitosa e allo stesso tempo modesta per quanto, anche a casa nostra e di questi tempi, non si navighi nell’oro e l’Occidente ricco non esiste più.

Ecco l’indirizzo e-mail di don Frederic . [email protected]  (indispensabile per entrare in contatto e accertare giustamente la serietà della richiesta)

Quello postale  invece : Don Kyalumba Ngendo Federico

     P.O.Box : 90246 Magomeni

     Dar es Salaam Tanzania

 [Poiché la vita è dono,la meritiamo offrendola. Ricordiamolo./Spazio Gratuità]

  

      a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

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