Oggetto narrativo, inchiesta, romanzo forse, narrazione comunque imprescindibile di territori devastati dove vite energie e luoghi si trasfigurano in oggetti di mercimonio malvagio, Vivere senza slot si palesa come report necessario e fondamentale, scritto dalla frontiera di una guerra silenziosa e tragica, come silenziose e tragiche sanno essere solo quelle guerre agli umani condotte da interessi così intrisi di danaro al punto da sapersi trasformare in bisogno primario da parte di universi dopaminizzanti cha sanno sapientemente trasformare il bisogno nascosto in necessità assoluta, in sostanza phildickiana che assurge a elemento insostituibile di anime ormai prigioniere di un nulla che ha come traguardo finale la destrutturazione di una collettività a uso e consumo di interessi malavitosi. La frontiera acida e sanguinante che è stata quella dei Bolaňo, dei González Rodriguez e dei Diego Enrique Osorno è arrivata tra noi, annunciata dal semplice baluginio delle luci di una slot assisa nel buio.
Un libro.
Vivere senza slot. Storie sul gioco d’azzardo tra ossessione e resistenza, Collettivo Senza Slot (nuova dimensione).