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Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

Creato il 27 giugno 2019 da Morgatta @morgatta

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

DI FEDERICA PIZZATO

Per la serie “chi l’ha detto che con i bebè non si può fare più nulla?”, io e il mio compagno siamo partiti alla volta di Firenze con la nana di 7 mesi; dentro al viaggio di 4 giorni abbiamo infilato due concerti internazionali e, cosa molto più interessante e pertinente per questa rubrica, la visita a due musei pilastri per la storia della moda. Il primo di cui vi parlerò è il Museo Salvatore Ferragamo. Erano anni che avevo voglia di visitarlo e quest’anno, per alcune fortunate coincidenze sono riuscita ad esserci e a trovare all’interno anche una mostra sulla moda sostenibile!

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità
Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

Il Museo Salvatore Ferragamo è stato inaugurato nel lontano 1995 (epoca in cui ancora di musei aziendali si parlava ben poco) i suoi archivi raccolgono una collezione di oltre diecimila modelli di calzature create da Ferragamo in quarant’anni di attività, dagli anni Venti al 1960, anno della sua morte. Il calzaturificio fu fondato per l’esattezza nel 1927, quando Salvatore Ferragamo, di ritorno dagli Stati Uniti, lo creò (se non la conoscete vi consiglio di leggere la sua storia!).

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

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Dei diecimila modelli di scarpe in archivio in questo momento si può ammirare una piccola selezione, ispirata e selezionata per il tema centrale della mostra che è attualmente ospitata nelle sue sale, Sustainable Thinking. Ferragamo infatti fu uno dei pionieri dell’utilizzo di materiali poveri per realizzare capolavori di moda e artigianato. In particolare, negli anni ’40, quando la guerra imponeva una forzata ristrettezza nei materiali, Ferragamo brevetta una calzata particolarmente comoda e rimpiazza i tacchi alti con eccentriche piattaforme in sughero dozzinale ricoprendole di ritagli di camoscio colorato facendole diventare calzature esuberanti e mai viste che conquistano star del calibro di Carmen Miranda e Betty Gable. Oltre al sughero Ferragamo utilizzerà nel tempo altri materiali poveri come la rafia, la plastica, il filo di nylon e il legno. I risultati sono sorprendenti e straordinariamente contemporanei e, nonostante io conosca questa storia da tempo, vedere da vicino certi modelli è stata per me un’emozione fortissima! Uno dei miei modelli preferiti è un sandalo del 1939 con mascherina e cinturino alla caviglia in capretto dorato e argentato e l’inter-suola in sughero a tre strati ricoperti di bachelite e capretto. Il tacco trasparente di bachelite rende visibile le corde d’unione tra tacco e inter-suola! Un’opera d’arte iper contemporanea! Avete presente Carry Bradshaw che entra nella sua cabina armadio e gli angeli cominciano a cantare?!

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

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Cambiando sala la musica degli angeli forse si è calmata ma il museo non ha smesso di regalarmi piacevoli sorprese. Con Sustainable Thinking, in programma fino a marzo 2020, potrete immergervi nella sostenibilità declinata in tutti i suoi aspetti: in mostra, artisti, fashion designer, aziende produttrici di tessuti e di filati propongono una pluralità di spunti per una progettualità in grado di impiegare le nuove tecnologie senza subirle, declinare il locale con il globale, salvaguardare il nostro ecosistema. Ho potuto toccare con mano nuovi materiali progettati per impattare il meno possibile sul nostro mondo, ammirare tessuti e abiti realizzati con nuovi e vecchi concetti di moda sostenibile (dall’utilizzo dei materiali di scarto, ai processi produttivi ecologici, all’utilizzo estremo della tecnologia) ed infine riflettere davanti ad opere d’arte realizzate appositamente per darci degli spunti e farci fare delle domande.

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

Mi hanno colpito molto ad esempio gli stivali di Andrea Verdura realizzati in reti da pesca riciclate colorate a mano con pigmenti naturali, suola in gomma di riciclo mescolata con sugherite, soletto in sughero naturale e tacco in legno di cedro, ma anche abiti Ferragamo realizzati in tessuti ricavati dalla plastica delle bottiglie e da pellami riciclati, oppure l’abito di Tiziano Guardini realizzato in seta non violenta/vegana (prodotta senza uccidere i bachi), ed ancora l’abito modulare di Flavia La Rocca che permette di essere indossato in 30 combinazioni diverse.

Vintage Tour a Firenze vol. #5: Il museo Ferragamo tra storia della scarpa e sostenibilità

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Tantissime anche le opere d’arte che il tema della sostenibilità ha ispirato, come Acropora, il super abito realizzato da scarti di jeans Levi’s che narra la lenta morte della barriera corallina, utilizzando come parole i punti del ricamo dei jeans, o il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto realizzato con filati di recupero.

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Insomma, la ricchezza di stimoli e spunti vecchi e nuovi è stata forte, è stato bello vedere riunite tutte in un unico luogo tante realtà virtuose che andranno a comporre lo scenario che, si spera, tra qualche anno diventerà la norma. Un’immersione in profondità nelle mie passioni e in ciò in cui credo profondamente. Spero di avervi trasmesso un po’ del mio entusiasmo e anche un po’ di voglia di organizzare un tour alternativo di Firenze che non preveda solo Uffizi e Ponte Vecchio. Come sempre aspetto le vostre impressioni!

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SUSTAINABLE THINKING, Museo Ferragamo, fino all’8 marzo 2020.


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