Magazine Diario personale

Wabi-sabi

Da Chiara Lorenzetti

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Wabi-sabi è la visione estetica del mondo giapponese; deriva dalla fusione di wabi -solitudine, tristezza, malinconia- e sabi -freddo, povero-. Negli anni il concetto si è evoluto ed è passato da una connotazione negativa di triste solitudine, a un concetto positivo di bellezza imperfetta.

La visione wabi-sabi racconta la caducità, l’impermanenza, l’imperfezione degli oggetti: se un’opera d’arte o un’espressione artistica o un momento della natura riescono a suscitare in noi sentimenti di profonda commozione e serena malinconia, allora hanno raggiunto la perfezione del wabi-sabi, una bellezza triste e malinconica, racchiusa in sè.

Lo stile è rustico, corrispondente alla semplicità della natura, una freschezza e linearità che si ripercuote in ogni sensazione. Non c’è ricercatezza né perfezione, quanto accettazione dell’unicità e dei difetti, senza alterazione o nascondimento. Fare propria la visione wabi-sabi comporta una serenità interiore, l’accettazione del sé e dell’altro, l’invisibile manifesto in ogni cosa.


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