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Vaccini, D'Anna: “Si vergogni chi prende soldi da Big Pharma”

Creato il 31 ottobre 2018 da Informasalus @informasalus

vaccini

“Chi si deve vergognare è chi ha preso soldi dai fornitori di vaccini”. Così Vincenzo D'Anna, presidente dell'Ordine nazionale dei Biologi, risponde alle polemiche sulla sua decisione di donare10 mila euro al Coordinamento veneto per la libertà delle vaccinazioni (Corvelva) per analizzare i vaccini. In particolare, la decisione è stata duramente contestata dai docenti padovani Gerolamo Lanfranchi e Giorgio Palù.

Gerolamo Lanfranchi, direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, ha così commentato l’iniziativa dell’Ordine dei Biologi: “Non si capisce lo scopo dell’iniziativa. I vaccini, come tutti i farmaci, sono analizzati e misurati attraverso rigorosi test per la loro composizione, efficacia e tossicità da enti scientifici competenti e pubblicamente riconosciuti, che utilizzano comprovate metodologie scientifiche per svolgere questi importanti processi, come richiesto dal Sistema sanitario nazionale e internazionale”.

Questa invece la posizione del professor Giorgio Palù, presidente della Società italiana ed europea di Virologia e docente di Microbiologia e virologia all’Università di Padova: “La donazione al Corvelva è vergognosa dal punto di vista etico, scientifico e sociosanitario. Notizie di questo tipo non fanno altro che rinfocolare la propaganda No Vax, proprio ora che c’è stata una ripresa delle vaccinazioni e che andiamo incontro all’epidemia di influenza stagionale”.

“Un’ associazione meritoria, che applica i principi di precauzione”. L’ etichetta di No Vax? “Una forma di oscurantismo culturale”. E l’ Università di Padova? “Negli ultimi tre anni ha ricevuto 150 mila euro da GlaxoSmithKline, forse i suoi docenti non sono proprio campioni di obiettività”.

Risponde così Vincenzo D’ Anna che aggiunge: “Faremo causa per diffamazione e chiederemo al ministero di spostare le commissioni degli esami di Stato in Biologia da Padova a Venezia, perché i docenti padovani sono in evidente contrasto con l’ Ordine. Lanfranchi e Palù fanno dei processi alle intenzioni, forse perché devono tutelare qualche interesse: la scienza si confuta con la scienza, non con gli anatemi. Chi si deve vergognare è chi ha preso soldi dai fornitori di vaccini”.

D’ Anna ricorda poi che lo scorso 18 ottobre il Bo ha ospitato il convegno “Big data e nuovi vaccini” in collaborazione con Glaxo. “Noi invece sosteniamo che bisogna ascoltare la scienza indipendente. E il 25 gennaio organizzeremo un convegno sul tema delle vaccinazioni in sicurezza, con buona pace di Lanfranchi e Palù”.

In merito alla vicenda è intervenuto anche Ivan Catalano, presidente della commissione parlamentare che ha sollecitato gli studi sui vaccini. In una lettera scritta al rettore Rosario Rizzuto Catalano afferma di sentirsi “offeso” dalle parole di Lanfranchi e Palù.

Al coro delle proteste si unisce anche il responsabile scientifico del Codacons Livio Giuliani: “Il dipartimento di Lanfranchi prende finanziamenti da BigPharma. Le critiche che i maligni potrebbero scambiare per invidia non sembrano disinteressate”. Infine Anna Verde, commissario straordinario dell’ Ordine dei Biologi Triveneto: “Il gesto di D’ Anna è stato encomiabile”.

“L'Ordine Nazionale dei Biologi ha ritenuto importanti e di comune interesse le analisi chimiche predisposte dal Corvelva, così da volerci donare la cifra di € 10.000 come contributo per consentirci di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti nell'indagare il contenuto di diversi vaccini in uso nell'attuale calendario vaccinale. Siamo grati all'Ordine Nazionale dei Biologi e al suo presidente Vincenzo D'Anna per la fiducia, così come siamo grati ai genitori che hanno donato piccole o grandi cifre a questa causa: solo grazie a loro, siamo oggi in grado di intraprendere con serenità sia il completamento delle analisi biologiche che l'avvio delle analisi chimiche”. Sono queste le parole di ringraziamento rivolte da Ferdinando Donolato, Presidente Corvelva.

Corvelva scrive poi in una nota: “Quasi due anni fa avevamo avvisato, 'non ci rompete le scatole', lasciateci tranquilli che a noi l’obbligo non va proprio bene. Ora si è voluto da prima imporre un obbligo senza senso scientifico con la legge 119/17, poi un oscurantismo degno di un paese dell’ex blocco sovietico. Noi ora non ci fermiamo, non ci accontenteremo della libertà, arriveremo a far luce sulla questione vaccinale, indipendentemente da tutto. Non siamo soli e siamo determinati!”.


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