Magazine Media e Comunicazione

Webstar, instagrammers e influencers: quando si smette di avere qualcosa da dire

Creato il 03 ottobre 2017 da Signorponza @signorponza

Casa Surace, Selvaggia Lucarelli, Gnambox, Il Signor Distruggere, Elenoire Ferruzzi, Commenti Memorabili ma anche The Show, Sarinski, The Jackall o Trash Italiano. Sono solo alcuni degli ormai tantissimi nomi che riempiono le nostre pagine social. Webstar, instagrammers, influencers e tutte queste strane definizioni che non sappiamo esattamente cosa vogliano dire. In pratica, pagine e profili social molto famosi.

Idee e concept nuovi, personalità carismatiche o modi di comunicare che arrivano alla gente. Il loro fenomeno inizia solitamente da una pagina social con una nuova idea o un argomento trattato in maniera ironica e divertente tanto da fare il botto. Un post virale dopo l'altro e sempre più followers che fanno di una profilo nato tanto per, un fenomeno del web.

I nomi che ho fatto, tanti dei quali seguo personalmente e anche con interesse, sono tutti nel loro genere diversi e non nascondo che dietro queste pagine spesso si nasconde anche tanto impegno e lavoro. E video o post di qualità. Inutile stare a fare i rosiconi: se hanno così tanta risonanza, un merito ce l'avranno. La mia quindi vuole essere una semplice riflessione generale dato che per ognuno di questi nomi si potrebbe fare un discorso a parte.

Webstar, instagrammers e influencers: quando si smette di avere qualcosa da dire

Cosa accade però quando iniziano ad aumentare i followers, i like, le reaction "Ahahah" e i post? Fondamentalmente perdono di appeal. Come in un mondo popolato da fan dell'indie e ad ogni nuova webstar il commento è: "li preferivo quando ai loro concerti eravamo in 4".

Lasciamo perdere che a volte sono loro stessi, con delle uscite infelici, la causa del nostro senso di nausea. Spesso tronfi del loro poter cavalcare l'onda del successo. Onda che nelle tempistiche del web 2.0 di certo non è un kilometrico tsunami ma piuttosto un timido cavallone: passa e subito va via, mentre gli altri rimangono impegnati in quello che hanno sempre continuato a fare. In poche parole, ok i followers, ok i post giusti ma alla fine non si è che alcuni dei tantissimi "creator attivi" del web.

Facevo una considerazione su come questa sorta di realzione più followers = più contenuti = ancora più followers in realtà porti a snatutare completamente l'originalità e la godibilità di quel tipo di contenuto che inizialmente ti aveva portato a distinguerti. Quasi in una sorta di loop, ogni post che si sussegue al precedente a un ritmo sempre più incalzante, dettato dall'asticella degli insights, è in realtà uguale a se stesso e non aggiunge niente. Nello stile, nel contenuto, nell'intrattenimento, rischiando di diventare l'imitazione di se stessi. Questa regola non vale certo per tutti, ma per molti.

Per non parlare di quel grande dramma che sono le collaborazioni (come diremmo politically correct), o le markette: quando un profilo è totalmente sottomesso al grande impero dei brand, per cui ogni contenuto deve girare intorno al product placement. Certo, nessuno è fesso, le collaborazioni portano soldi e in fondo it's all about money. E tante volte i soldi portano ad un miglioramento dei contenuti stessi. Ma rimane il fatto che bisogna continuare ad avere qualcosa da dire che sia qualcosa in più rispetto alla marca di orologio che indossate.

Webstar, instagrammers e influencers: quando si smette di avere qualcosa da dire

La mia domanda non è tanto sul perché si aumenti la produzione di post quando questi hanno più successo. È ovvio che si voglia alimentare il pubblico che ti segue, così come si vogliano alimentare le visite al proprio "mulino". Tutti, o almeno tutti quelli che ne usano uno, vorremmo che da un social arrivasse la nostra fonte di guadagno. La mia domanda è più sul perché ci si ostini a dire, condividere, fotografare, postare quando in realtà non si ha davvero più nulla di interessante da dire. Perché il più delle volte mi viene da pensare che quel guizzo stilistico che ha contraddistinto una webstar sia stato più un caso fortuito che un genio artistico, visto che alla fine diventa il loro stesso limite.

Non sono e non voglio essere contro gli influencers tout-court. Pur essendo un termine piuttosto stupido, dato che implica che qualcuno detti per noi le regole del web. Quale sia il giusto modo di fare l'influencer non spetta neanche a me deciderlo, dato che sì, in questi casi è il pubblico che decide. Il pubblico del web, in questi casi, mi viene però da dividerlo grossolanamente in due categorie: chi dei social ne usufruisce passivamente, il pubblico su cui questi maggiormente attecchiscono e chi il web lo utilizza attivamente e fondamentalmente sono i detrattori principali delle webstar al loro punto massimo, le quali in fondo non fanno altro che battere il chiodo su qualcosa a cui il web è già abbondantemente abituato, per non dire saturo.22

Perché di modi per avere successo sul web se ne trovano tanti, alcuni più e alcuni meno meritati, ma a quel punto entra in gioco l'autenticità che è quella che dovrebbe contraddistinguere una webstar, un influencer. Ovvero, o hai uno stile tutto tuo, un livello di qualità tutto tuo, qualcosa che davvero ti contraddistingue e continui a saperti contraddistinguere (perché sul web le one hit wonder si consumano ancora più velocemente che nella vita reale) oppure finisci per essere in breve autoreferenziale e non puoi che lasciarti andare al solo successo tra i "passivi del web", che presto troveranno qualcun altro che darà loro la possibilità di pubblicare uno screenshot simpatico e regalargli i loro 15 minuti secondi di popolarità.

Abbiamo davvero bisogno dell'ennesima storia a puntate delle pancine, del trentesimo meme sulle spunte blu di WhatsApp della settimana o dello shit storming al commentatore balordo del giorno?

Ok, i like, i followers, i guadagni. A volte mi sembra solo un grande spreco di creatività.

Se invece non vuoi perdere tutti gli aggiornamenti del nostro blog che ha sempre tante cose da dire, seguici anche sul canale Telegram del Signorponza Blog!
Webstar, instagrammers e influencers: quando si smette di avere qualcosa da dire Webstar, instagrammers e influencers: quando si smette di avere qualcosa da dire

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :