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Vaccinati/non vaccinati: chi sta meglio? Un'iniziativa senza precedenti sta già facendo luce sull'annoso dilemma

Creato il 10 gennaio 2019 da Michelotto

Vaccinati/non vaccinati: chi sta meglio? Un'iniziativa senza precedenti sta già facendo luce sull'annoso dilemma

La più grande bugia mai detta: i vaccini sono sicuri ed efficaci


Ty Bollinger è un punto di riferimento nel panorama della controinformazione e della medicina alternativa. Per chi non ne avesse ancora sentito parlare è l'ideatore e conduttore di due interessantissime inchieste senza precedenti su cancro e vaccini contenute in altrettante serie di documentari intitolate rispettivamente: "The Truth About Cancer" e "The Truth About Vaccines" in cui se ne sentono delle belle a proposito di tutte quelle notizie che esulano dall'ortodossia scientifica, o meglio, non riconosciute dagli organi ufficiali e di cui ovviamente non sentirete mai parlare nei comuni mezzi d'informazione.
Torno a parlare di questo dinamico ed encomiabile personaggio in quanto in una sua recentissima newsletter ha segnalato un progetto, già avviato, che mira a creare un database che raccolga quante più testimonianze possibili sullo stato di salute di bambini prima e dopo la vaccinazione  e quello di bambini non vaccinati allo scopo di compararli, sopperendo così alle carenze di dati scientifici a riguardo (l'articolo originale lo trovate qui).
Come molti già sapranno, questo tipo di verifica così cruciale per la legittimazione della pratica vaccinale è l'anello mancante in tutta la ricerca scientifica sull'argomento, almeno stando alle notizie che circolano. A me invece risulta che uno studio di questo tipo sottoposto a revisione paritaria (peer review, come si dice in linguaggio tecnico-scientifico), dunque attendibile,  sia stato fatto (ne ho parlato proprio io nel post "I bambini non vaccinati sono più sani di quelli vaccinati"), ma forse a livello ufficiale, come spesso succede in casi simili, non se ne sono accorti... o qualcuno avrà obiettato con la solita scusa che il numero dei partecipanti all'esperimento non era sufficientemente alto per costituire una prova definitiva e dunque sono necessarie ulteriori indagini.
Di sicuro la ricerca ufficiale non si è mai impegnata in una verifica del genere, nonostante il procedimento cosiddetto a doppio cieco sia la colonna portante della metodologia scientifica. Per appurare se un farmaco o una sostanza che si vuole studiare abbia un determinato effetto su chi lo-la riceve è infatti necessario somministrarlo a un certo numero di partecipanti all'esperimento e allo stesso tempo far assumere un placebo a un gruppo di controllo per confrontare i risultati così ottenuti, ma senza che nessuno sappia chi stia ricevendo cosa. Solo in questo modo si può essere certi che l'esito non sia frutto del caso o di qualche influenza conscia o inconscia da parte dello sperimentatore o dei pazienti.
Il motivo a giustificazione di tale scelta è che non sarebbe etico in quanto si metterebbero a rischio i partecipanti del gruppo placebo, i quali verrebbero privati della supposta protezione conferita appunto dal vaccino, ma ancora da verificare. Un'assurdità, evidentemente, un ragionamento che si morde la coda e che induce a pensare che in realtà si ha paura di andare a scoprire un terribile vaso di Pandora. Insomma, la scienza impone determinati standard, ma per i vaccini questi standard non si possono (o non si vogliono) applicare, e tuttavia sono paradossalmente proprio i pro-vax a millantare improbabili argomenti scientifici a sostegno della loro tesi, tacciando chi non è d'accordo con loro come "antiscientifico". Incredibile! Sembra una barzelletta, ma tant'è.
Così le uniche "prove" dell'efficacia dei vaccini sono indirette: si rileva il titolo anticorpale dopo l'inoculazione e si controllano successivamente i dati statistici epidemiologici. Tutti procedimenti discutibili che si prestano facilmente ad errori e a interpretazioni erronee, e che comunque mancano, come si diceva, della conferma finale.
Qualcuno dunque deve aver pensato opportuno intraprendere una raccolta dati che fornisca tutte le possibili informazioni sullo stato di salute fra bambini vaccinati e altri non vaccinati provenienti da ogni parte del mondo. Il dr. Rashid A. Buttar, direttore di un avanzato centro di ricerca nella Carolina del Nord (USA), e la sua squadra di colleghi hanno così sviluppato un semplice questionario disponibile in rete al quale chiunque abbia bambini può rispondere.
Ty Bollinger ha perciò voluto incontrare il dottore per sapere come sta procedendo il progetto da poco partito e le notizie per il momento confermano ciò che sempre più persone immaginano.
Quando si guardano infatti i dati relativi alle varie tappe dello sviluppo del bambino i non vaccinati mostrano risultati migliori, e precisamente la percentuale di vaccinati che riportano risultati migliori rispetto alla media di coetanei è del 31,1%, mentre quella dei non vaccinati si attesta sul 38,4%. Il divario si amplifica nella categoria che prende in considerazione i valori medi di ogni parametro di sviluppo: qui il 43,7% dei vaccinati ha uguagliato i valori dei loro pari, mentre è del 56,1% la percentuale dei non vaccinati che lo fanno. Ma i risultati più spettacolari si sono registrati nella categoria di chi è al di sotto dei valori medi, dove il 25,2% dei vaccinati ha fatto peggio, con solo il 5,5% dei non vaccinati. Altrettanto spettacolari e significativi sono i risultati rilevati nella categoria delle malattie croniche, dove alla domanda se il bambino avesse mai sofferto di una grave malattia o di un deficit neurologico un eclatante 92,4% di genitori di non vaccinati ha risposto di no, mentre solo il 7,6% ha risposto di sì. Fra i vaccinati invece ben il 43% ha risposto di sì alla stessa domanda (una percentuale 6 volte superiore!)
Si tratta di un test gratutito semplice, non ci sono trucchi, manipolazioni e secondi fini nascosti: l'unico scopo è quello di dare finalmente la risposta che tutti cercano all'annosa questione se chi si vaccina gode di migliore salute rispetto a chi non si vaccina, come sarebbe ovvio aspettarsi se si crede nei vaccini.
Perciò Ty Bollinger e gli ideatori del progetto invitano calorosamente tutti gli interessati a partecipare al sondaggio e a invitare a loro volta amici e parenti a farlo rendendo il messaggio virale. E' infatti di cruciale importanza raggiungere un determinato numero di partecipanti per poter dare valore statistico all'inchiesta, e più siamo più valore ha l'esperimento, perciò d'ora in poi dipende da voi il suo successo.
Basta cliccare sul sito VanVCD e rispondere alle domande, ovviamente in inglese, ma chiunque abbia una conoscenza scolastica della lingua può capire e rispondere (e quasi tutte le risposte sono del tipo "sì" o "no").

Michele Nardella

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