Violet, the body finder

Creato il 08 novembre 2012 da Silviadaveri @SilviaDaveri

Entrai nello studio dentistico associato e una ragazza dal sedere grosso e lenti spesse, mai vista prima, mi indicò di accomodarmi nella sala d'aspetto.  Feci in tempo a tirare fuori il libro dalla borsa che riapparve.  - Violet, vieni - disse. La seguii lungo il corridoio fino all'ultima stanza, lei si fermò e guardò la porta.  - Prego. - Grazie - risposi mandando dietro l'orecchio un ricciolo ribelle.  Afferrai la maniglia, ma qualcuno, dall'altra parte, aveva fatto lo stesso e mi sentii strattonare in avanti, tanto che inciampai. Fu il ragazzo con la divisa azzurra sterile e la mascherina legata al collo a frenarmi; o meglio, fu il suo petto ad interrompere, come un muro, la mia caduta.  - Scusa -  bofonchiai mentre riprendevo le distanze.  Aveva capelli corti e ricci, castani, più lunghi nel ciuffo che gli incorniciava gli occhi color ghiaccio. Era nuovo anche lui. Detestavo andare dal dentista perchè era pieno di echi di dolore, flebili, non di morte come in ospedale, ma erano migliaia e pervadevano ogni stanza, e mi confondevano.  Il mio non era solo un dono ingombrante, era invalidante, almeno socialmente parlando. Non potevo sapere, come, dove o quando; le voci di morte e dolore mi arrivavano come frustate sulla schiena o schiaffi. Non potevo prevederle e non ero in grado di gestirle. Capitava che mi ritrovassi così, impalata come un'ebete davanti ad un uomo bellissimo.  - Violet, tutto bene? E' solo una pulizia dentale, non farà così male ... - disse. Riuscii solo ad annuire.  C'era una eco fortissimo in quella stanza, ora ne ero certa, e non capivo se provenisse dal trentenne che mi sorrideva compiaciuto e sicuro del suo fascino, o se era lontana nel tempo, legata alla struttura. Qualcuno morto costruendo il palazzo. 
Certo ero in allerta, alcune compagne di scuola, sparite nel nulla, le avevo ritrovate morte e dell'assassino non si sapeva niente, non ancora ... 
Furto da "La collezionista di Voci", ed. Mondadori, autrice Kimberly Derting.
Personaggio preso in prestito: la protagonista Violet. 
Come ho già detto questo spazio "Personaggi in prestito" non deve essere inteso come denigratorio delle opere da cui vengono presi in prestito i personaggi. E' un laboratorio di scrittura online, dove sperimento. Spesso leggendo un libro mi capita di pensare ad altre possibili situazioni in cui vedo muoversi i personaggi, alcune sono più forti di altre e le scrivo. 
Ho già detto nella recensione di questo libro che avrei preferito vedere una Violet narrata in prima persona, beh l'ho sperimentato. 
Buona lettura :) 
E voi l'avete letto? Cosa ne pensate del libro?

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