Vivere, o lasciarsi vivere?

Creato il 07 maggio 2012 da Tnepd
L’importanza di essere “individui”?In un mondo di individui, non esisterebbero più le guerre.Le guerre ci sono, perché l’essere umano persegue una “forma mentis” parassitaria, che gli suggerisce che il suo equilibrio deriva da quanto dicono, pensano, e fanno, gli altri. E da quanto, di conseguenza, egli riesce ad avere il controllo, su quanto dicono, pensano, e fanno, gli altri.Le guerre ci sono, perché l’essere umano è ancora convinto che il proprio equilibrio dipenda da una prevaricazione dell’equilibrio di qualcun altro.Siete liberissimi di leggere queste mie parole come pura e inefficace teoria… Non sarete certo i primi. Se siete dei guerrafondai d’animo nella vostra vita quotidiana, nel vostro modo sommesso di trattare voi stessi e gli altri, poi,  probabilmente già a questo punto proverete repulsione per me e per le mie parole. Non mi interessa. Per me l’unico modo di trasformare la percezione della realtà cosiddetta “esterna”, è imparare a rapportarsi in maniera sana e autentica, con me stesso. Punto. La giusta azione nel mondo, zen o non-zen, è, altrimenti, una pura illusione.
Là fuori, si gira semplicemente un film. Un film, la cui trama, viene scritta od ogni istante dall’anima del singolo. E’ impossibile, modificare il film cercando di agire sul film stesso. Il buon Einstein affermò a ragione: “ Non si può modificare un problema, agendo dallo stesso livello che lo ha generato”. Quello che può cambiare il mondo, è unicamente un progressivo cambiamento nella percezione che l’essere umano coltiva di se stesso. Ovvero, un cambiamento di natura essenzialmente spirituale. Il resto, avverrà semplicemente di conseguenza…

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Ma se siete dei guerrafondai nella vita i tutti i giorni,  nei confronti di tutto quello che vi circonda, significa solamente che, interiormente, odiate voi stessi. Proiettate all’esterno, proiettate, proiettate; e contribuite alla creazione di quell’orrendo film, che constatiamo là fuori nel mondo. Ma il problema, resta, e non può essere altrimenti: il dramma, lo vivete con voi stessi. Ma siete troppo vigliacchi, e invidiosi, e nemici della luce,  per dedicarvi seriamente alla cura della vostra anima. Disse Vernon Howard, al riguardo: “La guarigione non avviene, perché è più facile ferire gli altri, che aiutare se stessi”. Aveva proprio ragione,. E lo stesso orrore va avanti da millenni. Contro questa visione non ideologica del male, nessun credo o manifesto,  può rassicurarvi fino in fondo. Se siete dei guerrafondai nell’anima, potete solo soffocare la voce interiore che vi parla di autenticità: “Fatti gli affaracci tuoi! Prenditi cura del tuo sentiero. Pulisci il tuo tempio interiore. ricerca senza posa, la ragione del tuo essere vivo; e unico, irripetibile!”.  Questa voce, e l’angoscia genuina che ne è la conseguenza naturale, può certo finire soffocata. Da farmaci, quietivi consumistici della coscienza. Menzogne mediatiche. Credi ideologici e schemi di vita. Ma di fatto,qualsiasi sia il vostro atteggiamento nei suoi confronti, è, e resta, il vostro migliore e più fidato, amico.Non mi interessa, se siete a capo di una multinazionale psicopatica, di un  governo federale che vuole conquistare il mondo; oppure, se siete sono cronicamente violenti con il dipendente sul lavoro, il marito o la moglie, i figli. O contro chiunque vi venga a proporre una visione più spirituale, pacifica e vasta, della vostra esistenza. O se vi da gusto prendere a calci un gatto, quando nessuno vi vede. Per me, se siete guerrafondai nell’anima, non è questione di “dimensioni”. E’ questione di sostanza.E’ questione,  di rendersi conto che ogni problema del mondo, nasce