Wunderkammer Toys

Creato il 13 settembre 2012 da Sambruno
Ovvero, piccoli gioielli in cui ci si imbatte giringirando per la rete in una mattinata di scazzo, alla ricerca di un'ispirazione. Ecco a voi Calaverita e Piccolo Becchino!

C'erano anche le bambole in vendita, realizzate in resina dipinta con aniline all’alcool:
30 esemplari numerati. Peccato non averle scoperte prima. [FONTE: Stefano Bessoni]

Sono due personaggi che appartengono all'universo magico e fantastico di Stefano Bessoni, un mondo “fatto di zoologia, di tassidermia, di anatomia, di wunderkammer e di scienze anomale”: li ha progettati e realizzati lui.
Bessoni è un regista che ha al suo attivo diversi corti e mediometraggi e tre lungometraggi: Frammenti di scienze inesatte, realizzato in digitale (il film tratta di generazione spontanea, di morte, di anatomia, di angeli, di superstizioni); Imago mortis (che mi sto procurando) e Krokodyle, premiato nei festival di cinema horror e fantasy di mezzo mondo (Cinefantasy, Sitges, Fantaspoa, Puerto Rico Horror Film Fest, Science+Fiction) ma, stranamente, non qui in Italia. Anzi, qui da noi sembra essere persino sconosciuto, tanto che il film lo sto cercando senza, guarda un po'!, riuscire a trovarlo.
Tra i corti, Grimm e il teatro della crudeltà sembra interessante: “è un'incursione macabra nel mondo delle fiabe visto attraverso gli occhi di Antonin Artaud dopo una seduta di elettroshock”. [FONTE: Pellicolascaduta]
Altrettanto interessante dev'essere Asterione: “una libera trasposizione del racconto di Jorge Luis Borges, La casa di Asterione, dove il minotauro, rinchiuso nella solitudine e nel dolore della sua prigionia all'interno del labirinto, attende come una liberazione l'arrivo di un eroe che possa ucciderlo e finalmente liberarlo dalla sua condanna, cosa che stupirà Teseo quando racconta ad Arianna che il mostro non si è quasi difeso e si è lasciato uccidere senza opporre resistenza”. [FONTE: Pellicolascaduta]
Mi sono imbattuta in Stefano Bessoni grazie a questo articolo di Margherita Palazzo, su Sentieri Selvaggi, del quale riporto questa citazione:
[Stefano Bessoni è] Uno dei pochi registi italiani che cercano di sperimentare con forme e generi diversi, di lavorare su un immaginario gotico che non sia condizionato dalle formule nostrane, nella convinzione che “il cinema, e quello horror in particolare, sia oggi la naturale evoluzione di quella forma di narrazione popolare che è la favola. I fratelli Grimm, con le loro storie zeppe di morti che ritornano, orchi sanguinari, genitori che fanno a pezzi i bambini e poi li mangiano, altro non sono che i primi registi horror della storia. Peccato che il cinema sia stato inventato solamente un paio di secoli più tardi. E poi c’è Freud, i suoi studi sul Perturbante, il Doppelganger. Quindi è bene fare attenzione quando parlo di horror, perché il mio concetto di orrore è ben diverso dall’accezione che oggi viene commercialmente e superficialmente attribuita a questo termine. Il mio vuole essere un cinema a tinte orrorifiche che affonda le proprie radici nelle paure più profonde che si nascondono nel cuore dell’animo umano”.
Oltre che regista, Stefano Bessoni è anche un illustratore che “fa convivere nel suo mondo zoologia, arte, storia naturale, fantastico e macabro e l'umorismo dei disegni di Tim Burton”. Ha pubblicato due libri, che metto in wish list: Homunculus e Wunderkammer.
Adesso sembra che sia al lavoro su un quarto lungometraggio, ispirato ai Galgenlieder - Canti patibolari di Christian Morgenstern. Ha già sviluppato alcuni dei personaggi - il Piccolo Impiccato, il Grande Lalulà e altri - e dice di volerlo ambientare in una “Berlino fantasmatica, decadente e quasi senza tempo”.
Okay, io sono già innamorata di quel poco che ho visto dei film, innamorata dei disegni e innamorata dei progetti. E sono anche incuriosita dai Canti patibolari. Ergo cercherò di procurami tutto :)
APPROFONDIMENTI:
il blog di Stefano Bessoni