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~ "What Shall we Have for Dinner ?" ~ Catherine Hogart, the forgotten wife of Charles Dickens's book.

Creato il 09 marzo 2017 da Daniela @Mylittloldworld

CATHERINE THOMPSON DICKENS, NEE' HOGART ...

E' questa una figura lasciata in ombra dalla storia, forse perché parzialmente oscurata dal genio letterario del marito, il celebre e già celebrato in epoca vittoriana, Charles Dickens, forse di conseguenza alla cattiva propaganda che di lei lui stesso ne fece, tacciandola di incompetenza come donna di casa, additandola come pessima madre, come donna spesso vittima di episodi depressivi, come colei che fu responsabile della nascita dei loro dieci figli, visti come motivo del loro dissesto finanziario, una donna con la quale non si poteva convivere - ed infatti Dickens abbandonò il tetto coniugale dopo 22 anni di matrimonio per condurre una vita più ... libera da cliché, perlomeno da quelli imposti dall'etica del tempo.

Ma chi era in realtà Catherine Thomson Hogart, la fanciulla che a soli 19 anni convolò a nozze con l'allora ventiquattrenne scribacchino di umili origini in cerca di fortuna (e di denaro) ?

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Nata ad Edimburgo nel 1815, Catherine giunse con la famiglia in Inghilterra nel 1824.Ella era la figlia primogenita di George Hogarth (gli Hogarth ebbero 10 figli ), giornalista per l'Edinburgh Courant, successivamente scrittore e critico musicale per il Morning Chronicle presso cui il giovane Dickens lavorava pubblicando occasionalmente articoli ed in seguito editore dell'Evening Chronicle. Si fidanzarono nel 1835 e si sposarono il 2 aprile 1836 a Chelsea e dopo aver trascorso la luna di miele a Chalk, nei pressi di Chatham, nel Kent, misero su casa nel quartiere di Bloomsbury, al n.48 di Doughty Street, 






dove diedero velocemente vita ad una numerosa famiglia: in casa Dickens nacque circa un figlio ogni anno e mezzo, ovvero 10 figli dal 1837 al 1852.
La sorella minore di Catherine, Mary, giunse a far parte della famiglia in qualità di supporto data la grande mole di lavoro che le spettava - i primi tre figli nacquero ciascuno ad un anno di distanza l'uno dall'altro - e non era inusuale che al tempo le sorelle ancora da maritare lasciassero la casa di famiglia per unirsi alle sorelle appena sposate per essere loro di aiuto nella conduzione della nuova casa e famiglia. Dickens si affezionò molto alla giovane Mary, e lei morì tra le sue braccia, forse per infarto, dopo una breve malattia nel 1837, toccandolo al punto da ispirarlo per la creazione di alcuni personaggi dei suoi romanzi, ovvero la sua morte la potete trovare compiutamente romanzata nella morte della piccola Nell in The Old Curiosity Shop (1841).

Ma guardando a Catherine più da vicino, le cronache del tempo ce la descrivono come una capace autrice, un'abile attrice e soprattutto una cuoca eccezionale, tutti talenti questi eclissati dal suo matrimonio, un'unione che aveva tutti i presupposti per essere sia molto felice che disperatamente triste: le numerose gravidanze, gli aborti - almeno due - le difficoltà economiche che conseguirono condussero la coppia, dapprincipio ben assortita in amore, capace di gioire del tempo trascorso durante le feste e le vacanze insieme, ad una coppia impossibilitata a vivere sotto il medesimo tetto.
Nel giugno del 1858 Charles e Catherine Dickens si separarono legalmente e da allora la reputazione di quest'ultima divenne oscillante tra quella di una sorta di martire e quella di un insopportabile demonio.

Dickens' Dream by Robert William Buss (1870) 
E' difficile credere a tutto questo se si pensa che quando si incontrarono Catherine divenne per Charles qualcosa come un idolo: egli proveniva da un mondo ben diverso, la sua infanzia era stata segnata dalla povertà e dalla minaccia del carcere per debiti, mentre ella proveniva da una serena famiglia medio borghese, cosa che fece intravvedere in lei una moglie ed una madre che avrebbe dato ai propri figli stabilità e la certezza di una casa spensierata e felice ... Catherine era divenuta la sua donna ideale.
Il successo che velocemente raggiunse Dickens, il quale passò da semplice giornalista a romanziere le cui opere erano lette dalla stessa Regina Victoria, mutarono completamente il suo carattere ed il suo modo di vivere, i suoi pensieri e le sue convinzioni addirittura avevano cominciato ad influenzare le opinioni politiche del paese... la sua famiglia gli stava per certo stretta.
Dettaglio da una delle numerose versioni del dipinto Portrait of Charles Dickens 
by William Powell Frith, 1859.

