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WHISKEY TANGO FOXTROT di Glenn Ficarra e John Requa (2016)

Creato il 16 maggio 2016 da Ifilms
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Scritto da viola franchini
Categoria: Recensioni film in sala
Pubblicato: 16 Maggio 2016
Glenn Ficarra   John Requa   Tina Fey  

Whiskey-Tango-Foxtrot

2003: Kim Baker (Tina Fey) è un’ordinaria giornalista quarantenne di New York, incastrata in un ménage lavorativo e sentimentale poco gratificante. Un giorno il suo capo le propone un incarico come reporter di guerra in Afghanistan: inizialmente reticente, Kim decide di accettare, dando così per sempre una svolta alla propria vita e alla propria carriera.

Sia chiaro, Whiskey Tango Foxtrot non è propriamente un film di guerra: si tratta, più semplicemente, delle pagine del diario di una giornalista che, da pesce fuor d’acqua quale è appena atterrata a Kabul, imparerà a cavarsela in un mondo politicamente e culturalmente difficile da fronteggiare. Ad affiancarla la bellissima ed astuta reporter inglese Tanya Vanderpoel (Margot Robbie), il pacato autista autoctono Fahim (Christopher Abbott) e il fotografo scozzese Iain MacKelpie, un Martin Freeman nelle curiose vesti di tombeur des femmes.

C’è da dire che nel vasto panorama di lungometraggi made in Usa ambientati in questi territori, alcuni dei quali eccessivamente retorici (vedi l’eastwoodiano American Sniper), altri felicemente dimenticabili (primo fra tutti Rock The Kasbah), la pellicola di Glenn Ficarra e John Requa (Crazy, Stupid, Love) riesce ad addentrarsi in una realtà già largamente esplorata, ma secondo una prospettiva diversa, oltre che imparziale. Innanzitutto la scelta di relegare al ruolo di spalla il corpo militare, rappresentato dal duro Billy Bob Thornton non senza una certa ironia; a seguire, il fatto che a tenere le redini del racconto sia un personaggio femminile, tanto sbadato quanto capace e risoluto, senza però che il film assuma una piega marcatamente femminista; da ultimo, il voler raccontare con spensieratezza e un tocco di amarezza l’anormale normalità e quotidianità degli abitanti della “Ka-bolla”, giornalisti e reporter assetati di notizie grazie alle quali “fare il botto”, troppo spesso noncuranti dei pericoli e delle conseguenze derivabili dall’eccessiva audacia.

Tuttavia, pur incuriosendo e facendo sorridere attraverso un’ironia talvolta spregiudicata, Whiskey Tango Foxtrot non è un film privo di pecche: man mano che la storia prende piede, infatti, la pellicola sembra mettere troppa carne al fuoco, non riuscendo a districarsi in maniera abbastanza credibile (in primis le avances da parte del Primo Ministro afghano nei confronti della protagonista e la risoluzione del rapimento di uno dei personaggi). Inoltre, fin troppo insistentemente, la spassosa babele di feste, bevute e attrazioni sessuali vissuta dai protagonisti finisce per prendere il sopravvento sull’altra linea principale del film, ossia la trattazione dolceamara di un paese profondamente ferito dalla guerra e culturalmente meritevole di attenzione, confondendo su quale sia l’effettivo intento della pellicola.

Eccessivamente caricaturale infine il ruolo del Primo Ministro afghano, interpretato dall’anglo-italo-spagnolo Alfred Molina. Una curiosità: Whiskey, Tango e Foxtrot sono i tre termini corrispondenti, nell’alfabeto fonetico NATO, alle lettere W, T e F e dunque, letteralmente, all’espressione “What the fuck”. Adattamento cinematografico di The Taliban Shuffle: Strange Days in Afghanistan and Pakistan, memorie della giornalista americana Kim Barker.

 Voto: 2/4


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