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WWF: Genova “FIUMI ‘TOMBATI’ E COSTRUZIONI NEI CORSI D’ACQUA”

Da Lemillebolleblu @Lemillebolleblu

“A Vernazza, Monterosso e in molti altri comuni della Lunigiana  non si è ancora finito di spalare il fango del nubifragio di una settimana fa che già oggi dobbiamo piangere nuove vittime. Non solo il territorio è stato distrutto e reso completamente vulnerabile, ma non si riesce nemmeno a mettere in sicurezza le persone, nonostante la recente tragedia e l’allarme lanciato per questo nuovo alluvione da almeno tre giorni”. Così il WWF Italia commenta in una nota il disastro ambientale provocato da un nuovo alluvione in Liguria e nella zona della Lunigiana.

“Queste tragedie sono e saranno sempre più frequenti – spiega Andrea Agapito, Responsabile Acque del WWF Italia –  In città, a Genova, i corsi d’acqua sono stati cementificati, canalizzati e “tombati”, cioè coperti, nascosti. Tra i punti più critici c’è il Ferreggiano che è stato deviato artificialmente nel torrente Sturla dove, tra le altre cose, i piloni che sorreggono la Facoltà universitaria di Farmacia si trovano nel bel mezzo dell’alveo. Recentemente è stata rifatta la copertura del torrente Bisagno nella speranza di far passare l’onda di massima piena: peccato che l’intervento sia insufficiente anche a causa della cementificazione ed impermeabilizzazione dei quartieri più a monte”.

“I fiumi in genere e in particolare quelli liguri – prosegue Agapito – non sono più gli stessi da parecchi decenni. Si è costruito a ridosso e dentro gli alvei. Alla foce del Magra, i centri abitati di Bocca di Magra e Fiumaretta che si affacciano al fiume, l’uno di fronte all’altro, hanno occupato l’occupabile. Ad Aulla, devastata dal fango pochi giorni fa, nel 1959 veniva costruito un argine a ridosso del fiume, consentendo, in questi ultimi 50 anni, di edificare ovunque praticamente fin dentro il fiume. L’argine, sinonimo di sicurezza, ha falsamente  tranquillizzato tutti, facendo dimenticare che si stava costruendo dentro il Magra. In alcuni tratti del Vara, l’altro fiume  ‘impazzito’ il 25 ottobre, nel 1857  l’alveo attivo era largo 820 metri, nel 1954 si era ridotto a 370 e oggi è circa 140 metri”.

E’ vero – prosegue la nota dell’associazione – che in Liguria e Toscana il 25 ottobre è piovuto molto e molto sta piovendo ora su Genova e provincia, più della norma, ma è altrettanto vero che si tratta, purtroppo, di una tendenza in atto da almeno vent’anni, come testimonia un’indagine conoscitiva  del Senato nel 2005 nella quale si sosteneva che ‘negli ultimi 10-15 anni vi è stato un aumento degli episodi di precipitazione a carattere intenso, ma di breve durata, mentre in precedenza esisteva una prevalenza di episodi a bassa intensità ma prolungati nel tempo’.

In tutta risposta – conclude il WWF – nella finanziaria 2012 non c’è alcuna traccia dei 500 milioni per la prevenzione del dissesto idrogeologico promessi da presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.

WWF: Genova “FIUMI ‘TOMBATI’ E COSTRUZIONI NEI CORSI D’ACQUA”

IL BLUFF DELLA FINANZIARIA SUI FONDI ANTI-DISSESTO

Come ammesso dallo stesso ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in Commissione Ambiente al Senato, e come sottolineato dal WWF Italia nel documento delle sue “Osservazioni e proposte di emendamento” alla finanziaria 2012 (Vedi allegato), non c’è alcuna traccia nel provvedimento dello stanziamento di 800 milioni di euro (500 dei quali proprio per la prevenzione del dissesto idrogeologico) che era stato promesso dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, e che sarebbe dovuto essere coperto con i proventi della vendita all’asta delle frequenze della banda larga e da una quota dei Fondi FAS (peraltro dimezzati nel 2012, dai 7,137 miliardi previsti per il 2012 dalla Legge di Stabilità 2011 ai 3,786 miliardi previsti nel 2012 in Tabella E del Ddl in esame).

Oltre a procedere all’azzeramento nel Bilancio di previsione 2012 del Ministero dell’Ambiente delle “spese per la realizzazione dei Piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico”, nel Ddl sulla Legge di Stabilità 2012 si tagliano ben 124 milioni di euro, dei 210 milioni di euro (da 210 a 75,833 mln di euro) destinati al Ministero dell’ambiente per interventi a favore della difesa del suolo previsti per l’anno 2012 dalla Legge Finanziaria 2011, legge n. 220/2010.

Com’è noto, questi tagli avvengono in una situazione di gravissima emergenza per l’assetto idrogeologico del Paese e quando dovrebbe essere valutazione ormai acquisita che i costi per prevenire le emergenze sono molto più contenuti di quelli che servono a riparare i danni per il tessuto edilizio ed economico del Paese colpito dagli eventi calamitosi, non tenendo conto, ovviamente, dell’incalcolabile perdita di vite umane.

Secondo i dati riportati sul sito dell’ISPRA, hanno interessato il nostro Paese negli ultimi 80 anni 5.400 alluvioni e 11.000 frane, con 70.000 persone coinvolte e oltre 15 miliardi di euro di danni, registrati solo negli ultimi 20 anni.

Pertanto, il WWF chiede nella Legge di Stabilità 2012 venga confermati 210 milioni di euro per interventi a favore della difesa del suolo a vantaggio del Ministero dell’Ambiente per l’anno 2012.

Tra le altre proposte contenute nel documento del WWF, il ripristino delle agevolazioni del 55% e 36% per il settore edile rispettivamente per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e per le ristrutturazioni e che anche per il Ministero dell’Ambiente, come per il Ministero dei beni e delle attività culturali, vengano mantenuti per gli anni 2012 e 2013 almeno i livelli di dotazione finanziaria fissati dalla finanziaria 2011.

Attualmente infatti le casse del Ministero dell’Ambiente sono interessate da una riduzione di 124,118 milioni di euro nel 2012, di 45,210 milioni di euro nel 2013 e di 58,800 milioni di euro nel 2014 per un taglio complessivo nel triennio di 228,128 milioni di euro.

Ciò porta il bilancio del Ministero: del 2012 a 421.041.078 euro (545.159.078 previsti dalla Legge di Stabilità 2011 – 124,118 mln di euro); il bilancio del 2013 a 492.966.679 euro (538.176.679 previsti della Legge di Stabilità 2011 – 45,210 mln).

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