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Veloce come il vento

Creato il 16 aprile 2016 da Kelvin
VELOCE COME IL VENTO (id.)
di Matteo Rovere (Italia, 2016)
con Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Paolo Graziosi, Roberta Mattei, Giulio Pugnaghi
durata: 119 minuti

E' un momento d'oro per il cinema italiano di genere, con buona pace di chi ne dichiara la morte un giorno sì e l'altro pure e dei francesi che non ci vogliono a Cannes... nell'anno di Suburra e, soprattutto, di Lo chiamavano Jeeg Robot (ormai già cult assoluto e in procinto di tornare in sala), Veloce come il vento di Matteo Rovere arriva a chiudere degnamente un trittico di pellicole belle e appassionanti, certo non prive di difetti ma intrise di quella genuinità e onestà di fondo in grado di farti riconciliare con un cinema lontano dalle pretese autoriali e capace di far "innamorare" quel pubblico medio e non strettamente cinefilo che aspetta a gloria prodotti come questo, che sanno divertire e coinvolgere con intelligenza.
Siamo in Emilia-Romagna, da sempre terra di motori e cuori da corsa (dalla Ferrari a Valentino Rossi), dove la giovane pilotessa Giulia De Martino deve vincere a tutti i costi il campionato GT per non farsi confiscare la casa e finire in un orfanotrofio, in seguito alla morte improvvisa del padre che le ha lasciato in "eredità" una montagna di debiti e il fratellino minore da badare. A darle una mano ci proverà il fratello maggiore Loris, tossico e mezzo matto, ex pilota dal passato glorioso e dal presente difficile ma con un cuore grande così... certo ben più grande di quello dei cinici assistenti sociali che, con pilatesca miopia, cercano di strappargli la tutela dei due ragazzi per affidarli a famiglie benestanti ma poco rispettose del loro dramma privato.
VELOCE COME IL VENTONon pensate però, neppure per un momento, di trovarvi davanti a un film come Rush di Ron Howard, e nemmeno a un nuovo Fast and Furious: per storia, tematiche, taglio e budget a disposizione siamo (per fortuna!) lontani anni-luce dalle mega-produzioni hollywoodiane. Veloce come il vento è invece un riuscito tentativo di fare cinema d'intrattenimento adattandolo al tessuto sociale in cui si svolge, "umanizzandolo" e prendendo a pretesto il mondo delle corse per mettere in risalto il vero tema del film, vale a dire le dinamiche familiari in seguito alla morte del genitore e i rapporti fra i tre fratelli, il tutto inserito in un contesto sociale particolarissimo ed insolito, ovvero con quell'ambiente allo stesso tempo "ruvido" e provinciale, sanguigno e maschilista, tipico dell'automobilismo locale.
VELOCE COME IL VENTONe viene fuori un film bello e commovente, certo non particolarmente innovativo ma volutamente semplice e lineare, col chiaro obiettivo di arrivare al cuore del pubblico senza troppi giri di parole. E il pubblico, dal canto suo, apprezza senza tentennamenti la sincerità dell'operazione e la credibilità della messinscena (le sequenze di azione sono realistiche e convincenti, girate in presa diretta e senza effetti speciali). Certo, la pellicola è piena di stereotipi e situazioni già viste (il confronto tra la giovane promessa e il veterano, i litigi tra fratelli, la caduta e la redenzione...) ma tutte comunque funzionali alla storia e nient'affatto disturbanti, anzi: è proprio lo spettatore a desiderare di vedere quello che si aspetta, in nome di un cinema di genere che rimanda alla produzione "popolare" del passato e di cui soffre inesorabilmente la mancanza.
Merito di un regista giovane ma già esperto come Matteo Rovere (questo è il suo terzo film) che dirige con saggezza e maturità, fermandosi sempre un attimo prima del ridicolo involontario e dell'americanata di turno, della colonna sonora (bellissima) di Andrea Farri, e naturalmente dei due ottimi interpreti: Stefano Accorsi è sorprendentemente in parte e per niente a disagio in un ruolo "sgradevole" che lo costringe a imbruttirsi (ispirato  tra l'altro alla storia - vera - dell'ex pilota Carlo Capone,  che ha avuto vicissitudini simili) mentre un'autentica standing ovation va riservata alla debuttante Matilda De Angelis, che con la sua faccia pulita, sbarazzina, fresca e piena di vita ci fa innamorare all'istante. E allora cos'altro dire di più? Allacciate le cinture... e partiamo!

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