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Video. Inferno sul Vesuvio, carbonizzati vigneti e pomodori: i danni sono devastanti

Creato il 19 luglio 2017 da Vesuviolive
Video. Inferno sul Vesuvio, carbonizzati vigneti e pomodori: i danni sono devastantiTorre del Greco. Oltre alle conseguenze dirette e immediate subite dai cittadini vesuviani e dalle pinete vulcaniche, l’emergenza incendi sul Vesuvio sta creando effetti collaterali drammatici anche sulle coltivazioni alle pendici e a monte del vulcano. A rischio ci sono i prodotti tipici dell’enogastronomia vesuviana: il pomodorino del piennolo, le uve del Lacryma Christi, i vigneti di Caprettone. Ma quali e quanti sono i danni all’agricoltura vulcanica? Lo abbiamo chiesto a Nicola Rivieccio, giornalista ed esperto di valorizzazione di risorse territoriali, con una decennale esperienza presso Coldiretti Campania.  Quali sono i danni all’agricoltura prodotti da questi roghi? “Esplorando i sentieri post-incendi abbiamo trovato carbonizzati i vigneti di Caprettone, la tipica uva vesuviana con cui si fa il Lacryma Christi: sono andati in fumo ettari di pinete e fauna di grande valore ambientale. E’ questa la cifra di un danno la cui gravità è quantificabile in termini economici ed ambientali per il valore delle produzioni e delle cose danneggiate, ma soprattutto come emblema e dimostrazione delle ricadute devastanti o feconde dei vari modi, armoniosi o traumatici, degli uomini di interagire con il territorio”. Cosa rischiano i nostri prodotti tipici? “Molto. Penso ai campi di pomodorini vesuviani e alle altre coltivazioni dalla grande biodiversità campana hanno fatto da argine con i loro agricoltori all’avanzare del fuoco e che, inevitabilmente, ne portano addosso i segni”. E le aziende agricole vesuviane in che condizioni sono? “Decine di strutture di ricettività agrituristica molto importanti e gloriose sono state danneggiate direttamente dalle fiamme e indirettamente dalle disdette di turisti e vacanzieri che avevano prenotato. I danni saranno difficili da smaltire”. Quali sono le cause? “L’abbandono del territorio, il suo degrado e la perdita dell’antico legame naturale tra uomini e ambiente hanno costituito un carburante micidiale e un terreno fertilissimo per la sciagura degli incendi di questi giorni”. Quali sono le soluzioni? “Il recupero di un rinnovato rapporto di presidio con la valorizzazione della presenze di operatori con attività ecosostenibili che utilizzino in maniera rispettosa e riproducibile le potenzialità ambientali possono costituire insieme ad un rafforzato, funzionale e deterrente impegno delle forze dell’ordine e delle pene previste una via da percorrere per scongiurare ulteriori disastri”. Nel video le conseguenze del fuoco per l’agricoltura sul territorio vesuviano in località Lupo vecchio – Cappella Bianchini a Torre del Greco.

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