Magazine Europa

Vedi Napoli e poi…. week-end nella città partenopea

Da Viaggieitinerari
Clicca per vedere lo slideshow.

Vedi Napoli e poi…. week-end nella città partenopea“Vedi Napoli e poi muori”: così scrisse il celebre scrittore tedesco Goethe in una delle sue opere, estasiato dalla bellezza dei panorami, dell’arte, della storia della città di Napoli.
E come si può dargli torto?

Napoli con la spettacolare vista sul Golfo, e il Vesuvio a dominare, con il suo centro storico intricato, i suoi castelli fortificati sul mare, il suo Palazzo Reale e il Cristo Velato, le strade dello shopping e il meraviglioso lungomare
Torni a casa e hai voglia di visitarla di nuovo per vedere nuovi angoli e nuovi scorci o anche solo per rivivere l’atmosfera napoletana, quella bella e genuina.

Vedi Napoli poi…. week-end nella città partenopea
Cosa vedere in 2 giorni?
L’itinerario ideale parte dal centro storico, dall’antica Neapolis fondata dai Greci nel lontano V sec. a.C. e che oggi corrisponde alla zona di Spaccanapoli, conosciuto come Decumano Inferiore, e che insieme a Decumano Maggiore e Decumano Superiore costituiva una delle tre arterie principali del centro abitato in epoca greco-romana.
Spaccanapoli è indubbiamente una delle aree più famose e frequentate, in cui si concentrano la maggior parte dei negozi di souvenir, locali e monumenti d’interesse. Prende il nome dalla forma della strada vista dall’alto che taglia in due la città antica, come se la “spaccasse” effettivamente.
È una zona molto turistica ma passeggiare qui è in realtà molto piacevole, un modo per scoprire l’anima di Napoli tra palazzi d’epoca, chiese storiche, piazzette scenografiche, botteghe artigianali, pasticcerie tipiche e ristoranti.
Vedi Napoli poi…. week-end nella città partenopea
Una delle vie più popolari è anche San Gregorio Armeno, rinomata per i presepi e le statuine di Natale, realizzati rigorosamente a mano dagli artigiani napoletani.
L’arte presepiale qui segue la tradizione che si tramanda da generazioni, ma il folklore del Natale tiene comunque il passo alle novità, per cui oltre ai classici soggetti religiosi, si possono anche trovare personaggi famosi della tv, della politica, dello sport…
Le botteghe restano aperte durante tutto l’anno, prolungando lo spirito natalizio quasi immersi in un’altra realtà, ma durante le feste a Dicembre la via è letteralmente presa d’assalto dai turisti.

A pochi passi da San Gregorio Armeno è il Duomo di Napoli, una delle chiese più importanti e più grandi.
Le sue origini sono piuttosto antiche, risale infatti al XIII° secolo, seppur ha subito numerosi rimaneggiamenti che ne hanno cambiato anche lo stile.
La facciata odierna è neogotica della fine del ‘800, rimane comunque incompiuta per la mancanza delle torri campanarie. L’interno è imponente ed è caratterizzato da ben 10 cappelle nelle navate laterali che testimoniano i cambiamenti avvenuti nel corso dei secoli.
Tra le più belle ci sono la Cappella di Santa Restituta, che corrisponde alla prima basilica paleocristiana nata in questo sito nel 300 d.C. e voluta dall’imperatore Costantino; e la Cappella del Tesoro di San Gennaro, che custodisce le reliquie del Santo Patrono, ed è un tripudio dell’arte barocca napoletana tra altari, stucchi, marmi pregiati, affreschi e le ampolle del sangue di San Gennaro.

Altra meta da non perdere a Napoli è sicuramente la Cappella San Severo dove è esposto il capolavoro di Giuseppe Sanmartino: il“Cristo Velato”. Il museo è un luogo di culto e arte voluto dai principi San Severo agli inizi del 1600 per ospitare le spoglie dei membri della casata, fu poi quasi del tutto ristrutturata nel Settecento da Raimondo di Sangro che la fece diventare un’opera d’arte intrisa di suggestione e misteri.
Al centro della scena è appunto il Cristo Velato, una scultura in marmo di Carrara che rappresenta Gesù Cristo adagiato su un materasso e su due cuscini dopo la sua morte e ricoperto da un sudario. La particolarità e l’unicità di questo monumento sta proprio nella leggerezza e nella plasticità del velo che aderisce perfettamente e lascia intravedere tutti i dettagli del corpo esanime: la vena gonfia sulla fronte, il costato scavato, le mani e i piedi trafitti dai chiodi.
Il sudario non ha lo scopo di nascondere la sofferenza di Gesù Cristo morto sulla croce, ma le sue ferite sono al contrario enfatizzate dal movimento creato dalla sua delicata sovrapposizione, incredibilmente realistico tanto che alcuni scettici hanno ipotizzato essere un tessuto poi trasformato in marmo attraverso un processo chimico.
Meritano un’attenta osservazione anche le statue del Disinganno e della Pudicizia: la prima è dedicata al padre di Raimondo di Sangro, raffigurato mentre viene liberato da un angelo dalla rete del vizio in cui era rimasto imprigionato (pare che dopo una vita di eccessi, il padre si fosse difatti ritirato in un convento); la Pudicizia è invece dedicata alla madre di Raimondo, morta in età molto giovane e lo ricorda la lapide spezzata a cui la donna si regge, avvolta in un velo.