nell’animo dell’essere umano. E QUINDI, si manifesta nella realtà esterna e materiale, sotto forma di DESTINO. Tutto, veramente tutto, è una questione di percezione della realtà.Ma l’ho già detto, liberissimi di non crederci. Liberissimi, di credere che una croce sul nome di un candidato che non si è minimamente liberi di selezionare, sia sinonimo di “democrazia”. Che ripetere a-criticamente le balle dei giornalisti, sia sinonimo di “possedere uno spirito critico”. Liberissimi di farvi prescrivere cosa significhi per voi la parola spiritualità, da una gerarchia e da un libro. Di farvi “spiegare” l’economia, da un burocrate dei leviatani bancari.  Liberissimi di farvi prescrivere usi e costumi, di pensiero e condotta di vita, da programmi televisivi e immorali esperti da rivista. Liberissimi, in poche parole, di FARVI VIVERE LA VOSTRA VITA, DA QUALCUN ALTRO.E di credere, naturalmente, che Illuminati, burattinai, dittatori di turno, siano la matrice di ogni problema reale, là fuori; e non, una semplice espressione di un enorme disagio, che si è resa manifesta, a causa di una millenaria “vacanza da se stesso”, che si è preso l’essere umano.  Di blog, articoli, riviste, libri, programmi, politici, economisti, storici, e chi più ne ha, più ne metta,  che seguano la corrente, o che nuotino contro corrente,  ma ugualmente pronti a persuadervi che il destino dell’umanità si gioca là fuori, nel mondo “materiale”, c’è del resto pieno il mondo. Accomodatevi pure, se desiderate risposte che non vi responsabilizzino personalmente, che non vi chiamino continuamente a una scelta per l’autenticità e il CORAGGIO. Qui si parla di spirito. E lo spirito, è la più REALE, delle realtà.Qui, in questo luogo spirituale, siamo abbastanza folli da osare lavorare su noi stessi. “Puntare dita” e basta, sanno farlo tutti….Per quanti hanno perciò proseguito la lettura…..L’individualità è come dire l’ “anima”;e l’anima, non è il possesso alla nascita che vorrebbero farci credere; bensì una crisalide che diventa INFINE farfalla; un fiore che si schiude A UN CERTO PUNTO da un seme. Il risultato di un cammino spirituale personale, lungo, faticoso, ricco di scelte, e disseminato di pericoli.Il seme diventa allora, un bel giorno, fiore, e l’uomo diviene genuino strumento di auto-espressione. La sua essenza imperitura metafisica, si manifesta nella realtà olografica dando un contributo creativo all’affermazione del BENE, contro le tenebre dell’ignoranza. E’ in quel momento, non prima, che il fiore diventa frutto. E’ da quel momento, in altre parole che il rapporto sano e ed equilibrato con gli altri, con tutti gli altri, può essere instaurato. E’ da quel momento, nel quale l’uomo che ha capito che null’altro che il proprio perseguimento può “donargli” senso personale e imperituro, che il dono gratuito verso gli altri, può farsi frutto. E nutrire.L’individualità si afferma per via apofantica. Sarebbe a dire, per via di differenza. Di differenze specifiche. Più un essere umano conosce quello che non è, più impara a intuire la propria specifica “costituzione essenziale”.  L’uomo è fatto a strati, come le cipolle; e si conosce principalmente a furia di “Io non sono questo”, “Io non sono ques’altro”. Difficile, non trovate, questo percorso dello spirito, in una realtà in cui la meditazione solitaria terrorizza, e la presa salda sul proprio essere cede ogni giorno il passo alla ricerca del CONSENSO, da parte degli altri.Tutti si riempiono la bocca della parola “libertà”. I politici, che dovrebbero vergognarsi più di chiunque altro, ma coerentemente con la mancanza di un’anima, non lo fanno. E tutti quelli, che sono pure una discreta maggioranza, che confondono comodamente la “libertà di”, con la “libertà da”.In