Riccardo Riccò è stato da poco dimesso dal reparto di cardiologia di Baggiovara (Modena) dove era stato ricoverato con un blocco renale ed un'embolia polmonare in data 6 febbraio. In questi giorni sarà ascoltato dalla Procura di Modena che ha aperto un fascicolo per violazione della legge sul doping. Molto probabilmente in seguito verra convocato anche dalla Procura Antidoping del Coni per chiarire la sua situazione e la faccenda legata all'auto-emotrasfusione di sangue che lo costringerà per la seconda volta, l'ultima a detta di molti, a stare lontano dalle corse.Il primo riscontro pratico dunque è l'abbandono da parte della squadra: la Vacansoleil, formazione neo-ProTour aveva ingaggiato Riccò a luglio 2010 e riponeva fiducia e aspettative nell'ex Flaminia e Saunier Duval per quel che concerne le grandi corse a tappe. Lo stesso Riccò era ansioso di tornare ai livelli massimi del ciclismo internazionale. Dopo una prima parte del 2010 piuttosto positiva, aveva deciso di "scaricare" la Ceramiche Flaminia, la squadra che lo aveva rilanciato dopo lo scandalo Tour de France 2008, per approdare in una formazione più ambiziosa e di caratura internazionale. Alla fine della storia si arriva alla conclusione che tutte le parti rimaranno deluse. Vacansoleil senza uomo chiave per puntare ai Grandi Giri (l'altro Mosquera ha una situazione ancora tutta da chiarire, dopo i sospetti su di lui nella Vuelta 2010); ciclismo italiano che perde, forse definitivamente, una grande promessa e soprattutto un giovane corridore con una decina d'anni di carriera davanti; i tifosi dovranno ridimesionare nuovamente la loro prospettiva.I tifosi, sempre in prima linea ad assistere alle gesta dei "loro" corridori lungo altipiani, montagne, pianure e colline. I tifosi come spettatori che sempre sono disposti ad accedere al teatro e pagare il biglietto prima che il sipario si alzi. I tifosi mettono in discussione le loro emozioni, si sforzano di non portare mai in platea, con sè, i pregiudizi e i facili moralismi. Poi si siedono, attendono e applaudono tutti i partecipanti della Carovana.Tutti sebbene molti non meriterebbero nemmeno una pacca sulla spalle d'incoraggiamento.Ma il tifoso del ciclismo hanno un cuore infinito e dopo una spettacolo di basso livello si aspettano che quello successivo sarà di gran soddisfazione. E aspettano, e aspettano.
Riccardo Riccò è stato da poco dimesso dal reparto di cardiologia di Baggiovara (Modena) dove era stato ricoverato con un blocco renale ed un'embolia polmonare in data 6 febbraio. In questi giorni sarà ascoltato dalla Procura di Modena che ha aperto un fascicolo per violazione della legge sul doping. Molto probabilmente in seguito verra convocato anche dalla Procura Antidoping del Coni per chiarire la sua situazione e la faccenda legata all'auto-emotrasfusione di sangue che lo costringerà per la seconda volta, l'ultima a detta di molti, a stare lontano dalle corse.Il primo riscontro pratico dunque è l'abbandono da parte della squadra: la Vacansoleil, formazione neo-ProTour aveva ingaggiato Riccò a luglio 2010 e riponeva fiducia e aspettative nell'ex Flaminia e Saunier Duval per quel che concerne le grandi corse a tappe. Lo stesso Riccò era ansioso di tornare ai livelli massimi del ciclismo internazionale. Dopo una prima parte del 2010 piuttosto positiva, aveva deciso di "scaricare" la Ceramiche Flaminia, la squadra che lo aveva rilanciato dopo lo scandalo Tour de France 2008, per approdare in una formazione più ambiziosa e di caratura internazionale. Alla fine della storia si arriva alla conclusione che tutte le parti rimaranno deluse. Vacansoleil senza uomo chiave per puntare ai Grandi Giri (l'altro Mosquera ha una situazione ancora tutta da chiarire, dopo i sospetti su di lui nella Vuelta 2010); ciclismo italiano che perde, forse definitivamente, una grande promessa e soprattutto un giovane corridore con una decina d'anni di carriera davanti; i tifosi dovranno ridimesionare nuovamente la loro prospettiva.I tifosi, sempre in prima linea ad assistere alle gesta dei "loro" corridori lungo altipiani, montagne, pianure e colline. I tifosi come spettatori che sempre sono disposti ad accedere al teatro e pagare il biglietto prima che il sipario si alzi. I tifosi mettono in discussione le loro emozioni, si sforzano di non portare mai in platea, con sè, i pregiudizi e i facili moralismi. Poi si siedono, attendono e applaudono tutti i partecipanti della Carovana.Tutti sebbene molti non meriterebbero nemmeno una pacca sulla spalle d'incoraggiamento.Ma il tifoso del ciclismo hanno un cuore infinito e dopo una spettacolo di basso livello si aspettano che quello successivo sarà di gran soddisfazione. E aspettano, e aspettano.