Vedi Napoli poi…. week-end nella città partenopea
Camminando per i vicoli del centro storico di Napoli s’incontrano il Monastero di Santa Chiara, costruito nel 1300, quasi completamente distrutto in un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale, poi rifatto nell’originale stile gotico, e conserva al suo interno un chiostro interamente affrescato.
Poco più avanti ecco la Chiesa del Gesù Nuovo con la particolare facciata bugnata, originale prospetto del Palazzo Sanseverino, dimora dei principi di Salerno, poi donato ai Gesuiti e convertito in edificio religioso.
I sontuosi interni sono decorati da marmi policromi, stucchi, dorature, e altari che rendono la chiesa un esempio di Barocco Napoletano.
Piazza Bellini e Port’Alba, antica porta d’ingresso nelle mura fortificate, sono i luoghi della movida partenopea all’interno della zona vecchia, dove i giovani s’incontrano di sera per bere un drink in un bar, un caffè letterario o in un locale con musica dal vivo.
Superata Port’Alba si entra nel centro moderno in Piazza Dante da cui ha inizio Via Toledo, una delle strade principali che in un più di un chilometro si snoda tra centri commerciali, palazzi nobiliari e caffetterie.
Il 2° giorno di visita può essere dedicato alla Napoli sul mare.
Vedi Napoli poi…. week-end nella città partenopea
Partiamo dal Maschio Angioino o Castel Nuovo, un fortilizio medievale eretto nella seconda metà del 1200 da Carlo I d’Angiò, re degli Angioini, dopo aver spostato la capitale del Regno da Palermo a Napoli.
La fortezza fu voluta in questa posizione strategica affacciata sul mare a protezione della città, visto che non era presente un vero e proprio castello.
La struttura difensiva fu poi modificata in residenza reale dagli Aragonesi che gli diedero l’aspetto attuale con la realizzazione di nuove mura, bastioni e fossati e in particolar modo dell’arco trionfale all’ingresso, in marmo bianco, considerato tra le maggiori opere del Rinascimento Italiano. Dalle terrazze del Maschio Angioino si gode di uno spettacolare colpo d’occhio sul Golfo e sul centro di Napoli.

Vedi Napoli e poi…. week-end nella città partenopea
L’itinerario prosegue verso un altro castello sul mare, Castel dell’Ovo, il più antico del capoluogo, che pare risalire alla fondazione da parte dei Greci dell’originaria Partenope nel VII sec. a.C. Secondo una leggenda la sirena Partenope si tolse la vita per non essere riuscita ad incantare Ulisse e il suo corpo sarebbe arrivato in balia delle onde sull’isoletta di Megaride, dove oggi sorge il Castel dell’Ovo. Un’altra versione narra che Partenope, figlia di un condottiero greco, in rotta verso la costa tirrenica per fondare una colonia, sia rimasta vittima durante una tempesta in mare e in memoria della fanciulla sia stato dato il nome alla città.
Suggestiva è la prospettiva da qui, da restare ammaliati.

Vedi Napoli e poi…. week-end nella città partenopea
Simbolo di Napoli è Piazza Plebiscito, una delle più grandi piazze d’Italia, nonché tra i posti più frequentati dai turisti e dagli stessi cittadini partenopei.
Si affacciano sulla piazza edifici importanti come il Palazzo Reale e la Basilica di San Francesco da Paola.
Il Palazzo Reale fu iniziato agli inizi del 1600 seguendo un design rinascimentale, furono poi aggiunti elementi barocchi e neoclassici nei secoli successivi.
Fastosi e maestosi sono gli ambienti tra cui si possono visitare l’Appartamento Reale, a cui si accede da un elegante Scalone d’Onore, il Teatro di Corte e la Cappella Reale.
Vedi Napoli e poi…. week-end nella città partenopea
Esattamente difronte al Palazzo Reale si erge la Basilica di San Francesco da Paola, che con il suo porticato semicircolare sta quasi ad abbracciare il piazzale antistante.
Venne costruita nel 1800 in stile neoclassico, su modello del Pantheon di Roma, per volere di Ferdinando I di Borbone come emblema della restaurazione borbonica e ringraziamento a San Francesco da Paola, a cui è dedicata un’iscrizione nell’architrave della facciata.

Se avete tempo per lo shopping, fate un giro tra le boutiques e i negozi di moda in Via Chiaia e alla Galleria Umberto I.

E dulcis in fundo, concedetevi una lunga passeggiata sul Lungomare Caracciolo per immergervi totalmente in uno dei paesaggi più belli al mondo.

Vedi Napoli e poi…. week-end nella città partenopea
E salite sulla collina del Vomero e di Posillipo, da cui ammirare il Vesuvio sullo sfondo, il Golfo che abbraccia quasi interamente la città, i suoi mille colori e i suoi stupendi scenari che vi avvolgono calorosamente in una bellissima sensazione.

Napoli è davvero una meraviglia, degna di poter essere nominata una capitale!

Valeria Dicarlo


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazines