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"VOLLMOND" di Pina Bausch, in scena al Piccolo Teatro dal 10 al 13 febbraio

Creato il 30 gennaio 2011 da Valed @valentinadoati

  La danza di Pina Bausch torna in Italia con lo spettacolo Vollmond (Luna piena) presentato dalla compagnia Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.  Lo spettacolo, che ha debuttato nel 2006 a Wuppertal, dopo il successo della tournée parigina nel 2007, arriva in Italia. E’ il ritorno nel nostro Paese del Tanztheater Wuppertal dopo più di vent’anni da Palermo Palermo, omaggio al capoluogo siciliano presentato nel 1989. Vollmond è la pièce del trionfo dell’acqua. Sul palco inondato di acqua vera che cade dall’alto come fosse pioggia, viene ricreata una vasca in cui l’acqua raccolta diventa fiume da attraversare a nuoto, con una barchetta di plastica, sguazzandoci con i piedi o perlustrandola in superficie. L’acqua sarà l’elemento con cui si scatena tra i danzatori la battaglia, compiuta a colpi di secchiate, che costituisce tanto un atto liberatorio quanto un gioco infantile. Vollmond rappresenta il mondo della coppia, l’universo affettivo tra i due sessi fatto di rituali amorosi, piccole violenze quotidiane, abbracci concessi o rifiutati; la Bausch riesce a esprimere la ricerca dell’amore dell’altro, il bisogno di essere riconosciuti e accettati, la necessità di stabilire un contatto che possa rimanere, che si possa trattenere, al contrario dell’acqua che scorre e scivola via. E’ un ritratto riuscito della nostra epoca recente, con quel ribaltamento di ruoli oggetto di molte discussioni: infatti gli uomini sono presentati come creature fragili e ansiose, mentre le donne hanno la grinta e l’aggressività delle dominatrici. Una biografa della Bausch, Leonetta Bentivoglio, ha scritto che attraverso i suoi spettacoli “emerge uno dei più importanti autoritratti dell’umanità di fine secolo”. La sua ricerca ruota intorno al tema della critica ai ritmi e ai valori della società moderna e consumistica, del contrasto tra uomo e società. La visione del mondo che ci offre la coreografa è molto personale e intima, basata sull’espressione diretta delle proprie personali interpretazioni e sentimenti. “Io cerco di parlare della vita, delle persone, di noi, delle cose che ci muovono…Cerco semplicemente una forma per esprimere quello che sento”. Suo celebre ammiratore fu Fellini, che nel 1982 l’aveva voluta nel suo film E la nave va, nei panni di una principessa non vedente. Di lei disse: "Una monaca col gelato, una santa coi pattini a rotelle, un volto da regina in esilio, da fondatrice di un ordine religioso, da giudice di un tribunale matafisico, che all'improvviso ti strizza l'occhio".
Lo spettacolo è da tempo tutto esaurito. I fortunati che saranno in sala nelle quattro recite in programma potranno dire "io c'ero!".

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