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Volevamo essere Jo

Creato il 07 aprile 2016 da Fedetronconi

Volevamo essere Jo

Vi ho parlato di parole, parole chiave che il romanzo e Jo in particolare  hanno 

offerto alla mia formazione: solidarietà, bellezza, responsabilità. Ce ne sono altre, passione per esempio,

libertà e condivisione. Quest’ultima parola è importante  perché io ho condiviso Piccole Donne e Jo con altre bambine 

diventate poi ragazze e poi donne“.

Genova, Natale 1976. Mentre la neve, come un dono inaspettato, si posa leggera sul mare, quattro amiche – Giovanna, Lara, Silvia e Carla – ricevono dalle mamme il regalo più bello: il romanzo Piccole donne. Subito il loro gioco preferito diventa mettere in scena la storia intramontabile delle sorelle March. Nell’intimo ognuna di loro si riconosce un’affinità con una tra le sorelle, ma tutte, davanti al magico baule dei travestimenti, vogliono trasformarsi in Jo: Jo la generosa, Jo la ribelle, Jo che sfida le regole per rincorrere i suoi sogni. Perché anche le quattro amiche, in quegli anni incandescenti in cui il mondo sta cambiando volto, vogliono tutto: l’amore, una famiglia, e un lavoro in cui esprimere le proprie passioni. Anni più tardi, Giovanna e Lara, le più legate nel gruppo anche se poi separate dalla vita, si ritrovano a un convegno dedicato alle grandi protagoniste della letteratura. Entrambe hanno custodito nel cuore Jo March e il ricordo degli anni luminosi e appassionati dell’infanzia. È l’occasione per riunirsi tutte e quattro: le Piccole donne di un tempo decidono di trascorrere un weekend in campagna, nella casa-famiglia creata da Carla, e davanti al caminetto acceso si raccontano, ritrovano l’antica confidenza, discutono e giocano a rievocare quel passato in cui tutto sembrava possibile… Fino a quando la fuga di un ragazzino dalla casa-famiglia le costringerà a fare davvero i conti con se stesse, a chiedersi cosa ne è stato dei loro sogni. E mentre una terribile alluvione colpisce la città, le bambine diventate donne, ancora una volta incantate dalla magia sprigionata dal loro libro prediletto, trovano il coraggio di ricominciare. Emilia Marasco, con una scrittura lieve e calda come una carezza, capace di soffermarsi sui passaggi in cui le certezze che ci sostengono si incrinano e la vita prende direzioni impensate, ci consegna l’indimenticabile storia di quattro donne che volevano essere Jo March e che, nel desiderio inesausto di cercare se stesse, sono anche il nostro specchio.

Spesso quando parlo di Piccole donne mi chiedo come mai mi sia piaciuto così tanto da rimanermi dentro. Emilia Marasco ha risposto con un romanzo alla mia domanda. E’ riuscita ad identificare i passaggi più significativi, a dare nuova luce a Jo, a trarre i tratti fondamentali del celebre classico. E una volta fatto questo l’ha riproposto tramite le vite delle protagoniste. Piccole Donne è un classico amato perché parla in modo semplice ma molto profondo di amore, libertà, generosità e ribellione. Elementi molto sentiti dalle donne. Elementi che grazie alla trasposizione teatrale nel romanzo della Marasco tornano in modo chiaro ed energico. Jo, una ragazza con tanti pregi e tanti difetti ma che ha attuato una rivoluzione perché è il risultato di un modello educativo. Volevamo essere Jo  riesce a far tornare tutta la potenza del classico di Louisa May Alcott  nel teatro e nell’immaginazione di riportare in vita le sorelle March, e che trova il suo culmine in una bellissima lettera scritta dalla protagonista direttamente a Jo in cui si confida a cuore aperto sulla sua vita e del perché è così facile, per noi ragazze e donne, immedesimarci in Jo e quanto significa per noi. Un romanzo delicato e toccante. Emozioni che tramite la lettura prendono di nuovo corpo e forma.

Emilia Marasco è nata a Genova, dove vive e lavora. È docente di Storia dell’arte e di Scrittura creativa all’Accademia Ligustica di Belle Arti. Oltre a scrivere per il teatro, ha fondato e dirige la scuola di scrittura creativa Officina Letteraria. Ha pubblicato i romanzi La memoria impossibileLa distanza necessaria e Verso Sud. Per Mondadori, nel 2011, è uscito Famiglia: femminile plurale.

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