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Vento di turismo sostenibile a Sorrento tra gozzi, lance e vele latine con l’Asso vela a’ Tarchia

Creato il 21 giugno 2014 da Vesuviolive

ANGELINA

Inauguriamo la nuova rubrica di Vesuvio Live “Mare dentro“  con un racconto che viene dal mare ed è bagnato di vento e schiuma, passione e uomini e donne veri, che quando li guardi ti accendono l’anima ed il cuore per la la luce dirompente che portano negli occhi.
Siamo a Sorrento in un pomeriggio terso di giugno, presso la sede dell’Asso Vela a’ Tarchia, ospiti del Comandante Antonetti e di sua moglie Rosaria.

Vento di turismo sostenibile a Sorrento tra gozzi, lance e vele latine con l’Asso vela a’ Tarchia

Rosaria Antonetti, mentre ci mostra i numerosi premi vinti dall’Associazione Vela a’ Tarchia (foto: M. Laureanti, 2014)

“Raccontale tutto dall’ inizio”, esorta  la signora Rosaria, incitando il comandante a rispondere alla nostra domanda su com’è nata la vocazione della loro associazione, fondata  nel 2004.
Era il 1985 quando in Sardegna, il Comandante Antonetti scorse ormeggiato a Porto Rotondo,  un gozzo di 16 metri, armato a due vele latine, battente bandiera inglese. Quasi un’apparizione. Antonetti  scopre che il capitano di quel gozzo è niente di meno che Giovanni Ajmone Cat, primo italiano ad arrivare in Antartide in barca a vela e quella barca è proprio il San Giuseppe Due,  usato in quella storica avventura, negli anni ’70. Nasce una fulgida reciproca amicizia ed alcuni anni più tardi, nel 1992, i due prenderanno insieme parte alla regata delle Colombiadi, attraversando a vela l’Atlantico. Durante quelle notti, molte sono le profonde discussioni e riflessioni sulla vela.

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Il comandante Antonetti, fondatore dell’Asso Vela a’ Tarchia (foto: M. Laureanti 2014)

Il capitano Ajmone Cat sosteneva che ancora oggi le barche a vela potrebbero essere utilizzate per coprire lunghe distanze, in autonomia funzionale sebbene con velocità ridotte ma con grande risparmio di energia e carburante.

Ispirato da questi dialoghi e con la passione per le imbarcazioni a vela il comandante Antonetti comincia a maturare lentamente un’idea: recuperare vecchie imbarcazioni locali e riusarle.  “Erano gli anni in cui le radici non erano importanti, in cui tutte le cose vecchie non avevano più valore” ci dice la signora Rosaria.

La vela latina, di forma triangolare, il cui armo è archeologicamente documentato a partire dal VII sec. d.C. (Yassi Ada I), è ancora oggi diffusa nelle coste orientali africane e nell’oceano Indiano ed è stata ampiamente utilizzata  nel Mediterraneo da imbarcazioni tradizionali da pesca contemporaneamente all’uso di vele auriche di forma trapezoidale (vela a tarchia, vela al terzo, vela al quarto).
Il sapere e le arti marinaresche legate alle imbarcazioni  tradizionali, perdurarono fino agli anni ’60, per scomparire poi lentamente con  il sopravvento di motori e vetroresina.
Il comandante Antonetti  dunque decide di restaurare a sue spese  una lancia sorrentina del 1928, l’Angelina, armandola a vela latina e con questa partecipa alle regate di Stintino, dove vince ripetutamente.

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Gozzo Santa Rosa ( foto: M. Laureanti 2014).

Nel 1999 viene completato, attraverso il coinvolgimento di maestri d’ascia locali, il restauro del gozzo a menaide Santa Rosa e  nel  2005 il Santa Rosa,  partecipa sotta l’egida della neonata associazione Vela a’ Tarchia, alle regate di Stintino e poi  al prestigioso Circuito mediterraneo di vela latina di Saint Tropez.  Santa Rosa si classifica prima in entrambe le competizioni e queste  vittorie  ispirano l’Asso Vela a’ Tarchia  ad impegnarsi ulteriormente non solo nel recupero e  restauro di imbarcazioni tradizionali locali  ma anche nel riuso di  percorsi velici e remieri alla riscoperta di  siti archeologici costieri, tanto da poter esser quasi  definiti promotori  di un turismo responsabile e sostenibile su mare, nel vesuviano.

Le barche d’epoca restaurate dall’Associazione vengono inoltre ormeggiate di fronte ai due ninfei facenti parte della villa imperiale di Agrippa Postumo, a Sorrento, sulla spiaggia di San Francesco, grazie ad un accordo con la Soprintendenza. Un’idea intelligente di riuso, cura  e valorizzazione di un sito archeologico.

panoramica spiaggia ninfei

Panoramica ninfeo minore e barche dell’Associazione Vela a’ Tarchia (foto: M. Laureanti 2014)

Suggeriamo ai visitatori curiosi di spingersi oltre il dedalo di lidi della marina piccola di Sorrento e di raggiungere  la spiaggia San Francesco, dove attualmente troverete  Aldisio,  un’artista che per conto dell’AssoVela a’ Tarchia si occupa della sorveglianza delle barche d’epoca ivi ormeggiate.
L’Associazione, che ricordiamo è senza fini di lucro, è stata insignita di numerosi premi, trofei e riconoscimenti ed inoltre la città di Sorrento ha riconosciuto il suo valore per aver operato a tutela e salvaguardia del mare e della costa con iniziative educative e culturali.  A riprova di ciò Vela a’ Tarchia  organizza corsi gratuiti di vela.

Aldisio, artista custode per conto dell'Asso Vela a' Tarchia - M. Laureanti

Aldisio, artista custode per conto dell’Asso Vela a’ Tarchia – M. Laureanti

Ringraziamo il comandante Antonetti e la signora Rosaria Antonetti per il tempo ed i racconti dedicatici. Buon vento!!

Immagine in copertina: L’Angelina, trasporto turisti ( foto: Asso Vela a’ Tarchia)


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