Young Adult

Da Mcnab75


Negli ultimi anni c'è una categoria trasversale di prodotti d'intrattenimento (libri, film e fumetti) che fa discutere e divide gli appassionati. In essa rientra tutto ciò che viene considerato Young Adult (YA). Secondo la definizione più diffusa, i prodotti YA coprono una fascia d'età che va dai 14 ai 21 anni, almeno dando fede agli esperti di marketing.

In realtà i parametri YA non sono poi così definiti come sembrerebbe, e variano molto da autore ad autore. Diciamo pure che ci sono estremi quasi antitetici: libri (e film) che sembrano quasi più adolescenziali, e altri che possono essere apprezzati di buon grado da un pubblico più adulto. Un comune denominatore di tutta la categoria potrebbe essere l'elemento formativo. In teoria i prodotti YA dovrebbero essere latori di un messaggio perlopiù edificante, affidato a metafore o a sottocontesti di una storia che generalmente si basa sulla fantasia pura.

Descritto in tal modo potrebbe sembrare un filone nato solo per ritagliarsi una fetta di mercato succulenta, quella dei ragazzini svezzati a videogames e film. In realtà dei romanzi YA possono essere già identificati nell'800: Oliver Twist, L'isola del tesoro, Il conte di Montecristo, Il libro della jungla. Non sono favole, ma nemmeno libri orientati a un pubblico maturo. Il loro successo è però innegabile.

I detrattori del moderno mondo YA ne condannano un dilagare che oramai ha contagiato generi disparati e di ogni tipo. L'attuale invasione di romanzetti nero-rosa basati su vampiri buoni e romantici può essere infatti ricondotta senza alcuno sforzo di fantasia all'universo YA. Idem per un certo modo di intendere il fantasy. Se di per sé l'esistenza di questi generi non sarebbe poi questo gran disastro (basterebbe non leggere tali romanzi), in realtà essi stanno spostando interi asset editoriali, eliminando altri filoni ben più consolidati e maturi. Cosa che avviene soprattutto nel genere horror e specialmente in Italia, dove il range di scelta è ben più limitato che altrove.

Per contro alcuni autori etichettati come YA sono superiori a colleghi più incensati e osannati. Nei loro romanzi affrontano tematiche importanti, adatte senz'altro anche a lettori più grandi dei 21 anni sopracitati. Penso a gente come Philip Pullman, William Golding e C.S.Lewis.

Anche nel cinema è facile notare come certi film teoricamente prodotti per bambini (ovvero ancor più piccoli che non YA) siano in realtà più graditi al pubblico degli adulti. Mi vengono in mente Shrek, Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti, ma anche la saga di Harry Potter e altre simili.

Forse è inutile sprecare tempo in catalogazioni e stucchevoli distinguo: esistono buoni prodotti e prodotti pessimi. Solo quelli creati a tavolino mi sembrano predestinati a essere esecrabili. Si può scrivere un libro o girare un film solo con l'intento di venderlo a una determinata fascia di utenti, ma di solito il risultato è fin troppo asettico e impersonale.

Concludo citando quello che per me è forse il miglior film girato per ragazzini ma godibilissimo anche per noi grandicelli amanti dell'horror: Chi ha paura delle streghe?, film del 1990 di Nicolas Roeg, tratto da un romanzo di Roald Dahl. Se non l'avete mai visto, recuperatelo assolutamente. Magari ve lo recensisco prima di partire, se riesco a rivedermelo una di queste notti.


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