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Virginia Minor, la pioniera del movimento delle suffraggette americane.

Creato il 05 marzo 2019 da Luoghididonne
Virginia Louise Minor è stata un'attivista perseverante per il riconoscimento del diritto di voto alle donne fondando in assoluto la prima associazione femminile americana, esempio poi emulato negli altri paesi di tutto il mondo. Ha avviato campagne di informazione, petizioni, affrontato la Corte suprema Usa, incassato una sentenza pesante, insuccessi questi ribaltati progressivamente in molti stati prima del 1920. Tanto impegno votato alle cause civili oggi le è riconosciuto ufficialmente come una delle quarantaquattro personalità più eminenti dello stato del Missouri.

articolo di ©Patrizia Cordone marzo 2019 ©Luoghi di Donne, il blog di Patrizia Cordone. Diritti d'autore riservati.

Nata nel 1824 a Caroline County Virginia Minor si istruisce privatamente a casa come consuetudine comune delle donne della sua generazione e successivamente presso un'accademia femminile a Charlottesville. Nel 1843 sposatasi con Francis Minor, avvocato, assieme a lui si impegna molto con le attività di soccorso allo scoppio della guerra civile ed a St. Louis collabora alla fondazione della " Ladies Union Aid Society", fluita poi nella " Western Health Commission". Terminato il periodo bellico ed acquisita l'importanza del contributo femminile si convince della necessità del diritto di voto da estendere alle donne per una partecipazione più attiva nella società, peraltro considerato che gli schiavi afroamericani emancipati sono in procinto del riconoscimento di tale facoltà.

Per il raggiungimento di questo obbiettivo l'8 maggio 1867 lei assieme ad altre quattro donne fonda la " Suffrage Association" del Missouri, la prima organizzazione al mondo a favore del suffragio femminile ed a appena due anni dopo a New York la N.w.s.a., " National Woman Suffrage Association". Intanto nel 1869 all'orizzonte compare un'altra associazione l' A.w.s.a., " American Woman Suffrage Association" propugnante la causa del diritto al voto degli afro-americani maschi ed oppositori a quella per le donne. Sinteticamente detto due fronti si contrappongono a sostegno o meno del Quattordicesimo emendamento, poi ratificato il 3 febbraio 1870, alla Costituzione degli Stati Uniti, che proibisce ai governi federali e statali di negare a un cittadino il diritto di voto basato sulla "razza, colore o precedente condizione di servitù", una questione che attraversa gran parte del movimento suffragista delle donne statunitensi in quel periodo. Intanto nell'autunno 1869 si svolge il primo congresso della " Suffrage Association" del Missouri, dove Virginia Minor esordisce come pubblica oratrice con un discorso esortativo alle donne, affinché si affranchino dalla sottomissione della loro condizione inferiore, di cui si riporta un breve passaggio: " Credo che la Costituzione degli Stati Uniti mi dia ogni diritto e privilegio a cui ogni altro cittadino ha diritto; perché mentre la Costituzione attribuisce agli Stati il diritto di regolare il suffragio, in nessun luogo dà loro il potere di prevenirlo". Stigmatizza anche, che con la protezione dei diritti di cittadinanza maschile nera le donne si trovano collocate in una condizione di subalternità rispetto agli uomini di colore ed allo stesso livello degli indiani americani allora non ancora considerati cittadini a pieno titolo.

Assieme al marito avvocato redige una serie di opuscoli, con cui affermano che le donne hanno già il diritto di voto secondo la Costituzione degli Stati Uniti. Usando il linguaggio del Quattordicesimo Emendamento scrivono entrambi, che ai sensi del 14° Emendamento le donne sono cittadini degli Stati Uniti a tutti gli effetti ed il diritto al voto è una conseguenza ovvia come quella di esercitarlo praticamente. Rapidamente questi opuscoli vengono stampati, diffusi in tutto il paese almeno per diecimila copie e recapitati ad ogni deputato del Congresso americano.

Quindi tenta con una petizione il raggiungimento di questo obiettivo, cioè l'inclusione delle donne alla ratifica di quell'emendamento, che invece il legislatore non recepisce. Strenuamente convinta della giustezza delle proprie convinzioni Virginia Minor coglie l'importante occasione delle elezioni svolte il 15 ottobre 1872 presentandosi al seggio di St. Louis per votare. Ma Reese Happersett, presidente di seggio, la respinge, in quanto donna sposata e priva dei diritti civili indipendenti da suo marito, quindi lei, anzi proprio suo marito adisce alle vie legali. Purtroppo l'iter va avanti per tutti i gradi di giudizio fino al 1874 davanti alla Corte Suprema con un verdetto finale alquanto pesante: "la Costituzione degli Stati Uniti non conferisce il diritto di suffragio a nessuno" e lasciando ampia discrezionalità al potere legislativo dei singoli stati americani.

Nonostante ed anzi a maggio ragione di questo esito Virginia Minor persevera a favore del suffragio femminile impegnandosi con la sua associazione, di cui resterà presidente per molti anni, tanto nello stato del Missouri che altrove. Nel 1890 quando le due associazioni N.w.s.a ed A.w.s.a. si fondono nella N.a.w.s.a, National American Woman Suffrage Association si costituisce anche la filiale del Missouri, il cui incarico di presidente espleterà per due anni, dimettendosi per motivi di salute. L'impegno profuso comincia a maturare delle vittorie nei singoli stati: nel Wyoming nel 1890; nel Colorado nel 1893; nell' Idaho e nello Utah nel 1896; nello stato di Washington nel 1910; California nel 1911; Arizona, Oregon e Kansas nel 1912. Tutti questi stati sono i primi a riconoscere il diritto al suffragio femminile anzitempo la famosa ratifica del 19. emendamento nel 1920.

Ma Virginia Minor potrà gioire soltanto per qualcuno di questi grandi risultati conseguiti, infatti scompare nell'estate del 1894, non prima di avere stabilito con il suo testamento una parte di eredità a favore Susan B. Anthony, collega suffragetta "per le migliaia di dollari, che ha speso per le donne" ed a ciascuna delle sue nipoti a condizione che non si sposassero, se una di loro si fosse sposata, la sua parte sarebbe stata corrisposta all'altra rimasta nubile.

Dal 2013 Virginia Minor è riconosciuta come una delle quarantaquattro personalità più illustri onorate sia per i loro successi che per i loro contributi allo stato del Missouri ed il suo busto scolpito troneggia in mostra permanente tra il Senato e le Camere nel Missouri State Capitol a Jefferson City.

articolo di ©Patrizia Cordone marzo 2019 ©Luoghi di Donne, il blog di Patrizia Cordone. Diritti d'autore riservati.

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