Vieni al cinema con me: The Hundred-Foot Journey

Creato il 18 ottobre 2015 da Stellazzurra

Ciao a tutti, sono stata latitante in questi giorni, indovinate un po' il motivo?...sempre mal di testa. Sì, lo so non sono molto originali i miei acciacchi vari, e comunque ho passato una settimana "vecchiarda style". Per concludere in bellezza ieri sera ho fatto tardissimo, e stamattina ho avuto un incubo da psico-thriller che mi ha lasciato una bruttissima sensazione. Quindi ricapitolando, sono stressata, dolorante, assonnata, triste, incazzata e inquieta = una domenica indimenticabile. Dopo pranzo avevo deciso di mettermi in poltrona e lasciarmi andare al coma poi, scorrendo tra i vari programmi e film disponibili su Sky On demand, ho scovato questo film che non mi ispirava per niente dal titolo italiano, ovvero "Amore, cucina e curry", perché mi sembrava la classica commediola indiana dove si balla e ci si ingozza di curry. Invece vado a leggere le info e scopro che il regista è niente po' po' di meno che Lasse Hallström, che ha diretto alcuni film indimenticabili fra cui "Le regole della casa del sidro" e "Chocolat".

E proprio sulla scia di "Chocolat" si inserisce questa pellicola, uscita nelle sale cinematografiche nell'ottobre 2014, e che non ha avuto un gran successo di pubblico. Tra gli interpreti troviamo una Helen Mirren sempre impeccabile e regale, e Om Puri un attore indiano, punta di diamante di Bollywood e che molti di voi ricorderanno anche in film come "Wolf-La belva è fuori" con Jack Nicholson. La storia, tratta dal bestseller di Richard C. Morais "Madame Mallory e il piccolo chef indiano", ha inizio in India a Mumbai, dove la famiglia del giovane Hassan è sconvolta da un incendio provocato da rivalità politiche, in cui perde la vita la madre. Dopo il tragico evento la famiglia Kadam si trasferisce dapprima a Londra, poi in un piccolo paesino ai piedi dei Pirenei, dove il padre acquisterà un vecchio rudere per trasformarlo poi in un ristorante indiano, confidando nelle grandi doti culinarie del figlio Hassan. Appena arrivati però i Kadam si troveranno ad affrontare un astuto nemico, Madame Mallory (interpretata da Helen Mirren), titolare di un prestigioso ristorante stellato Michelin situato proprio di fronte al ristorante indiano. I due ristoranti (e le due culture) immersi nella pace della campagna francese, inizialmente si dichiareranno guerra aperta, finchè Madame Mallory, a caccia della seconda stella Michelin, non si addolcisce e si accorge della dote innata del giovane Hassan per la cucina. Da questo momento la carriera del giovane cuoco sarà tutta in ascesa, e arriverà a conquistare i più rinomati ristoranti parigini. Ma Hassan rischia di perdersi in questo nuovo mondo, rischia di perdere i sapori della sua terra, quelli che il padre si è portato dietro fino in Francia custoditi gelosamente in una vecchia valigetta nera. E poi...il finale non ve lo dico, altrimenti che gusto c'è! Scoprirete anche se la storia d'amore tra Hassan e la bella Marguerite, una cuoca del ristorante di Madame Mallory, andrà a buon fine. Non sono affatto d'accordo con chi ha criticato questo film per mancanza di originalità. È vero, i protagonisti fuggono dal loro passato per approdare infine in Francia come avevamo visto in Chocolat, ma per il resto la storia non mi è sembrata affatto che ripercorresse le stesse vicende. Ho visto invece un film assolutamente piacevole e godibile, che mi ha incantata con i colori delle spezie, dei variopinti piatti indiani, e della piazzetta del mercato, per non parlare degli scenari della campagna francese in cui si svolge buona parte del film. L'amore ovviamente fa da padrone, l'amore per cucina sicuramente, ma anche l'amore perso e ritrovato nei modi più imperscrutabili. E poi ci sono senz'altro le barriere, visibili e invisibili, che i protagonisti innalzano tra i due ristoranti rivali e tra le loro culture, ciascuno chiuso nelle proprie convinzioni e cieco alle potenzialità dell'altro. La diffidenza e la sfiducia iniziale lasceranno il posto alla stima e all'accoglienza reciproca. Il film ci mostra come a volte l'ottusità e i pregiudizi ci impediscano di vivere in armonia con il prossimo, soprattutto se questi proviene da un mondo molto lontano da noi, e come invece potremmo imparare molto gli uni dagli altri se soltanto non guardassimo ciò che non conosciamo come una minaccia, bensì come un'opportunità di conoscere qualcosa di diverso eppure, nel profondo, così simile a noi. Credo proprio che abbiate capito che vi stra consiglio questo film che ha trasformato la mia domenica pomeriggio da coma in una piacevolissima esperienza. E a questo punto sono curiosissima di leggere il romanzo a cui è ispirato il film. Mi metterò alla ricerca!

Per oggi è tutto e prometto di essere più presente nella settimana che sta per iniziare! Un saluto a tutti! ;)

Stay imbranation

The imbranation girl