Verso l’ infinito e oltre!

Creato il 22 febbraio 2015 da Ilbocconianoliberale @ilbocclib

Molti pensano che la libera iniziativa individuale sia qualcosa da tenere sotto controllo.
Molti credono che gli esseri umani siano pericolosi per se stessi e per gli altri se si lascia loro troppo spazio per muoversi, sognare e sbagliare. Qualche volta mi è stato persino detto che, in generale, la gente mica sa cosa vuole, che c’è bisogno di qualcuno che indichi loro la strada.
Io non sono d’accordo e oggi non vi racconto una storia di libertà calpestata, di quelle frustranti e che ti fanno incazzare, come di solito se ne leggono su questo blog. Oggi vi racconto la storia di un progetto ideato da uomini e donne liberi, che hanno in mente di fare qualcosa di grande, e non – badate bene!- perchè qualcuno gli abbia detto di farlo, ma perchè credono che così facendo entreranno nella storia, lasceranno un segno e – possibilmente – ricaveranno anche un discreto profitto.

Queste persone hanno deciso di colonizzare Marte.

Proprio così, stabiliranno una colonia su Marte spendendo i soldi provenienti solo da sponsor e donazioni volontarie, un po’ per la soddisfazione di dire di essere stati i primi ad andarci, e un po’ perchè vogliono girare una sorta di reality show. Non si tratta di un progetto governativo. La NASA o l’ESA non c’entrano nulla. Manderanno gente su Marte e noi seguiremo le loro vicende in streaming dal cellulare, senza muoverci dal nostro salotto. Provate a dirmi che non è meglio dell’Isola dei Famosi.

In questo momento il processo di selezione del reality show interplanetario è nella fase finale. Le ultime 100 persone, da 200.000 che si sono presentate alla prima chiamata, verranno ridotte a 24 individui, scelti per essere i primi umani a lasciare per sempre la Terra.
Verranno addestrati per i prossimi anni e poi inviati sul pianeta rosso a coppie, ciascuna a distanza di due anni dall’altra, finchè non si sarà insediata una colonia autosufficiente. Tra loro ci saranno medici, ingegneri, botanici. Coltiveranno il loro cibo e si procureranno ciò di cui hanno bisogno in loco. Non torneranno, vivranno il resto della loro vita su Marte ed entreranno nei libri di storia.
La società che li ha mandati, invece, a fronte di un discreto investimento, si aggiudicherà i diritti televisivi di uno degli spettacoli più interessanti che avremo modo di vedere per un bel pezzo.
Ventiquattro persone abbandoneranno la loro vita, a fronte di un notevole rischio di esplodere in aria ancor prima di arrivare a destinazione, per poi vivere un’esistenza intera su un pianeta senz’aria, freddo come l’Antardide e bombardato di radiazioni, mentre chi ha ideato la missione e li ha spediti lassù vivrà e si godrà i frutti del proprio investimento.

Se non è mercato libero questo, non so cosa lo sia. La parte migliore, e il motivo per cui ho deciso di scrivere queste righe, è che va benissimo così.

Quelle persone hanno deciso per se stesse, coscienti dei loro rischi. Quei pionieri sono disposti a morire per lasciare un segno, per sapere che saranno ricordati negli anni a venire. Andranno lassù perchè qualcuno reputa profittevole mandarceli, non perchè qualcuno ha deciso che è giusto così, arrogandosi il diritto di prendere i soldi altrui per finanziarsi.
In tutto questo non c’è alcun cinismo, nessuno sfruttamento, nessun sopruso.
L’iniziativa di quelle persone porrà le basi per una futura impresa di infinito valore, autonoma e spontanea. Perchè la gente sa quello che vuole, lo sa meglio di chi la governa. Sa scegliere meglio di chiunque altro cosa fare del proprio denaro, del proprio tempo e in assoluto della propria vita. Questa missione è un inno alla libertà individuale e ai traguardi che può raggiungere. Le persone che vi parteciperanno daranno un senso alla propria vita, i suoi ideatori diventeranno verosimilmente molto ricchi e, cosa più importante di tutte, noi avremo finalmente qualcosa da vedere in tivù. Questa è liberta ed è per questo che vale la pena battersi. Per favore, chiamatemi se qualche istituzione governativa riesce a fare di meglio.

Alessandro D’ Amico

Nda: la società ideatrice della missione si chiama Mars One, qui trovate ogni possibile dettaglio (http://www.mars-one.com/).


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