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War Games statunitense: una guerra contro l’Iran avrebbe conseguenze catastrofiche per la regione

Creato il 20 marzo 2012 da Worldobserver @W_ObserverNews

War Games statunitense: una guerra contro l’Iran avrebbe conseguenze catastrofiche per la regione

Pubblicato da Lello Stelletti il 20 marzo 2012 · Lascia un commento 

Federico Artizzu, collaboratore di IBTimes-Italia, ha scritto un pezzo riprendendo un articolo del New York Times sugli sviluppi e gli scenari futuri di un eventuale conflitto armato contro l’Iran.

Puoi leggere questo articolo anche su IBTimes-Italia.

War Games statunitense: una guerra contro l’Iran avrebbe conseguenze catastrofiche per la regione

Continua la campagna del New York Times che sembra aver sposato in pieno la cautela dell’Amministrazione Obama nei confronti di un possibile conflitto armato contro l’Iran. Oggi in prima pagina sul giornale statunitense compare il resoconto di una simulazione di guerra di un potenziale scontro militare con la Repubblica Islamica dell’Iran. Il War Game, nome in codice “Internal Look” sembrerebbe aver acuito i timori dei migliori strateghi militari statunitensi e potrà essere usato come ulteriore argomentazione per evitare a tutti i costi un coinvolgimento armato americano nel crescente confronto con l’Iran.

Il New York Times ha riferito che i risultati della simulazione hanno preoccupato particolarmente il Generale, James N. Mattis che comanda le forze armate di Washington in Medio Oriente, nel Golfo Persico ed in Asia sud-occidentale. Egli sarebbe stato allarmato dal fatto che un possibile attacco israeliano diretto contro le strutture nucleari dell’Iran potrebbe avere conseguenze disastrose per la Regione e per le forze statunitensi dislocate in Medio Oriente.

Secondo il rapporto, la simulazione della durata di due settimane, ha visto gli Stati Uniti trascinati in guerra dopo che gli iraniani hanno colpito con dei missili una nave da guerra americana nel Golfo Persico, uccidendo circa 200 uomini, in rappresaglia ad un blitz israeliano avvenuto poche ore prima. Gli USA hanno poi lanciato missili contro gli impianti nucleari iraniani completando l’opera iniziata dalle forze aeree d’Israele.

L’attacco iniziale di Tel Aviv e quello successivo di Washington sono però riusciti soltanto a ritardare il programma nucleare di Teheran di due/tre anni, un risultato questo che però sarebbe potuto essere anche più soddisfacente. Il report sottolinea con forza le conseguenze imprevedibili di un possibile attacco militare contro l’Iran per via della difficoltà di prevedere la reazione iraniana di rappresaglia. Alla luce del dibattito pubblico negli Stati Uniti che vede sempre più l’Iran al centro delle discussioni nei talk show e nelle tribune di approfondimento, il report del New York Times sembra prefiggersi l’obiettivo di spezzare una lancia a favore dell’attuale Amministrazione della Casa Bianca che appare restia ad utilizzare l’opzione militare per risolvere la crisi iraniana.

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