Venti marzo

Da Nuvolesparsetraledita

Scurissimo blu, il cielo notturno; qualche stella pulsa: pare un richiamo, chissà dove batte, chissà quanto lontano. Gli alberi colmi di gemme che stanno per scoppiare muovono leggeri i loro rami, gracili dita tese verso l’alto. Fiorisce il pruno, la magnolia apre le bianche mani e le saettano attorno i pipistrelli, profuma appena il tronco dei carpini di un che di selvatico, l’odore dell’inverno che fugge.

Notte di marzo, ventesimo giorno, primavera.

La neve  quest’anno e‘ venuta tardi, e le colline più alte sono ancora imbiancate; dove il sole arriva poco scintilla ancora  e  gareggia coi fiori dei mandorli.

Frizzantina,  l’aria della notte colpisce le narici di un odore freddo e netto.

Ricomincerai le storie, riprenderai a scioglierle lungo i muri alti delle tue giornate: è stato lungo e troppo colmo, il tempo del silenzio, colmo di gemme come i rami dei carpini sotto casa. Volano uccelli notturni, ne senti appena il battito delle ali, abbaia un cane, ride forte un bambino.  Nel cuore urge il bisogno di tornare, di essere di nuovo qui. Riprendono i grovigli dentro il petto e la sola pace che sai è scriverli.

Un’impazienza d’ali, dentro di me, improvvisa.
È l’impulso del volo, se non ancora
la direzione del volo. Qualcosa
mi ha chiamata, qualcosa in me risponde.
Io che rispondo sono sconosciuta
a me stessa come la voce che mi chiama.

Margherita Guidacci


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