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Video. Napoli, vendono la cittadinanza a stranieri. Ecco quanto costa diventare italiano

Creato il 05 aprile 2016 da Vesuviolive

matrimoni combinati cittadinanza extracomunitariNapoli – Da tempo si parla di immigrazione, di lotta contro la clandestinità e di controlli sempre più radicali all’interno del confine europeo, di Stati che in condizioni di emergenza e di necessità violano i patti di Schengen. Nonostante tutte queste argomentazioni divenute sempre più pressanti, c’è sempre chi agisce con poca coscienza, mettendo a rischio la sicurezza pubblica attraverso la vendita di matrimoni combinati con donne italiane per consentire l’acquisto della cittadinanza italiana.

A denunciare questa pratica, che comunque era già ben nota sia ai cittadini che alle autorità, è stato Luca Abete, tramite uno servizio di denuncia andato in onda ieri sera. Il giornalista ha scoperto alcuni espedienti che si perpetrano all’interno della città e che possono minare la sicurezza dei cittadini, come nel caso di immigrati extracomunitari che contraggono nozze con donne italiane. Il tutto, naturalmente, sotto un cospicuo pagamento che varia dai 3500 euro ai 4500 euro.

L’accordo verbale viene concluso in un bar, nel quale viene accordato il compenso e l’anticipo da versare, viene stabilita la data in cui avverrà l’incontro ufficiale e le firme che verranno sottoscritte nell’ufficio comunale, il tutto presieduto da un pubblico funzionario, a volte consapevole della combine.
Ciò implica un coinvolgimento della pubblica amministrazione, più volte smascherata proprio dallo stesso programma televisivo e, non di rado, proprio dallo stesso giornalista che ha scoperto alcune magagne.

Il tutto è finalizzato a stipulare il matrimonio e permettere all’immigrato di divenire cittadino italiano, di non essere espulso dal territorio e divenire automaticamente cittadino europeo. Nessuno nega le problematiche da cui fuggono queste persone, ma in un periodo di tali conflitti, non si può venir meno a controlli che dovrebbero essere sempre più assidui, specie se a violare la sicurezza pubblica risulta essere un funzionario che svolge mansioni in una articolazione amministrativa dello stato. Naturalmente, ogni cosa è stata negata dagli interessati una volta scoperti, nonostante ci fosse un video che fornisse delle prove documentali a riguardo.


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