Ventimiglia è la nuova "cortina di ferro" anti profughi!!!

Creato il 13 marzo 2011 da Gheza1978
Chiediamo agli italiani di trattenere le persone che si presentano sul territorio italiano e di riprendersi quelle che vengono rinviate". Con queste parole il ministro degli Interni francese Claude Gueant, pone un freno all'afflusso di profughi tunisini che, sbarcati a Lampedusa, hanno risalito tutta l'Italia nella speranza di riuscire ad arrivare in Francia. Ma la frontiera di Ventimiglia si è "militarizzata": ovunque controlli e agenti: è "caccia al clandestino".
C’è ancora una frontiera da superare. L’ultima, quella più difficile. I tunisini in fuga dal Maghreb, raggiunta l’Italia, puntano alla Francia. Parigi, Nizza, Marsiglia, Lione. E’ lì che hanno amici e parenti. Ma il sogno transalpino, dopo aver risalito lo Stivale da Lampedusa, si fa sempre più irraggiungibile. Da Ventimiglia non si passa. Quella che, in tempi normali, è una frontiera spalancata, negli ultimi giorni è diventato un muro invalicabile, sprangato ermeticamente. Un incubo ricorrente, per i tunisini. Il ministro dell’Interno francese, Claude Gueant, è stato chiaro: «Chiediamo agli italiani di trattenere le persone che si presentano sul territorio italiano e di riprendersi quelle che vengono rinviate». E’ arrivato fino alla dogana, lunedì scorso, per far sentire il peso delle sue dichiarazioni. Detto fatto: i diktat dell’Eliseo sono già operativi. I controlli doganali sono diventati massicci. La frontiera si è «militarizzata». Dove prima c’erano un paio di agenti, oggi ce ne sono venti. I poliziotti francesi sono ovunque. La caccia al clandestino imperversa lungo tutta la linea di frontiera: stazioni, caselli, autostrade, strade statali, boschi.

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