Dopo la separazione la corrispondenza tra Dickens e Catherine fu davvero di poco conto, anche se va ricordato che ella rimase per sempre fedele al marito e alla sua memoria fino alla morte avvenuta nel 1879 dovuta ad un male incurabile. 
Nel 1851 ella, sotto lo pseudonimo di Lady Maria Clutterbuck aveva dato alle stampe quello che possiamo definire un libro per giovani mogli, più che un libro di cucina

© Charles Dickens Museum



- e al tempo era la questa la pubblicazione che andava per la maggiore - del tutto particolare, poiché non solo suggeriva compiti domestici e ricette interessanti, ma proponeva BILLS OF FARE, ossia menus per banchetti che giungevano a comprendere fino a venti commensali, 

© Charles Dickens Museum



le quantità e le porzioni per i quali non era per certo facile da calcolare, era richiesta una certa abilità e competenza in materia; in sostanza, Catherine Dickens, con il suo testo, si qualifica come la prima Mrs.Beeton della storia, un decennio e mezzo prima che la vera Mrs.Beeton pubblichi il suo ormai iconico libro per la casa e la cucina.
Nella prima edizione esso contiene una introduzione di Charles Dickens, cosa che indusse molti critici del tempo a ritenere che egli al fine ne fosse il vero autore, e riscosse un tale successo che vide ben cinque riedizioni, ma per più di un secolo alla povera Kate rimase associata l'immagine della moglie ottusa e trasandata di Charles Dickens, anche questo era stato adombrato dall'imponente, e forse anche ingombrante, genio del marito il quale spesso giungeva alla ribalta delle cronache per le relazioni che allacciava !



Le ricette che Catherine suggerisce sono contenute nell'appendice che occupa circa una trentina di pagine e numerose sono quelle a base di formaggio o guarnite con formaggio fuso, poiché il suo Charles ne era davvero ghiotto.
WHAT SHALL WE HAVE FOR DINNER ? SATISFACTORILY ANSWERED BY NUMEROUS BILLS OF FARE FOR FROM TWO TO EIGHTEEN PERSONS, questo il titolo completo del libro che, se vi appassiona l'argomento, vi consiglio di leggere, lo trovate on-line nell'edizione del 1852 QUI.

Anche oggi il nostro tempo insieme è giunto al termine, vi ringrazio come sempre, anzi, sempre più per quanto mi donate e spero che la lettura di oggi abbia suscitato il vostro interesse !A presto 💕

BIBLIOGRAFIA:
Lillian Nayder, The Other Dickens: A Life of Catherine Hogarth, Cornell University Press. 2010;

WHAT SHALL WE HAVE FOR DINNER ? By lady Maria Clutterbuck, LONDON, Bradbury & Evans, 1852. 


CATHERINE THOMPSON DICKENS, NEE' HOGART ...
- picture 1 - Catherine Hogart Dicken's kitchen at 48 Doughty Street This is a figure left in the shadows  by History, perhaps because partially obscured by the literary genius of her husband, the renowned and already celebrated in the Victorian era, Charles Dickens, perhaps as a consequence to the bad propaganda that he made of her, accusing her of incompetence as a housewife, considering her a bad mother, a woman often victim of depressive episodes, the one who was responsible for the birth of their ten children, seen as the reason for their financial difficulties, a woman with whom none could live with - and in fact Dickens left the marital home after 22 years of marriage to lead a life more ... free from cliches, at least from those imposed by the ethics of the time.

But who was actually Catherine Thomson Hogarth, the girl who at just 19 years wed with the then twenty-four scribbler of humble origins in search of fortune (and money) whose name was Charles Dickens?


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- picture 2 - Catherine at the age of 19 when she got married to Charles Dickens



Born in Edinburgh in 1815, Catherine came with her family to England in 1824.She was the eldest daughter of George Hogarth (the Hogarth had 10 children), a journalist for the Edinburgh Courant, then a writer and music critic for the Morning Chronicle, for which the young Dickens worked publishing occasional articles, and later the editor of the Evening Chronicle. They became engaged in 1835 and were married on April 2nd, 1836 in Chelsea and after spending their honeymoon in Chalk, near Chatham, Kent, they set up home in Bloomsbury, at 48 Doughty Street, 


- picture 3 - 48 Doughty Street today
- picture 4 - The Dickens' Drawing Room
- picture 5 - The Dickens' Dining Room
- picture 6 - Charles Dickens' Studio

- picture 7 - The Dickens' Morning Room




giving quickly rise to a large family since in Dickens's Home was born about a child every year and a half, ie 10 children from 1837 to 1852.
The younger sister of Catherine, Mary, went to live with them as a family support given the large amount of work she had to manage with - the first three children were born in their first three years of marriage - and it was not unusual for the time that the younger sisters still marriageable left  their family home to join the newly married sisters for helping them in the conduction of the new home and family. Dickens became very attached to the young Mary, and she died in his arms, maybe for a stroke, after a short illness in 1837, touching him to the point to inspire him to create some of the characters of his novels,  indeed, you may find her death completely fictionalized in the death of the little Nell in The Old Curiosity Shop (1841).
But looking closer to Catherine, the chronicles of the time describe her as a capable writer, a skilled actress and above all an outstanding cook, talents all eclipsed by her marriage, a union that had every reasons to be both very glad and desperately sad: the numerous pregnancies, miscarriages - at least two - the economic difficulties that ensued led the pair, well-matched at first in love, able to enjoy with gladness the time spent during the parties and holidays together, to a couple unable to live under the same roof.
In June 1858, Charles and Catherine Dickens got legally separated and since then the reputation of the latter became oscillating between that of a kind of martyr and that of an unbearable devil.



- picture 8 -Dickens' Dream by Robert William Buss (1870) 



It's hard to believe all this if we think that when they met Catherine became for Charles something like an idol: he was coming from a very different world, his childhood was marked by poverty and prison threat to debts, while she came from a serene middle-class family,which caused him to look at her as a wife and a mother who would give their children stability and the certainty of a carefree and happy home ... Catherine had become his ideal woman.
The success that quickly Dickens reached, who went from a mere journalist to a novelist whose works were read by the same Queen Victoria, completely changed his character and his way of life, his thoughts and his beliefs even had begun to affect the political opinions in the country ... his family was becoming too binding to him.



- picture 9 - A detail from one of several versions of the Portrait of Charles Dickens painted by William Powell Frith in 1859.



After their separation the correspondence between Dickens and Catherine was really insignificant, although it must be remembered that she remained faithful to her husband and to his memory until her death in 1879 due to an incurable disease.
In 1851 she, under the pseudonym of Lady Maria Clutterbuck, had given to the press what we might call a book for young wives, more than a cookbook



- picture 10 - © Charles Dickens Museum



 - and at the time this was the publication that was the most popular - very special because not only suggested household tasks and interesting recipes, but proposed BILLS OF FARE, ie menus for banquets that came to comprise up to twenty diners,



- picture 11 - © Charles Dickens Museum



the quantities and the portions for which it was not easy to calculate for sure, it required a certain skill and expertise; we could say that Catherine Dickens, with her book, qualifies herself as the first Mrs.Beeton in History, a decade and a half before the real Mrs.Beeton publishes her iconic book for the home and kitchen.
In the first edition it contains an introduction by Charles Dickens, which led many critics of the time to believe that he was the real author, and it was so successful to see five editions, but for more than a century to the poor Kate was associated the image of the dull and dowdy wife of Charles Dickens, this also was overshadowed by the imposing, and perhaps cumbersome, her husband's genius, he who often reached the headlines for his ... 'adventures' !


- picture 12 - 



Catherine suggests recipes that are contained in the Appendix which takes up about thirty pages and quite a lot are made with cheese or topped with melted cheese, because her Charles was really fond of it.
WHAT SHALL WE HAVE FOR DINNER?SATISFACTORILY ANSWERED BY NUMEROUS BILLS OF FARE FOR PERSONS FROM TWO TO EIGHTEEN, this is the full title of the book, if you are passionate with its topic, I recommend you this reading, you may find it online in the edition of 1852 HERE.
And today too, our time together has come to its end, alas ! thank you as usual, in fact, more and more for what you donate me and I hope that this reading today has gratified your interest !

See you soon 💕 






BIBLIOGRAPHY:Lillian Nayder, The Other Dickens: A Life of Catherine HogarthCornell University Press. 2010;
WHAT SHALL WE HAVE FOR DINNER ? By lady Maria Clutterbuck, LONDON, Bradbury & Evans, 1852. 



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