Chiara ispirazione, tra gli altri, del film Fuga per la vittoria, la "partita della morte" è il racconto di una gara di calcio tra lo Start (selezione di giocatori sovietici) e una formazione nazista e del suo triste epilogo di fucilazione per alcuni dei giocatori della squadra vincitrice. Una vittoria senza fuga ambientata nell'occupazione ucraina e del modo in cui l'apparato stalinista riuscì prima a nasconderla, poi ad esaltarla, fino a riscriverla del tutto. La vera verità non solo cancella ogni ombra di eroica leggenda, ma insinua il tarlo del dubbio su ogni impresa storica che, raccontata di padre in figlio, ha rappresentato la nascita di una mitologia impossibile da valutare. Un libro imperdibile, quello sullo Spartak, decisamente interessante ma molto più "pesante" e meno necessario il secondo anche se Curletto ha la capacità di farsi apprezzare e, quindi, di farti attendere il terzo capitolo di una saga misteriosa per noi europei occidentali, amanti di calcio e democrazia. Una saga vera e triste, fatta di calciatori che furono davvero grandi eroi: quella del calcio politico dell'Unione Sovietica.
Chiara ispirazione, tra gli altri, del film Fuga per la vittoria, la "partita della morte" è il racconto di una gara di calcio tra lo Start (selezione di giocatori sovietici) e una formazione nazista e del suo triste epilogo di fucilazione per alcuni dei giocatori della squadra vincitrice. Una vittoria senza fuga ambientata nell'occupazione ucraina e del modo in cui l'apparato stalinista riuscì prima a nasconderla, poi ad esaltarla, fino a riscriverla del tutto. La vera verità non solo cancella ogni ombra di eroica leggenda, ma insinua il tarlo del dubbio su ogni impresa storica che, raccontata di padre in figlio, ha rappresentato la nascita di una mitologia impossibile da valutare. Un libro imperdibile, quello sullo Spartak, decisamente interessante ma molto più "pesante" e meno necessario il secondo anche se Curletto ha la capacità di farsi apprezzare e, quindi, di farti attendere il terzo capitolo di una saga misteriosa per noi europei occidentali, amanti di calcio e democrazia. Una saga vera e triste, fatta di calciatori che furono davvero grandi eroi: quella del calcio politico dell'Unione Sovietica.