Continuano a trapelare indiscrezioni sull’apparente nervosismo che pare serpeggi tra gli uffici della Warner Bros. riguardo al destino di Batman V Superman – Dawn of Justice, pellicola dalla quale non solo dipende il futuro di un intero franchise supereroistico ma anche sul quale gravano le aspettative di molti dirigenti ed investitori. Il film sarà nelle sale cinematografica il 23 marzo e, se si registrerà una scarsa performance al Box Office, probabilmente molte poltrone potrebbero saltare.
Le ultime indiscrezioni arrivano da un insider di LatinoReview, le cui parole sono riprese dal sito Badtaste.it:
Per essere chiari: ha amato L’Uomo d’Acciaio. E ha visto e apprezzato Batman v Superman. Ma non dimentica come il primo film abbia diviso le opinioni del pubblico e della critica una volta uscito nei cinema. Non era il classico film di semplice intrattenimento per il pubblico che, al tempo, desiderava la Warner. E il trend potrebbe continuare con BvS. E, ribadisce, questo non significa che il film non sia riuscito. Affatto. Solo non è un film per tutti e questa cosa sta innervosendo i dirigenti che pensano che forse lo avrebbero dovuto rendere un po’ più accessibile. E il paragone con L’Uomo d’Acciaio desta preoccupazione perché quel film ha incassato 668 milioni di dollari, ben al di sotto degli incassi che sperano di fare con Batman v SupermanInsomma, il regista Zack Snyder continua a girare dei film complicati, blockbuster dal tocco autorale che dividono l’opinione del pubblico pagante correndo il rischio di scontentarne una parte. Su questo linea strategica, la Marvel ha sempre fatto film con un unico obiettivo: sfornare pellicole originali ma non troppo mature, che potessero piacere tanto a un adulto quanto a un bambino.
Ma perchè Warner concede così tanta fiducia a Zack Snyder, in fondo è un regista che ha dimostrato di non riuscire a costruire film che possano piacere all’unanimità. Noi consideriamo Watchmen un film strepitoso, un cinecomic che riesce ad avere una piega artistica notevole e distante dai film Marvel, i quali sembrano sempre più dei prodotti standardizzati usciti da una catena di montaggio. Diversamente odiamo Sucker Punch, un film pretenzioso e pretestuoso che non ha nulla da dire se non quello di autocelebrarsi come tamarrata, come un culturista senza cervello che passa il tempo a mostrare i muscoli autocompiacendosi davanti allo specchio.
Per avere un quadro completo di come Snyder si comporti al Box Office, abbiamo buttato giu un grafico sulle performance dei suoi film traendo i dati aggiornati da Box Office Mojo.
Colpisce istantaneamente all’occhio come le pellicole che avrebbero dovuto segnare la sua maturità registica si siano rivelate degli orrendi flop. Dopo aver capitalizzato un enorme consenso con 300 nel 2007, Snyder si lancia nel progetto ad alto budget Watchmen incassando un risultato straniante. La pellicola piace più in america che in tutto il resto del mondo, ma non riesce a distaccarsi di molto dal budget produttivo, non coprendo probabilmente le spese promozionali.
Decide di dedicarsi all’animazione e gira Il Regno di Ga’Hoole. Benchè i film appartenenti a questo genere riescano ad ottenere ottimi consensi in America, il suo viene quasi rigettato, essendo una pellicola progettata per un pubblico adulto e dunque inadatta a dei bambini. Il risultato è quello di aver mirato ad un target disinteressato all’animazione (gli adulti) escludendo tutta la fetta di pubblico ad alto valore aggiunto ( i bambini+i genitori).
Ma Snyder ha inspiegabilmente del credito ad Hollywood e dunque risorge con Man of Steel nel 2013, benchè le dichiarazioni fatte da Latino review chiariscano come il divario tra rettangolo grigio e rettangolo giallo del grafico non sia tale da appagare le aspettative dei piani alti.
Con questi numeri a curriculum Snyder si candida a bomba a orologeria umana pronta ad esplodere in qualsiasi momento, regista creativo e muscolare a cui può partire l’embolo da un momento all’altro e, per questo, da tenere sotto stretto controllo. Manca dunque una figura coordinatrice alla Kevin Feige, un generale che abbia la visione d’insieme del mondo DC e possa condurre alla guerra del botteghino più produzioni mantenendo serrati i ranghi.
Un ruolo che è apparentemente affidato a Zack Snyder, secondo una strategia che fa acqua da tutte le parti essendo quest’ultimo un regista e dunque un uomo gravato dal peso dell’estro. Circostanza che dagli albori mal si amalgama con parole quali budget, incassi, punto di pareggio, costo, valore.