Wimbledon: Semifinali “da urlo”

Creato il 01 luglio 2011 da Postscriptum

Marija Jur'evna Šarapova attuale n.5 WTA, tre Slam vinti. Vincendo il per la seconda volta i Championships risalirebbe al n.3 del seeding, è già stata numero Uno a soli diciotto anni. Le sue urla, misurate, raggiungono i 101,2 decibel.

Dopo il magnifico spettacolo offerto l’altro ieri dai Quarti di Finale Maschili, ieri è stato il turno delle donne, scese in campo a contendersi un posto nella finale dei Championships.

Di spettacolo ne hanno riservato poco, a dire il vero, i due incontri.

La Sharapova ha avuto la meglio sulla sorprendente giovanissima tedesca Sabine Lisicki, che ha perso il primo set con il parziale fermo solo sul 6 – 4  per demerito di Marija che subisce un break al primo turno di servizio, finendo con il ritrovarsi sotto tre a zero  e sotto 0-40 sul suo servizio, prima di rimontare e ribaltare il corso del set grazie ad una serie di accelerazioni e dritti da fondo davvero impressionanti e degni di una campionessa quale lei è.

Nel secondo parziale la tedesca non migliora la percentuale di prime – il servizio è stato la sua arma vincente nei turni passati, assieme ad un dritto profondo e preciso sparito anch’esso – e fatica a tenere il turno di battuta,  alla fine ne perderà addirittura tre.

“Se Atene piange, Sparta non ride” recita un antico adagio ed infatti la Sharapova inanella una serie di errori e doppio-fallo al servizio da far rabbrividire chiunque,figuriamoci i monumenti del tennis presenti in tribuna  prima fra tutti Martina Navratilova, finendo con il regalare un break e molti quindici alla Lisicki.

Nonostante tutto la disparità tra le forze in campo è ampiadavvero,infatti la ventiquattrenne siberiana mantiene le distanze migliorando la risposta in dritto, chiude Set (6-3) ed incontro e conquista un pass per la finale di Wimbledon dopo quella che le consegnò il titolo nel 2004, quando di anni ne aveva appena diciassette.

Poco da dire sulla seconda semifinale, incontro di basso profilo quello tra Kvitova ed Azarenka, in cui le due contendenti -che hanno nella regolarità da fondo e nella forza del dritto le loro armi migliori- non  si sono certamente espresse al massimo del loro potenziale.

Viktoryja Fёdorovna Azaranka (classe 1989), n. 4 WTA. Il suo urlo, misurato,sfiora i 100 decibel.

Primo set a senso unico, la Azarenka (numero quattro del seeding ) non ne imbrocca una, sbaglia servizi,dritto, rovescio e la Kvitova ha vita facile (6-1 per la ceca sulla bielorussa).

Il secondo set non brilla per vivacità, anzi tutt’altro, la guerra delle bordate da fondo la vince la bielorussa che riapre il discorso qualificazione imponendosi per 6-2.

Il terzo e decisivo parziale delude le aspettative degli spettatori, che speravano in qualcosa di più spettacolare vista la crucialità del momento; in un susseguirsi di scambi monotoni, gli unici sprazzi di buon tennis li offre Petra Kvitova che infatti riesce a portare a casa il set e quindi raggiungere la Sharapova in finale (il parziale di 6-2 dice tutto) con la russa che, visto l’andamento ed il livello della seconda semifinale, vede crescere vertiginosamente le proprie quotazioni per la conquista del titolo.

La Kvitova (attuale numero otto WTA) è la prima tennista mancina a raggiungere la finale di Wimbledon dai tempi di Martina Navratilova (ndr.1990), un bel risultato che migliora la semifinale già raggiunta in terra inglese nella passata edizione del torneo.

Semifinali “da urlo” dicevamo ed a buon diritto, perchè il meglio di se la Sharapova e la Azarenka lo hanno dato dal punto di vista vocale, urlando e gemendo ad ogni singolo scambio fin dal primo secondo di gara.

Un vezzo, il loro, tutt’altro che gradevole ed irrispettoso nei confronti del pubblico ma sopratutto delle avversarie, che sono state sommerse da una valanga di urla -ad oltre 100 decibel- più che di colpi ed alla fine hanno potuto far rifiatare i timpani ancor prima che i muscoli.

Oggi sarà il turno delle Semifinali maschili, Nole Djokovic mira a raggiungere la prima finale a Wimbledon e così garantirsi il primato in classifica Atp – lo otterrebbe anche se all’atto conclusivo del torneo dovesse trovarsi difronte Nadal e questi lo battesse- ma per farlo deve prima superare l’ostacolo Tsonga, impresa non da poco visto che il francese si presenta come giustiziere di King Roger Federer e variabile impazzita del torneo ed avendo dimostrato proprio contro lo svizzero numeri davvero importanti.

Rafa Nadal, quindi,  rischia seriamente di perdere il primato mondiale dopo un anno ed un mese di dominio incontrastato ( lo era già stato dal 18 agosto 2008 al 5 luglio 2009) , il suo obiettivo primario resta spezzare i sogni di finale del padrone di casa Andy Murray -risultato per nulla scontato anche se nel computo dei confronti diretti il maiorchino ha sempre vinto- e non sarà comunque sufficiente se, come detto, a raggiungerlo in finale dovesse essere il serbo.

Tutti questi fattori non contribuiscono di certo a rendere più sereno il campione uscente dei Championships, nonostante tutto determinato a difendere e riconquistare il titolo meritatamente fatto suo nelle ultime due edizioni.

Tanti i motivi di interesse,tantissime le ragioni per non perdere un pomeriggio di sport tanto intenso e che promette fuochi d’artifico; a partire dalle 14.00 ora italiana staccate i cellulari e chiudetevi in casa con gli occhi fissi sul Central Court di Wimbledon, va in scena il Grande Tennis! Stay with us!


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