verità, per quanto il mio essere in divenire mi permetta, fino a questo punto, di giudicare, la maggior parte delle persone persegue unicamente e propriamente la libertà proprio DALLA LIBERTA’ stessa.Micro-cosmo e Macro-cosmo, con buona pace dei puntatori di dita, sono un’unica realtà. Per come possiamo percepirla per via di dualismi, si tratta di due dinamiche energetico-vibrazionali in costante interazione tra loro, che formano e sostengono, ad ogni istante, il nostro senso della REALTA’.In ogni caso, trattare l’essere umano e l’universo, seguendo i paraocchi relazionali soggetto-oggetto, o qualunque altra strada conduca a trattarli come fenomeni od oggetti distinti, è pura follia ( per quanto, piuttosto diffusa e persistente. Ma la maggior parte della idiozie di questo mondo, hanno del resto la pessima abitudine di essere persistenti… ).La maggior parte delle persone, vuole esattamente la libertà dalla libertà. La libertà, dalla libertà di voler sapere; dalla libertà, di voler conoscere; dalla libertà, di voler “essere”. L’auto-determinazione, implica coraggio. Forse, anche una punta di spirito di sacrificio.  Non a caso, si parla del “Coraggio, di essere se stessi”.Neppure il più sordido manipolatore di folle, oserebbe in cuor suo, chiamare questo strano fenomeno di irriducibilità del singolo a una categoria: “La viltà, di essere se stessi”.  Ci vuole coraggio, e fiducia in se stessi. E fede, in un senso spirituale del disegno che vanno disegnando, a furia di scelte, i nostri passi. Non mi interessa che nome diate voi, a questa fede. Per me, potete chiamarla Se superiore, Dio, Creatore, Coscienza Infinita, Pippo, Gundam, Vultus V….o come più vi piace. Potete anche, e forse è una scelta saggia, non dare affatto un nome. Solo, vi suggerisco, non rinchiudete questa sensazione del “meglio di voi”, in uno schema; non vincolatela ad un dogma, se volete continuare ad apprendere, da voi stessi e dal mondo….E comunque, resta che avere fede, in se stessi come in qualcosa di trascendente, richiede coraggio.E il coraggio, non è da tutti.Niente di cui stupirsi, dunque, se in risposta al richiamo di troppi poppanti spirituali, incalzi un Nuovo Ordine Mondiale, politico, economico, religioso; con le sue regole, le prescrizioni e condotte universalmente e “roboticamente valide” per tutti.Un Ordine prescrittivo, puramente esteriore al singolo e alla collettività, in risposta a una condizione di totale disordine INTERIORE, dell’animo dell’uomo….Se non fosse qualcosa di così grave, verrebbe da mettersi a ridere, per una situazione tanto grottesca. MA forse possiamo percepirla in maniera un po’ più indulgente: dopotutto, dal punto di vista spirituale, siamo davvero, come umanità, molto molto giovani.Il “fuori” è lo “specchio” del dentro. Vale questo principio, come l’inverso. Per come possiamo percepire e tradurre per via di dualismi, la vita è una partita a scacchi, che si gioca ad ogni istante, dentro come fuori di noi. Niente è deciso. Niente è ineluttabile. A meno che noi non CREDIAMO che lo sia. A meno che noi non svendiamo ( come finora è del resto accaduto ), il nostro prezioso assenso interiore, ai persuasori occulti. Quando mai si è sentito, che la nostra civiltà abbia preso in considerazione, di mettere un po’ di ordine, dentro se stessa?Che posto occupa, tra le priorità giornaliere dell’individuo, la pulizia del proprio tempio interiore?Macchè, macchè!!! Tutti vogliono l’ordine là fuori; la giustizia là fuori; l’equità là fuori; la PACE (somma bestemmia ) unicamente là fuori………Ma chi è, che da per primo il buon esempio, diventando lo specchio fedele di come vuole il mondo, signori miei?Conosci te stessoUn abbraccio controcorrente

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